Culture e lingue storiche del Piemonte

Le lingue storiche presenti su uno specifico territorio rappresentano una ricchezza culturale insostituibile e prefiggersi la loro tutela e la loro valorizzazione rappresenta un indubbio indicatore di civiltà, perché contribuisce ad ampliare la conoscenza e la consapevolezza della molteplicità degli aspetti che concorrono a formare la cultura di un paese.
La Regione è in primo luogo impegnata sul fronte della legislazione e della sua applicazione. Si tratta di strumenti che devono essere visti però come grandi opportunità, da sfruttare con cura, anche per favorire il dialogo tra le istituzioni accademiche, l’associazionismo e le comunità, in una convergenza di obiettivi.
Ad eccezione del piemontese, diffuso in tutta la Regione, la collocazione montana delle altre lingue, occitana, francoprovenzale, walser e francese, reca con sé la difficoltà di trovarsi ai margini, ma offre anche evidenti pregi connessi al mantenersi di diversi saperi culturali, senza pericolose cadute in una globalizzazione eccessiva.
Dal 1999, anche lo Stato ha provveduto a legittimare questo importante aspetto culturale attraverso l’approvazione di una propria legge che, nonostante non includa il piemontese tra le lingue ammesse a tutela, ha rappresentato un forte segnale del rinnovato interesse per le lingue minoritarie, sia a livello nazionale che europeo.

 

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