Regione Piemonte - Conferenza Permanente Regione-Autonomie Locali

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Conferenza Permanente Regione-Autonomie Locali

Istituita con la l.r. 34/98 e formalmente insediata nel marzo 1999, la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali è un organo di cooperazione fra la Regione e gli Enti locali piemontesi per il conferimento a questi di funzioni amministrative in attuazione della riforma federalista dello Stato avviata con le leggi "Bassanini" (L. 59/97 e D. lgs. n. 112/98).
Esprime pareri e formula proposte sui provvedimenti regionali, legislativi ed amministrativi di carattere generale, pertinenti al citato conferimento di funzioni ovvero incidenti in modo strutturale sul sistema piemontese delle Autonomie locali.

Composizione

Secondo quanto dispone la l.r. 34/98, sono componenti della Conferenza: i Presidenti delle otto Province piemontesi; i Sindaci delle otto Città capoluogo di Provincia; i Presidenti di otto Comunità Montane; due Sindaci per ciascuna Provincia, eletti in rappresentanza dei Comuni con popolazione rispettivamente superiore e non superiore a 3.000 abitanti; i Presidenti delle delegazioni regionali dell'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dell'UPI (Unione delle Province d'Italia), dell'UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani), della Lega delle Autonomie locali, della Consulta unitaria dei Piccoli Comuni del Piemonte, dell'Unioncamere.
La Conferenza si rinnova all'inizio di ogni legislatura regionale.

Funzionamento

La Conferenza esprime di norma il proprio parere sui provvedimenti in sede plenaria a seguito di un esame tecnico preliminare effettuato in sede ristretta.
La Conferenza è inoltre assistita da una Segreteria tecnica interistituzionale, nella quale sono rappresentate le Autonomie locali presenti in Conferenza,e che si riunisce per i lavori preparatori di ciascuna seduta della Conferenza nonché per esaminare problematiche particolari.
La Conferenza ha altresì costituito al proprio interno tavoli tecnici, anch'essi a composizione paritetica, per l'approfondimento dell'analisi su provvedimenti di particolare complessità (quali le riforme sul commercio e urbanistica) e per l'individuazione delle risorse da trasferire agli Enti locali per l'esercizio delle funzioni conferite, nonché a Comitati per materia previsti dalla legislazione di settore, fra i quali il Comitato al lavoro e formazione professionale di cui all'art. 8 l.r. 41/98 ed il Comitato per le Attività produttive di cui all'art. 19, 2c l.r. 44/2000.
Essa ha costituito al proprio interno anche un gruppo di lavoro perl'attuazione del Piano regionale di e-government.
Nel proprio ambito ed in attuazione del D. lgs. n. 502/92 è stata inoltre costituita la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale, per il confronto con rappresentanze degli Enti locali su problematiche relative ai settori sanitario e socio-sanitario.
Le Commissioni consiliari competenti possono richiedere il parere della Conferenza su proposte di legge ed atti amministrativi in materia di enti locali.

Il contributo all'attuazione della riforma "Bassanini"

L'esperienza "concertativa". Un esempio concreto di leale collaborazione

La Conferenza ha indubbiamente rappresentato un utile strumento anche per consolidare l'adozione da parte dell'Amministrazione regionale di nuove modalità di azione sul piano legislativo ed amministrativo, con le quali, in armonia con il principio di leale collaborazione e secondo una logica più avanzata della tradizionale consultazione, la Regione si confronta nella formazione della propria attività provvedimentale con gli Enti locali ad essa direttamente interessati. Tale modalità, mutuata dall'esperienza della "Conferenza Stato-Regioni", consentendo in tal modo una produzione legislativa più partecipata, rappresenta uno strumento forte per la costruzione di una crescente integrazione del sistema delle Autonomie locali piemontesi, le quali, inserendosi innovativamente all'interno della procedura di AIR (analisi impatto regolamentazione), possono contribuire in misura significativa alla qualità della produzione legislativa regionale.
La Conferenza, previa istruttoria presso il sopramenzionato tavolo tecnico,definisce inoltre d'intesa con la Giunta i parametri per la ripartizione tra gli enti delle risorse per l'esercizio delle funzioni conferite.

Bilancio e prospettive future

La Conferenza si è pronunciata dalla propria istituzione su importanti provvedimenti regionali pertinenti al citato processo di delega delle funzioni agli Enti locali, fra i quali meritano di essere ricordate: la riforma della legge urbanistica regionale, la riforma sul commercio; le due leggi (l.r. n. 44/00 e l.r. n. 5/01) attuativedel D.lgs. n. 112/98 e comprensive della disciplina sui livelli ottimali di esercizio delle funzioni assegnate ai Comuni.
L'esperienza maturata con il lavoro finora svolto dalla Conferenza può essere ritenuta decisamente soddisfacente, come è del resto confermato anche a livello nazionale: essa, pur esprimendosi attraverso semplici pareri, ha saputo incidere in modo spesso significativo sulla configurazione dei sopra citati provvedimenti regionali. Non va disconosciuto al proposito il contributo offerto dalle Autonomie Locali all'attività della Conferenza ed alla costruzione di una cultura della leale collaborazione, un contributo fatto di capacità propositiva, di crescita nella ricerca di posizioni unitarie e di spirito collaborativo.
È ragionevole auspicare che questa interessante esperienza, anche considerando le riflessioni avviate in vista dell'elaborazione di un nuovo Statuto regionale, possa ulteriormente evolversi favorendo lo sviluppo del sistema Piemonte.



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Servizio a cura della Segreteria della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali