Regione Piemonte

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Gli Atti di accertamento

La competenza all'accertamento delle violazioni punite con sanzioni amministrative pecuniarie è riconosciuta:

  • agli organi addetti al controllo sull’osservanza della disposizione infranta;
  • agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria.

Le due categorie di funzionari provvedono ad accertamenti diretti, mediante osservazione e indagini dirette.
A tal fine, i primi possono procedere anche ad ispezione di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, ai rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e a ogni altra operazione tecnica. Tutte queste attività finalizzate all'accertamento delle violazioni sono esercitate senza alcun vincolo di garanzia per il trasgressore, nel senso che non richiedono preavvisi, notificazioni o assistenza legale.
Gli ufficiali e gli agenti di P.G. possono, in certi casi, richiedere l'autorizzazione a perquisire luoghi diversi dalla privata dimora.

I soggetti legittimati

Al potere di accertamento concorrono sia organi aventi competenza ed ambito di operatività di carattere generale (quali carabinieri, corpo forestale dello Stato ed altri) che organi o funzionari espressamente previsti da specifiche disposizioni legislative; la legittimazione di questi ultimi non vale, però, ad escludere quella generale.
I vigili della polizia municipale hanno competenza generale per l'accertamento di tutte le violazioni punite con sanzioni amministrative; con detti concorrono i funzionari "all'uopo incaricati" da speciali disposizioni legislative che, in tale veste, ricoprono anche il ruolo di polizia giudiziaria. Anche quando ci si avvale di ausiliari nel corso degli accertamenti, la titolarità del potere e, quindi, l'imputazione dei menzionati atti ed delle operazioni restano pur sempre attribuite agli organi amministrativi ai quali spetta la valutazione circa la sussistenza degli elementi, oggettivi e soggettivi, dell'illecito amministrativo e, quindi, la decisione se l'illecito stesso può ritenersi "accertato".
La legge 689/81 prevede il libero esercizio della potestà accertativa della P.A. senza alcun intervento di garanzia dell'autore della violazione se non in casi eccezionali. È quindi assolutamente corretto che l'accertamento venga effettuato per gradi, e che la (eventuale) contestazione emerga all'esito di una dialettica tra distinti uffici, in tal guisa chiarendosi nell'interesse della P.A e dello stesso destinatario (che potrebbe non ricevere alcun addebito) l'esistenza e la consistenza del fatto, per l'autore dell'infrazione rilevando soltanto quel che - chiusa la fase dell'accertamento - gli venga specificamente contestato.