Società di Mutuo Soccorso

La Regione Piemonte, attraverso la legge regionale 24/1990 (modificata dalla legge regionale 82/1996) che dispone interventi finanziari per la "Tutela e promozione del patrimonio e dei valori storici, sociali e culturali delle Società di Mutuo Soccorso", ha da tempo posto in essere, in un’ottica più generale di miglioramento della qualità della vita, un significativo progetto di recupero e riproposizione sul territorio piemontese di importanti valori quali la cooperazione e la solidarietà, da sempre capisaldi del pensiero mutualistico.

Per l’attuazione di tali fini all’art. 2, comma 1 della predetta legge regionale 24/1990, vengono previsti contributi per la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria degli immobili delle suddette Società.

Un patrimonio storico poco conosciuto quello delle Società di Mutuo Soccorso, fatto per la comunità e che dalla comunità può essere usato. Così come poco nota è la realtà del Mutuo Soccorso.

Le Società di Mutuo Soccorso, germogli di uno Stato Sociale ante litteram, nacquero nella seconda metà dell’Ottocento, durante la cosiddetta “rivoluzione industriale”, come associazioni volontarie con lo scopo di migliorare le condizioni materiali e morali dei lavoratori. Elementi fondanti furono la mutualità, la solidarietà, la cooperazione e la stretta appartenenza al territorio di cui erano l’emanazione. Questi stessi elementi furono altresì il collante che permise la genesi di risposte organizzate ai diffusi bisogni sociali dell’epoca. Grazie alle sottoscrizioni volontarie e periodiche dei soci, i servizi erogati dalle Società spaziavano dall’assistenza medica ai sussidi per malattia, dalla pensione di vecchiaia sino alla alfabetizzazione ed alla formazione professionale. Con le Società di Mutuo Soccorso nacque e si sviluppò l’idea del diritto di tutela per le classi lavoratrici.

Tuttora presenti sul territorio, le Società di Mutuo Soccorso, tra le cui finalità attuali vi è il recupero della centralità dell’uomo e della sua umanità quale ragione fondante del vivere civile, perpetuano il concetto di unione delle forze per raggiungere l’obiettivo di promozione della solidarietà.

Il recupero e la riproposizione delle SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) quali interlocutori attivi nell’ambito di una rete di servizi per il territorio risponde, dunque, ad un disegno di ampio respiro volto, da un lato, a ridare voce ad una storia non troppo lontana e quanto mai attuale, fatta di valori mai tramontati di condivisione, accoglienza e solidarietà e, dall’altro, a diffondere il concetto di sostenibilità ambientale che ben si accompagna a quello di sostenibilità sociale.
Realizzare in queste strutture, attraverso il progetto “Un filo d’acqua”, foresterie, punti di ristoro, punti informativi accessibili a tutti o, seguendo i dettami del progetto “Nessuno è un’isola”, alloggi per il disagio abitativo, utilizzando materiali non inquinanti, facilmente riciclabili, adottando una mirata politica di risparmio energetico in un’ottica di promozione di comportamenti sociali sostenibili, può, dunque, condurci a ragionare sul più ampio concetto di riqualificazione fisica del “territorio” attraverso l'uomo e le sue relazioni sociali, per un cambiamento ed un miglioramento sostanziale dei nostri stili di vita.

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