Regione Piemonte - Artigianato

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Sistema Informativo dell'Artigianato

Il Sistema Informativo dell’Artigianato è stato istituito dalla legge regionale 14 gennaio 2009 n° 1 con il compito di svolgere attività di analisi e di studio delle problematiche strutturali e congiunturali relative al settore artigiano nel contesto del quadro economico regionale, nazionale e internazionale.

L'attività è svolta in coerenza con le finalità dei sistemi informativi nazionali e concorre alla attuazione dell'Osservatorio nazionale.

Obiettivi

L'attività del Sistema Informativo concorre:

  • alla programmazione regionale nel settore dell'artigianato; alla valutazione dell'efficacia degli interventi regionali in materia di artigianato
  • a fornire a tutti i soggetti interessati i dati e le elaborazioni per una migliore conoscenza del settore artigiano piemontese, anche al fine di rafforzare la presenza delle aziende piemontesi sul mercato nazionale ed internazionale
  • alla diffusione delle informazioni sulla realtà artigiana presso le istituzioni e le categorie economiche
  • alla realizzazione del sistema informativo regionale sull'artigianato, in raccordo con il sistema informativo nazionale.

Attività

Il Sistema Informativo, per il raggiungimento degli obiettivi sopra specificati, promuove la conoscenza tra le imprese del settore di tutte le opportunità connesse alla realizzazione dei programmi rivolti allo sviluppo dell'artigianato e in particolare:

  • cura la raccolta e l'aggiornamento, in una banca dati informatizzata, delle principali informazioni sul settore, acquisendo sistematicamente dati da fonti già disponibili e attivando specifiche collaborazioni con soggetti pubblici e privati
  • promuove indagini, ricerche, studi e collaborazioni in materia di artigianato; realizza strumenti di informazione periodica, anche sotto forma di bollettini periodici e di approfondimento monografico su temi di particolare rilevanza per il settore, destinati alle imprese artigiane piemontesi nonché alle organizzazioni professionali, agli istituti di ricerca e alle istituzioni pubbliche
  • svolge attività di informazione socio-economica, anche attraverso l'organizzazione di seminari e convegni di studio con le categorie interessate, sul territorio piemontese.

Quadro generale

Due o tre cose da sapere sull’artigianato

L’esperienza accumulata in questi anni di studi ci consente di esprimere sul settore un quadro diagnostico confortato da una solida e documentabile base empirica e dalle riflessioni sviluppate nel corso dell’attività dell’Osservatorio Regionale sull’Artigianato. Di seguito restituiamo, in forma volutamente stilizzata, le acquisizioni e le riflessioni sulla situazione dell’artigianato nella nostra regione.

L’artigianato, sotto il mero profilo quantitativo, ricopre un posto di rilievo nell’economia regionale, sia in relazione al numero di imprese sia a quello degli occupati. L’incidenza occupazionale del settore supera infatti il 16% degli addetti dell’intero sistema produttivo piemontese; un terzo circa delle imprese piemontesi, inoltre, sono iscritte all’albo dell’artigianato. In particolare nel settore delle costruzioni, l’artigianato rappresenta il 92% delle imprese e l’80% degli addetti piemontesi.

La rilevanza economica non è limitata al peso numerico; altrettanto importante è il contributo fornito in tema di varietà delle competenze e di flessibilità produttiva, nonché il ruolo nella qualificazione complessiva delle filiere di prodotto e nei cicli di subfornitura, nell’ambito delle specializzazioni distintive del Piemonte. Si pensi all’importanza della piccola impresa nella componentistica per l’automotive torinese, ma anche a tanti altri importanti sistemi produttivi territoriali (macchine elettriche, prodotti in metallo, tessile, alimentari, e via di seguito).

Alla elevata flessibilità produttiva ed alla capacità di risposta e adattamento al ciclo della domanda, tradizionali punti di forza dell’artigianato, corrisponde sovente una bassa strutturazione operativa, con conseguente “approssimazione“ delle formule gestionali, organizzative e commerciali. Sotto il profilo dell’organizzazione aziendale, del comparto permane un’immagine connotata da aspetti “tradizionali”, un marcato sbilanciamento sulle competenze produttive a discapito degli elementi di terziarizzazione, un’articolazione delle funzioni spesso accentrate nella figura del titolare.

L’artigianato non è un mondo omogeneo e indifferenziato: le diversità nelle performance settoriali sono amplificate dalle differenze di tipo “strutturale” tra le imprese e dal profilo personale degli imprenditori. Le aziende di maggiori dimensioni soffrono in misura minore gli effetti della congiuntura critica, continuano a investire, mantengono costante o migliorano il livello occupazionale, e subiscono in misura minore i problemi di mercato legati alla debolezza della domanda, mentre le aziende più piccole, particolarmente quelle in cui è presente il solo titolare, manifestano profonde e radicate criticità. Inoltre, le imprese guidate da titolari giovani e/o con scolarità più elevata, appaiono decisamente più dinamiche e capaci di reazione, anche di fronte ad una fase negativa del ciclo.

La maggioranza numerica delle imprese, tuttavia, è rappresentata proprio dagli operatori micro: oltre il 70% del totale, infatti, non impiega più di 3 addetti. Le misure di tipo generalista si sono rivelate poco efficaci, almeno finora, nel sostenere questo tipo di operatori; da qui la necessità di sperimentare e strutturare politiche orientate all’impresa artigiana molecolare, in grado di combinare il sostegno alla loro competitività con misure che, probabilmente, sono da attingere anche nell’area delle politiche di welfare.

Il mercato prevalente, per oltre il 70% delle aziende, non supera la dimensione provinciale. La percentuale di imprese direttamente coinvolte in attività internazionali, viceversa, è relativamente bassa: solo il 4,5% infatti ha almeno un cliente oltre i confini nazionali (percentuale che però interessa l’11% delle aziende manifatturiere). E’ da rimarcare, tuttavia, che, in valore assoluto, a tale percentuale corrispondono circa 5000 imprese. Una popolazione d’imprenditori che sarebbe opportuno accompagnare attraverso modalità di sostegno a ciò dedicate.

Si riscontra, tra i fenomeni emergenti, una crescente importanza degli artigiani di origine straniera. Le imprese artigiane guidate da un imprenditore straniero nel 2011 rappresentano infatti il 12.9% del totale: si tratta di una crescita rilevante se si pensa che solo 10 anni prima questa percentuale superava di poco il 3% e che, ancora nel 2005, era contenuta al 7%. In valore assoluto dunque, in dieci anni le imprese artigiane a titolarità straniera sono più che quadruplicate, raggiungendo circa 17.500 unità. L’incremento più consistente ha riguardato le imprese con titolare dell’est europeo, cresciute di circa mille unità, imputabile soprattutto all’ingresso della Romania nell’Unione Europea dal primo gennaio 2007 In lieve crescita nel 2010 sono state anche le imprese guidate da un titolare africano, latinoamericano e soprattutto asiatico (il gruppo in termini percentuali a più forte crescita).

Il Piemonte, con più di 111.000 aziende con titolare donna è la quinta regione italiana per numero di imprese “rosa”. L’incidenza delle imprese femminili su quelle totali è pari al 23,7%, in linea con la media italiana del 23,4%. Per quanto l’incidenza dell’imprenditoria femminile nell’artigianato sia più contenuta rispetto al dato complessivo, l’analisi della distribuzione delle imprese iscritte all’Albo per sesso del titolare, nel lungo periodo, sembrerebbe confermare la tendenza a una moderata femminilizzazione del ruolo imprenditoriale. Tra il 2000 e il 2010 si è registrato un saldo positivo di circa 4.000 aziende con titolare donna: per effetto di questa crescita le imprese “rosa”, divenute 23.763 nel 2010, costituiscono oggi il 17,5% del totale (nel 2000 erano il 15,8%). Per quando riguarda la recente crisi economico-finanziaria si evidenzia che gli effetti del “biennio nero” (2009-2010) sulla struttura imprenditoriale dell’artigianato, apparentemente, sembrano essere contenuti per quanto attiene lo stock delle imprese, rimasto relativamente stabile da quattro anni, e invece piuttosto rilevanti sull’occupazione. In effetti, già nel 2009 erano sensibilmente diminuite, in termini percentuali, le imprese di dimensioni superiori ai dieci addetti a fronte di un piccolo incremento di quelle che impiegano il solo titolare: nel 2010 questa tendenza alla polverizzazione si accentua ulteriormente. Per effetto di questa trasformazione interna della composizione, nel 2010 il 61,7% degli iscritti all'Albo occupa solo se stesso: impresa, titolare, addetto, ecc. è sempre la stessa persona. In due anni, nel complesso, le “imprese polvere” sono cresciute del 4% a fronte della contrazione delle aziende rientranti nelle altre classi dimensionali.

L’impatto della fase negativa trova i riscontri più evidenti sul versante occupazionale. Nel 2009, per la prima volta da molti anni, si è registrata una rilevante diminuzione del numero complessivo degli occupati, sceso di oltre 13.000 unità rispetto al 2008, e il calo degli occupati è proseguito nel corso del 2010. A fine anno, gli occupati complessivi nell’artigianato erano (tra autonomi e dipendenti) circa 296.550, 4.500 in meno del 2009 (-1,5%) e ben 17.780 rispetto alla fine del 2008 (-5,7%). Le contrazioni più rilevanti, nel biennio 2009-2010, si sono registrate tra le imprese del ramo metalmeccanico. Un’emorragia occupazionale che è stata contrastata attraverso il largo ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga, dal 2009 fruibili da ogni tipo di impresa di qualsiasi settore. Nel 2010 circa 7.100 aziende artigiane (il 63% del totale delle imprese che si sono avvalse di questo strumento) hanno inoltrato richiesta di CIGD. Certamente questa misura ha fornito negli ultimi due anni un consistente paracadute, di fronte alla contrazione del mercato, contribuendo in misura non marginale a contenere il calo occupazionale nel settore.

Dati statistici e analisi

Il Sistema Informativo dell’Artigianato è stato istituito dalla legge regionale 14 gennaio 2009 n° 1 con il compito di svolgere attività di analisi e di studio delle problematiche strutturali e congiunturali relative al settore artigiano nel contesto del quadro economico regionale, nazionale e internazionale.
L'attività è svolta in coerenza con le finalità dei sistemi informativi nazionali e concorre alla attuazione dell'Osservatorio nazionale.

  • Obiettivi
  • Attività
  • Quadro generale
  • Servizio statistico decisionale interattivo
  • Dati statistici e analisi

L' archivio utilizzato per l'analisi dei dati proviene dalle informazioni elementari sulle imprese artigiane piemontesi presenti nell'Albo Artigiani, gestito dalle Camere di Commercio, informatizzato da Infocamere e dal 1999 organizzato in un sistema informativo proprio della Regione Piemonte.
Nel corso degli anni l’iniziale Banca dati si è arricchita di ulteriori importanti informazioni provenienti dagli archivi INPS. L’attività di implementazione e di aggiornamento annuale dell’archivio Infocamere con i dati INPS  si è dimostrata molto utile al fine di fornire agli utilizzatori del sito Sistema Informativo delle Attività Produttive  un quadro completo ed attuale della situazione anagrafica ed occupazionale del comparto.
Per favorire una migliore fruizione della Banca Dati, strumento che viene qui messo a disposizione dell’utilizzatore, si ritiene importante specificare che  la divisione settoriale al suo interno utilizzata si rifà al quadro generale della classificazione delle Attività  Economiche dell’ISTAT.
Come è noto, l'Istituto Nazionale di Statistica ha predisposto nel 2007 una nuova classificazione delle attività economiche (ATECO 2007) rispetto alla precedente (ATECO 2002) da adottare nelle rilevazioni statistiche correnti. Essa è la versione nazionale della nomenclatura europea NACE rev. 2,  pubblicata sull'Official Journal del 20 dicembre 2006.
I dati riferiti al numero di imprese ed ai dati occupazionali contenuti nell’archivio regionale rispettano la divisione per settori produttivi stabilita dall'ISTAT (ATECO 2002). 
Sono state predisposte e sono qui disponibili, a titolo esemplificativo, una serie di  tabelle ritenute particolarmente rappresentative per la comprensione della realtà del comparto  riferite agli anni 2010-2011.

Perché i dati  più recenti sono riferiti al 2011?
Il Sistema Informativo delle Attività Produttive  da sempre ha avuto come obiettivi principali la qualità del servizio reso e la precisione dei dati forniti all’utenza  ed è proprio questo il motivo per cui, anche per quest’anno, consapevole del fatto che tali caratteristiche possono venire assicurate solo dall’esame di dati  a scadenza annuale, il Sistema Informativo ha ancora una volta deciso di privilegiare la qualità rispetto alla tempestività.
Alla data odierna, infatti, non potendo ancora disporre per l’anno 2012 dell’elaborazione incrociata dei dati provenienti dai due diversi archivi (Infocamere e Inps), in quanto temporalmente non allineati (i dati Inps sono generalmente disponibili più tardi rispetto a quelli Infocamere), anche per quest’anno si è scelto di attendere di essere in possesso del dato elaborato e dunque connotato da caratteristiche di  maggiore precisione, prima di pubblicare sul sito le informazioni relative all’anno 2012 e di utilizzare, invece,  il dato relativo all’anno 2011,  che possiede  i necessari requisiti di qualità.

Attività di libera interrogazione
Oltre alle tabelle disponibili che seguono, grazie allo strumento del Servizio Statistico Decisionale Interattivo  (presente su questo sito al link precedente),  messo a disposizione dal Sistema Informativo delle Attività Produttive, ogni utente è dunque perfettamente in grado di interrogare in autonomia la nostra Banca Dati e di ottenere le informazioni desiderate a seconda delle proprie esigenze di ricerca. L’attività di interrogazione è facilitata  grazie ad una serie di istruzioni mirate (help) inserite in un’apposita sezione.

Tabelle disponibili

 

Fonte: Le elaborazioni di cui sopra fanno riferimento ai dati contenuti all’interno del SERVIZIO STATISTICO
          DECISIONALE INTERATTIVO - Sistema Informativo delle Attività Produttive – REGIONE PIEMONTE.

Ricerche

Osservatorio dell'artigianato - componente statistica