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Opposizione ad ordinanza-ingiunzione

Le controversie previste dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 come integrato dall’art. 6 del Dlgs 150/2011, sono regolate dal rito del lavoro, se non diversamente stabilito.

Giudice competente

L'opposizione si propone davanti al giudice del luogo in cui e' stata commessa la violazione.
Salve le competenze stabilite da altre disposizioni di legge, l'opposizione si propone davanti al giudice di pace.

Eccezioni

L'opposizione si propone davanti al tribunale quando la sanzione e' stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia:

  1. di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro;
  2. di previdenza e assistenza obbligatoria;
  3. di tutela dell'ambiente dall'inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette;
  4. di igiene degli alimenti e delle bevande;
  5. valutaria;
  6. di antiriciclaggio.

 

L'opposizione si propone altresì davanti al tribunale:

  1. se per la violazione e' prevista una sanzione pecuniaria superiore nel massimo a 15.493 euro;
  2. quando, essendo la violazione punita con sanzione pecuniaria proporzionale senza previsione di un limite massimo, e' stata applicata una sanzione superiore a 15.493 euro;
  3. quando e' stata applicata una sanzione di natura diversa da quella pecuniaria, sola o congiunta a quest'ultima, fatta eccezione per le violazioni previste dal regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 (Disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia) dalla legge 15 dicembre 1990, n. 386 (Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari) e dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada).

Procedura

Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero, e può essere depositato anche a mezzo del servizio postale.
L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa dal giudice quando ricorrano “gravi e circostanziate ragioni” che dovranno essere esplicitate nella motivazione del provvedimento.
Con decreto il giudice ordina all'autorità' che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell'udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente e all'autorità' che ha emesso l'ordinanza.
Nel giudizio di primo grado l'opponente e l'autorità' che ha emesso l'ordinanza possono stare in giudizio personalmente.
L'autorità' che ha emesso l'ordinanza può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati. Nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione di cui all'articolo 205 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) il prefetto può farsi rappresentare in giudizio dall'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, la quale vi provvede a mezzo di propri funzionari appositamente delegati, laddove sia anche destinataria dei proventi della sanzione, ai sensi dell'articolo 208 del medesimo decreto.
Alla prima udienza, il giudice:
a) quando il ricorso e' proposto oltre i termini, lo dichiara inammissibile con sentenza;
b) quando l'opponente o il suo difensore non si presentano senza addurre alcun legittimo impedimento, convalida con ordinanza appellabile il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che l'illegittimità del provvedimento risulti dalla documentazione allegata dall'opponente, ovvero l'autorità' che ha emesso l'ordinanza abbia omesso il deposito dei documenti.
Il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente.
Con la sentenza che accoglie l'opposizione il giudice può annullare in tutto o in parte l'ordinanza o modificarla anche limitatamente all'entità della sanzione dovuta, che e' determinata in una misura in ogni caso non inferiore al minimo edittale.