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Fondazione Luigi Einaudi

Fondata nel 1964, e successivamente riconosciuta con Decreto Presidenziale nel 1966, la Fondazione Luigi Einaudi ha assunto, nel primo quarto di secolo della sua esistenza, una posizione di preminenza fra i centri di ricerca nel campo delle Scienze Sociali.
Tale posizione è stata perseguita adottando principalmente tre indirizzi:

  1. il continuo accrescimento di una Biblioteca, donata dalla famiglia Einaudi e sistemata a Palazzo D'Azeglio. In oltre venticinque anni di attività è passata ad avere dagli iniziali 70.000 volumi, donati dalla famiglia Einaudi, agli attuali 183.000; ad essi si aggiungono circa 3.200 riviste provenienti da tutto il mondo, e circa 10.000 tra relazioni e bilanci di oltre 600 Società diverse;
  2. la costituzione di un Archivio di grande valore storico-scientifico ricco di numerosi e qualificati fondi, che dotato inizialmente di quello di Luigi Einaudi (circa 300.000 carte) si è arricchito, attraverso una lunga serie di donazioni, dei fondi di Thaon di Revel, Francesco Saverio Nitti, Agostino Rocca, Roberto Michels, Alberto Geisser, Gian Lupo Osti, Giuseppe Prato, Mario Einaudi, Manlio Brosio, Luca Pietromarchi ed altri ancora;
  3. il pieno appoggio a giovani meritevoli, attraverso la concessione di borse di studio e contributi di ricerca per l'Italia e per l'estero; sono oltre 600 gli studiosi che hanno beneficiato di questi ausilii finanziari e tra di essi moltissimi sono ormai inseriti nei settori accademici, finanziari e industriali. Inoltre molti di essi hanno potuto pubblicare i risultati delle proprie ricerche nelle collane "Annali" e "Studi" edite dalla Fondazione.

Al momento della sua costituzione, la fondazione potè avvalersi del supporto della Provincia e del Comune di Torino, della Cassa di Risparmio di Torino, dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e della Fiat, e cioè degli enti promotori unitamente alla famiglia Einaudi. Fin dai suoi inizi, tuttavia, essa ha avuto nella Fondazione Rocca una costante sostenitrice, così come ha trovato nella Banca d'Italia un sicuro punto di riferimento.
A questi primi contributi si sono aggiunti, più tardi, quelli del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte e della Camera di Commercio di Torino, mentre la Fiat ha concesso l'uso della sede di Palazzo D'Azeglio.
In un quarto di secolo, appaiono numerosi i nomi degli studiosi che si sono succeduti nel Comitato Scientifico, coadiuvando efficacemente l'opera dei vari presidenti: Mario Einaudi (dal 1967 al 1983), Norberto Bobbio (1984), Franco Venturi (dal 1985 al 1986), Luigi Firpo (1987), Terenzio Cozzi (dal 1988 al 1995), Massimo L. Salvadori (in carica dal 1996).
Un ricordo particolare meritano gli scomparsi, che contribuirono alla riuscita della Fondazione: Federico Caffè, Franco Momigliano, Claudio Napoleoni, Alessandro Passerin d'Entreves, Rosario Romeo, Piero Sraffa.

Sede: via Principe Amedeo 34, 10123 Torino, tel. 011-835656; fax 011-8179093

Biblioteca: l'accesso è consentito agli studiosi muniti di una lettera di presentazione di un docente universitario.

Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore18.30 con orario continuato.


Servizio a cura della Direzione Cultura,Turismo e Sport
e-mail: direzioneB18@regione.piemonte.it

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