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Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è chiuso al pubblico dal 3 aprile 2006 per lavori di riallestimento. La Biblioteca è chiusa al pubblico per lavori di adeguamento impiantistico Il Museo è dedicato al processo di unificazione politica della penisola Italiana, che fu per secoli divisa in piccoli stati dominati o influenzati da potenze straniere, ad esclusione del Piemonte. Tale processo si iniziò e si compì durante il XIX secolo. La volontà di fondare il Museo risale al 1878, ma l'istituzione fu aperta al pubblico dal 1908. Collocato dapprima nella Mole Antonelliana, dal 1938 il Museo è stato trasferito nel Palazzo Carignano, straordinario edificio barocco di Guarino Guarini, dove ebbe sede dal 1848 la Camera dei Deputati del parlamento piemontese e dal 1861, con sistemazione provvisoria nel cortile, il primo parlamento dello Stato italiano. L'esposizione occupa circa 3000mq e 26 sale, estendendosi cronologicamente prima e dopo il vero e proprio periodo risorgimentale. L'intendimento di narrare il processo con apertura nazionale si intreccia alla componente piemontese-sabauda, data la funzione di guida che il Piemonte e la sua dinastia regnante ebbero nella gestazione dello stato unitario. La narrazione inizia dal XVIII secolo e si estende al primo cinquantennio di vita del regno d'Italia con accenni ai conflitti sociali e alle conquiste coloniali. Ampio spazio è dato alla Grande Guerra. Una galleria, allestita nel 1975, è dedicata alla lotta clandestina al fascismo, all'affermarsi di questo e alla Resistenza fino al compimento della Seconda Guerra mondiale. Oltre alla grande varietà di tipologie di oggetti, (armi, vessilli, uniformi), documenti a stampa e manoscritti, e opere figurative, elemento di attrazione del Museo sono la Camera dei Deputati del parlamento piemontese (Parlamento Subalpino) completamente conservata nel suo aspetto ottocentesco, l'arredo della stanza in cui il re Carlo Alberto di Savoia morì ad Oporto nel 1849, il mobilio dello studio ministeriale di Camillo Cavour. Cimeli interessanti e rari riguardano il periodo napoleonico, i moti rivoluzionari del 1821, il lavoro politico-diplomatico di Cavour, le vicende biografiche di Giuseppe Garibaldi. Specialità del Museo torinese sono i grandi dipinti di commissione reale che rappresentano le battaglie del Risorgimento. Sono inoltre documentati i moti di unificazione nazionale di altri paesi, Ungheria, Romania, Polonia. Nella parte ottocentesca dell'edificio, che fu ampliato negli anni sessanta del XIX secolo, si ammira la monumentale Aula che avrebbe dovuto contenere il Parlamento Italiano, aperto invece a Firenze dopo il trasferimento in quella città della capitale d'Italia, che vi rimase dal 1864 al 1870, anno della conquista di Roma. Al Museo, che è il principale tra i musei storici italiani e l'unico che abbia la qualifica di "nazionale", si affiancano una biblioteca specialistica assai ricca, un gabinetto delle stampe ed un archivio documentario.
Partita Iva: 08035780017 |
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