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Sala 1
INIZIO IN CHIAVE SABAUDA
La prima sala – in attesa di un riallestimento meno datato storiograficamente – è un’apologia della casa di Savoia dal Settecento, alla Restaurazione, alla celebrazione del primo cinquantenario dello Statuto albertino.
Il dipinto di dimensioni eccezionali sulla parete destra (1) raffigura la vittoria delle truppe austro – piemontesi, comandate dal grande condottiero Eugenio di Savoia Soisson (1663 – 1736) (2) e dal sovrano del Piemonte Vittorio Amedeo II (1666 – 1732) di Savoia, contro le truppe francesi che assediavano Torino (7 settembre 1706). Si tratta di un episodio della guerra di successione spagnola (1701 – 1714) che pose fine all’ambizione di Luigi XIV di conquistare la supremazia in Europa.
La vittoria contribuì a fare del Piemonte un regno indipendente, che si rafforzò in seguito dal punto di vista diplomatico e militare. Per tale ragione la battaglia di Torino fu additata dagli storici dell’Ottocento – e fino a tempi non lontani – come prodromo del ruolo che il Piemonte avrebbe svolto nel processo unitario del nostro Paese.Il quadro è una copia moderna di uno dei dipinti di J. Ignace Parrocel conservati nel palazzo del Belvedere di Vienna, che rappresentano le battaglie vittoriose del principe Eugenio.
Di fronte, l’altorilievo di gusto neoclassico di Giacomo Spalla (1776 – 1834), proveniente dal Castello di Moncalieri (4), raffigura Vittorio Emanuele I di Savoia (1759 – 1824) che nel 1814 rientra trionfalmente a Torino dall’esilio in Sardegna dove aveva dovuto rifugiarsi durante la dominazione francese e l’impero napoleonico. Da quel momento avrà inizio la Restaurazione.
Il grande cofano di cuoio, metallo e smalti è quello che conteneva la bandiera italiana con stemma reale offerta nel 1898 dalle città dell’Italia unita a Torino capitale sabauda a cinquant’anni dalla concessione dello Statuto da parte del re Carlo Alberto.


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