Regione Piemonte

In questa pagina:



Rapporto amministrativo ex art. 17 della legge 689/1981

Se né il trasgressore né la persona obbligata in solido si avvalgono della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta entro i termini previsti, l’ufficio cui appartiene l'accertatore deve inviare un rapporto all'autorità amministrativa competente.
Il rapporto deve contenere una dettagliata esposizione dei fatti, con l'indicazione delle violazioni accertate, degli autori delle stesse, degli eventuali obbligato in solido, e la prova delle avvenute contestazioni o notificazioni, nonché ogni eventuale chiarimento utile.
Il rapporto amministrativo é l'atto (diretto all'autorità amministrativa competente) riassuntivo e conclusivo di tutte le attività  e le indagini svolte dal pubblico ufficiale, in ordine ai fatti accertati come illeciti amministrativi.
L'obbligo del rapporto non sorge se in merito alla violazione accertata è intervenuto il pagamento in misura ridotta.
Nel caso frequentissimo in cui il pagamento in misura ridotta dell'infrazione vada effettuato presso enti o uffici diversi da quelli che hanno proceduto all'accertamento e alla verbalizzazione, il rapporto amministrativo va presentato sempre e nel più breve tempo possibile agli uffici abilitati a ricevere il pagamento e all'autorità competente per materia.
Tali adempimenti si rendono necessari per consentire di ricevere il pagamento dell'illecito o attribuire la somma riscossa e per conoscere se e come vada emessa l'ordinanza-ingiunzione.
Al rapporto vanno sempre allegate le prove delle avvenute contestazioni o notificazioni.
Se l'esistenza di un reato dipende dall'accertamento di una violazione amministrativa (e per questa non è stato effettuato il pagamento in misura ridotta), il giudice penale competente per il reato è competente anche a conoscere dell'illecito amministrativo. Pertanto il rapporto amministrativo va trasmesso a detto Giudice.
Quando sorge l'obbligo del rapporto decorso del termine ultimo per il pagamento in misura ridotta, colui che ha accertato l'illecito deve presentare rapporto all'ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione e, in mancanza, al prefetto.
Nelle materie di competenza delle Regioni e negli altri casi, per le funzioni amministrative a esse delegate, il rapporto è presentato all'ufficio regionale competente.
Per le violazioni dei regolamenti provinciali e comunali il rapporto è presentato rispettivamente al presidente della Giunta provinciale o al sindaco.
L'ufficio territorialmente competente è quello del luogo in cui è stata commessa la violazione.
Quindi chi ha proceduto al sequestro è obbligato a informare immediatamente l'autorità amministrativa competente, inviandole il relativo verbale.

AutoritÓ competente

Il rapporto e l'eventuale verbale di sequestro, debbono essere inviati all'autorità competente, che è differente a seconda delle norme violate:

  • se la violazione riguarda materie attribuite allo Stato, autorità è l'ufficio periferico del ministero nella cui competenza rientra la materia cui si riferisce la violazione. Quando il ministero non ha ufficio periferico (come ad esempio il ministero delle politiche agricole) l'attribuzione a decidere è devoluta al prefetto;
  • se la violazione riguarda una materia di competenza regionale, competente è il presidente della giunta regionale;
  • per la violazione ai regolamenti provinciali, competente è il presidente della giunta provinciale;
  • se la violazioni riguarda regolamenti comunali, competente è il sindaco.

Qualora non sia intervenuto il pagamento in misura ridotta, salvo le ipotesi di connessione obiettiva con un reato, il funzionario o l'agente che ha accertato la violazione deve presentare rapporto all'ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione o, in mancanza, al prefetto. La linea scelta nel determinare la competenza a ricevere il rapporto e ad assicurare le successive fasi del procedimento è quella per materia; solo per le ipotesi in cui manchi l'ufficio periferico del ministero competente per materia, la competenza residuale è del prefetto.
In verità, accanto alle previsioni che demandano specifiche materie al prefetto, la competenza residuale ha finito con l'essere prevalente, sia per le difficoltà di determinare la materia a cui riferire la violazione, sia per l'evoluzione successiva della riforma della pubblica amministrazione, che ha visto scomparire e poi riapparire dicasteri e relative competenze.
Al prefetto è riconosciuta una competenza propria in materia di violazioni stradali e di pubblica sicurezza.
Per le materie di competenza delle Regioni il rapporto è presentato all'ufficio regionale competente. Con riferimento alla potestà sanzionatoria della Regione Piemonte, nel 2011 è stata approvata una legge di riordino della competenza soggettiva a sanzionare nelle varie materie via via attribuitale dallo Stato. Per fare un po’ di luce su “chi faccia cosa” è utile rifarsi agli allegati alla legge regionale n. 9 del 2011.
Per le violazioni ai regolamenti comunali e provinciali il rapporto va presentato rispettivamente al sindaco e al presidente della Giunta provinciale.
La competenza territoriale è riferita al luogo della commessa violazione.
Il rapporto deve contenere la prova delle avvenute contestazioni o notificazioni e ogni altro elemento utile a consentire una chiara ricostruzione del fatto illecito accertato e della personalità dell'autore.

Le funzioni amministrative nelle materie non appartenenti alla competenza dello Stato

I Comuni, le Province e le città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La competenza sanzionatrice non attiene a una materia a sé, ma accede alle materie sostanziali rispetto alle quali svolge una funzione rafforzatrice dei precetti stabiliti dal legislatore. Pertanto, la norma che attribuisce la competenza sanzionatoria nel caso di materie di competenza propria o delegata delle regioni "all'ufficio regionale competente" non esclude la possibilità di delega di tale competenza, analogamente alla delegabilità delle funzioni amministrative primarie.
In altri termini, la norma deve intendersi dettata per i casi in cui la funzione sanzionatoria acceda ad una funzione di amministrazione esercitata dalla regione, mantenendosi così la corrispondenza, sul piano delle competenze, tra azione e sanzione: medesima corrispondenza che viene assicurata dalle norme della legge regionale impugnata, in ordine alle funzioni amministrative concernenti i trasporti e alle relative sanzioni. Può quindi avvenire che in determinate materie di competenza della regione, il rapporto debba essere inviato al Comune o alla Provincia, cui la legge regionale abbia conferito la funzione. Può anche accadere che in una regione la funzione venga conferita al Comune, in una diversa regione la medesima funzione venga conferita alla Provincia ed in una regione ancora diversa non venga affatto conferita.
L’agente che accerta una violazione di competenza della regione, dovrebbe perciò verificare se, in quella materia e in quella regione, vi sia stato conferimento di funzioni ed in caso affermativo, a quale ente sia stata attribuita la competenza.