La costruzione di
Palazzo Carignano, commissionata dal principe Filiberto
Emanuele di Savoia-Carignano, detto il «Sordomuto», a Guarino Guarini,
inizia nel 1679.
Particolarmente
interessante dal punto di vista architettonico è la facciata, risolta in un movimentato
gioco di linee concave e convesse in modo affatto originale rispetto alla linearità
degli edifici torinesi dell'epoca.
Da notare, sulle finestre del piano
nobile, il fregio raffigurante una testa di Indiano d'America: vuole ricordare
la vittoria riportata da un reggimento dei Carignano a fianco dei Francesi nel
1667 contro gli Indiani Irochesi durante la colonizzazione del Canada.
L'interno è in parte riccamente
decorato da stucchi, intagli ed affreschi. Notevoli quelli di Stefano Legnani
detto il Legnanino (1660-1715).
L’edificio è una delle più sontuose e architettonicamente pregevoli tra le residenze sabaude recentemente dichiarate dall’UNESCO "patrimonio dell’Umanità".
U
na seconda fase costruttiva si ha tra il 1864 ed il 1871
con un progetto di Gaetano Ferri eseguito da Giuseppe Bollati, allorché il palazzo
viene ampliato per ospitare la nuova Aula del Parlamento
Italiano ed è costruita la facciata posteriore, sulla attuale Piazza Carlo
Alberto.
Nel 1884 sul corpo ellittico della
facciata barocca viene aggiunto da Carlo Ceppi un vistoso fastigio che reca
un’iscrizione rammemorante la nascita nel Palazzo di Vittorio Emanuele II.
Il Palazzo è abitato dalla famiglia Savoia-Carignano fino
al 1799, quando il governo napoleonico lo adibisce a sede della Prefettura del
Dipartimento del Po. Qui nacquero Carlo Alberto
nel 1798 e Vittorio Emanuele II
nel 1820.
Dal 1814 la storia del Palazzo è
legata a quella risorgimentale: il 21 marzo 1821 il Principe reggente Carlo
Alberto legge qui il proclama annunciante la concessione della Costituzione
di Spagna.
Con
l'ascesa al trono nel 1831 ed il conseguente suo trasferimento a Palazzo
Reale, Palazzo Carignano viene ceduto al Demanio, per ospitarvi prima il
Consiglio di Stato e poi la direzione delle Poste. Nel 1848 l'edificio è destinato
a sede della Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino e per quest'uso l'architetto
Carlo Sada ne modifica il salone delle feste; nel 1861, con l'apertura del primo
Parlamento italiano, l'aula risulta troppo piccola e viene quindi costruito
un edificio provvisorio nel cortile, dove i deputati si riuniscono fino al trasferimento
della capitale a Firenze, nel 1864.
Successivamente in Palazzo Carignano trovano sede numerosi
istituti, associazioni culturali di varia natura, e uffici governativi della
Soprintendenza ai Beni Artistici che, ancora oggi a fianco del Museo del Risorgimento,
occupano l'edificio.
Il Museo Nazionale del Risorgimento,
prima di avere qui la sua sede definitiva, era stato aperto nella Mole Antonelliana,
in seguito ad una delibera del Consiglio Comunale di Torino che nel 1878 aveva
deciso di erigere un monumento nazionale in memoria di Vittorio Emanuele II.
Successivamente i locali si riveleranno inadeguati
e venne scelto il Palazzo Carignano. Tutto il materiale del Museo, dell'Archivio
e della Biblioteca nel 1938 vi fu trasportato ed ordinato intorno all'Aula del
Parlamento Subalpino, con un percorso di visita comprendente anche l'appartamento
dei Principi al piano terra, percorso che si auspica, in futuro, possa essere
reintegrato.
Oggi il Museo è composto da 26 sale, che si
susseguono in ordine cronologico, testimoniando attraverso opere d'arte e cimeli
di vario genere (documenti, autografi, proclami, libri, ricostruzioni di ambienti,
ecc.) gli eventi più significativi del Risorgimento, la Grande Guerra,
la lotta clandestina al fascismo, la Resistenza.