In seguito alla concessione dello
Statuto da parte di Carlo Alberto nel 1848 il salone centrale di Palazzo Carignano,
che in origine era una sala per ricevimenti e feste, è destinato a sede della
Camera dei Deputati del Regno di Sardegna, comunemente detta aula del Parlamento
Subalpino.
Il
progetto di trasformazione viene eseguito dall'architetto Carlo Sada che,
partendo da una pianta ad anfiteatro, inserisce all'interno del salone i banchi
dei deputati, i seggi della Presidenza e della Segreteria, la tribuna per l'oratore
ed il tavolo per i ministri.
L'Aula del Parlamento Subalpino è
ricca di suggestioni per la storia che vi si svolse: coccarde tricolori segnano
i posti in cui sedevano Camillo Cavour, Massimo d'Azeglio, Giuseppe Garibaldi,
Cesare Balbo, Vincenzo Gioberti e altri famosi uomini politici.
Di grande interesse architettonico
è la cupola, a sesto ribassato, che termina con un lucernario centrale circondato
da sette finte nicchie dove trovano posto gli stemmi di varie città italiane
e della Savoia. Altri 17 stemmi, raffiguranti le province del Regno Sardo sono
visibili lungo la balconata che corre tutt'intorno all'anfiteatro, alla base
della cupola; sono stati collocati qui dopo la demolizione dell'Aula che si
trovava in cortile e per la quale erano stati dipinti.
L'illuminazione naturale è assicurata dal
lucernario centrale,
mentre quella artificiale è garantita da otto grandi appliques
in bronzo dorato, forse un tempo alimentate a gas.
Interessante
è pure la tela di C. Felice Biscarra (1825-1894) posta alle spalle del
tavolo della Presidenza, che rappresenta Vittorio Emanuele II, sormontata da
un rilievo in gesso di Giuseppe Dini (1820-1890) raffigurante il momento
della firma dello Statuto Albertino. L'accesso alle tribune della sala destinate
ai giornalisti, alle signore e agli osservatori politici avveniva attraverso
una scala a chiocciola di ridotte dimensioni, mentre sulla balconata prendeva
posto il pubblico degli invitati. L'intero complesso architettonico è stato
restaurato nel 1988, a centoquaranta anni dall'apertura del Parlamento Subalpino.
Il restauro ha coinvolto tutti gli arredi originali, gli affreschi, le decorazioni
e l'illuminazione stessa, riportando la sala alla situazione in cui si trovava
nella seduta ultima che vi si tenne il 18 dicembre 1860.