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Alluvione in Piemonte
 

L'Assessore alla Protezione civile, Opere pubbliche e Difesa del Suolo, Caterina Ferrero, ha svolto in Consiglio regionale la seguente relazione sull'attività della Regione dopo l'alluvione dell'autunno 2000.
L'evento alluvionale dei giorni 13-16 ottobre 2000 che ha interessato tutta l'Italia settentrionale, preceduto e seguito peraltro da una serie di precipitazioni meteoriche particolarmente intense, è stato caratterizzato da un'estensione territoriale, da un'intensità pluviometrica e da una durata eccezionali che hanno provocato il raggiungimento di parametri idrometrici persino superiori a quelli registrati nel corso degli eventi del 1993 e del 1994.
La Regione Piemonte, interessata in alcune aree territoriali (prov. di Torino e Cuneo) da eventi alluvionali già nel corso della primavera, è stata pesantemente colpita con effetti molto gravi alle infrastrutture pubbliche, all'assetto idrogeologico del territorio, ai beni privati, alle attività produttive ed al patrimonio agricolo.
Il Governo, per il tramite del Ministero dell'Interno, ha emanato una serie di ordinanze per il pronto ripristino e il sollecito ritorno alla normalità nelle zone colpite. In particolare, con ordinanza ministeriale n. 3090 del 18.10.2000, sono state dettate le prime indicazioni procedurali per attivare il più velocemente possibile le opere di ricostruzione, prevedendo, oltre ai primi finanziamenti e a una serie di deroghe alla normativa ordinaria, i soggetti deputati alle diverse incombenze connesse con l'emergenza.

OPERE PUBBLICHE
Ai sensi dell'art. 6 della citata ordinanza, le Prefetture sono state incaricate di provvedere agli interventi necessari ad assicurare i primi soccorsi, l'assistenza e la rimozione di situazioni di pericolo, nonché agli oneri per gli interventi disposti in emergenza dagli enti locali; ai sensi dell'art. 1 della medesima ordinanza, l'amministrazione regionale era invece tenuta ad adottare un piano generale di interventi straordinari per il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche e per il riassetto del territorio, anche con connotati di prevenzione dei rischi, che può ricomprendere anche interventi a qualunque titolo già finanziati purché connessi con l'evento calamitoso in oggetto.
Per sopperire alle esigenze connesse con una prima serie di interventi di ripristino urgente non differibile, la Regione Piemonte con D.G.R. n. 3-1422 del 21.11.2000, ha disposto un primo programma stralcio dell'importo complessivo di L. 174.492 milioni inerente le opere pubbliche di pertinenza comunale e di L. 168.415 milioni a favore delle incombenze a carico delle Prefetture (art. 6 ord. 3090/00).
Con successiva deliberazione. n. 108-1821 del 18.12.2000 la Giunta regionale ha approvato il piano generale degli interventi di ricostruzione previsto dalla citata ordinanza del Ministro dell'Interno n. 3090 del 18.10.2001 (art. 1); detto piano, predisposto sulla base delle indicazioni tecniche in possesso alla data della delibera, è stato modificato ed integrato con D.G.R. n. 7-2077 del 23.01.2001, in relazione alla esigenza di apportare alcune correzioni conseguenti ad accertati errori materiali, nonché per inserire ulteriori interventi di ripristino, accertati successivamente. Entrambe le suddette operazioni sono state oggetto di verifica da parte dei servizi tecnici della Direzione regionale OO.PP., incaricata del compito della raccolta e del coordinamento di tutto il flusso delle informazioni, di concerto con le altre Direzioni regionali interessate (Difesa del suolo, Servizi tecnici di prevenzione, Tutela risorse idriche, ecc.). Per meglio ottemperare a tali esigenze, venne istituita una apposita struttura speciale, presso la segreteria di Direzione.
Il Piano Generale di ricostruzione, che contempla interventi di ripristino per complessive L. 5.746 miliardi ( di cui più di 1500 solo per opere urgenti di ripristino), ha consentito di procedere ad un graduale finanziamento degli interventi di ripristino mediante programmi stralcio definiti in ragione delle priorità determinate dal diverso grado di urgenza delle previste opere.
Con tale documento la Regione ha inteso organizzare la pianificazione, la programmazione e la gestione della ricostruzione delle infrastrutture, della stabilizzazione dei versanti, del ripristino delle difese e delle sezioni idrauliche modificate dall'evento alluvionale, della manutenzione delle opere esistenti sulla rete idrografica ed, in ultima analisi, di tutti gli interventi utili a prevenire ovvero ridurre il rischio idraulico e idrogeologico.

A distanza di un anno dall'evento alluvionale, l'Assessorato, intende rappresentare una prima situazione relativa agli interventi ricostruttivi, programmati e finanziati, nel rispetto delle indicazioni generali e delle priorità contenute nell'ordinanza ministeriale 3090/2000 e del relativo Piano generale di ricostruzione approvato con D.G.R. n. 7-2077 del 23.01.2001.
Per lavori di ripristino e ricostruzione delle infrastrutture essenziali, per la pulizia dei corsi d'acqua, per opere di difesa idraulica e di sistemazione idrogeologica sono stati predisposti sei programmi stralcio, comportanti complessivamente una spesa di L.826 miliardi.

I programmi stralcio n. 1, 2, 3, oltre che il piano generale di ricostruzione sono stati oggetto della presa d'atto della Presidenza del Consiglio dei Ministri- Ministero dell'Interno Dipartimento della Protezione Civile, prevista dall'ordinanza ministeriale n. 3090/2000, con provvedimento n. 13.238/PM del 09.05.2001. L'Autorità di Bacino del Fiume Po, deputata ad esprimere il proprio parere tecnico per gli interventi di natura idraulica superiori a L.1.000.000.000.=, ha approvato con provvedimento n. 3844 del 7.06.2001 gli interventi relativi ai citati primi tre stralci. Presso i nominati Enti sono in corso le relative istruttorie inerenti il quarto ed il quinto programma.

Per quanto attiene le spese riguardanti l'art. 6 dell'Ordinanza 3090, relative ai lavori disposti in emergenza dagli enti interessati, si precisa che le Prefetture hanno comunicato di avere sostenuto un onere complessivo di L. 161.405.701.800.= di cui L. 109.285.000.000= sono già state oggetto di trasferimento.

Il dettaglio di tutti gli interventi di ricostruzione e sistemazione previsti negli atti soprariportati sono puntualmente descritti in apposito volume, redatto dalla Direzione Opere Pubbliche ed allegato alla presente, di cui gli elementi essenziali sono disponibili sul sito web regionale, a partire dal 18.10.2001.


DANNI AI PRIVATI
Le conseguenze dell'evento alluvionale sui beni privati sono state notevoli sia per le case di civile abitazione che per le infrastrutture produttive in senso lato.

L'Ordinanza Ministeriale 3090 ha previsto norme straordinarie per affrontare l'emergenza e soprattutto per consentire il pronto rientro nelle residenze e la ripresa delle attività produttive; ha previsto anche contributi per il soccorso alle famiglie evacuate per " l'autonomo mantenimento".

Tali attività, improntate alla massima celerità, hanno consentito alla Direzione S1 "Gabinetto alla Presidenza" e alla Direzione OO.PP. di erogare nei primi mesi dopo l'alluvione, la somma complessiva di altri 143 miliardi di lire, di cui circa 1 miliardo per l'autonomo mantenimento, 69 miliardi per il rientro nelle abitazioni e 73 miliardi per la ripresa delle attività produttive.

Con la legge n. 365 dell'11/12/2000, lo Stato ha approvato norme straordinarie per il completo ristoro dei danni a privati, rese operative con due direttive emanate dal Ministro dell'Interno con delega alla protezione civile in data 1/2001 e 3/2001.

L'applicazione delle direttive ha comportato, oltre che ripetute riunioni in sede locale con gli Enti e i cittadini interessati, anche una collaborazione tra la Direzione OO.PP. , la Direzione Industria e la Direzione Commercio e Artigianato. L'istruttoria delle domande di contributi viene effettuata direttamente dai Comuni per quanto riguarda le case di civile abitazione e le operazioni di supporto, verifica ed erogazione vengono curate dalla Direzione OO.PP; l'istruttoria relativa alle attività produttive genericamente intesa viene espletata direttamente dalla Regione tramite un gruppo interassessorile appositamente creato con le Direzioni interessate.

Con ordinanza n° 3141 del Ministro dell'Interno Scajola del 2 Luglio 2001 è stato possibile erogare il 40% dei totali presunti dei danni segnalati dai privati e dalle attività produttive per un totale complessivo di 450 miliardi di cui 140 miliardi ai privati e 310 miliardi alle attività produttive ed agricole.

CONCLUSIONI
In conclusione è indispensabile proseguire l'opera fin ora realizzata con la predisposizione di ulteriori fasi di programmazione di lavori pubblici e di messa in sicurezza, nonché essere preparati all'erogazione dei successivi trasferimenti di contributi ai soggetti privati per la ricostruzione e le riparazioni dei danni alle abitazioni e alle attività produttive e agricole.
Nel mese di settembre il Presidente Ghigo e la sottoscritta hanno inviato al Ministro Scajola il quadro delle ulteriori esigenze stimabili in complessivi 3030 miliardi così ripartiti:

  • 1100 miliardi di lire a copertura di quanto non ancora finanziato degli interventi urgenti previsti nel piano generale di ricostruzione, nonché per parte di quelli previsti come definitivi ed ora non più rimandabili;
  • 1000 miliardi per poter attivare i primi interventi strutturali e di prevenzione, già inseriti nella pianificazione di bacino, a parziale copertura dell'ammontare complessivo del piano generale di ricostruzione (2415 miliardi);
  • 660 miliardi per il saldo ai privati ed alle attività produttive e agricole;
  • 270 miliardi per infrastrutture agricole e opere di bonifica (legge 185/92).

Sono inoltre state evidenziate alcune proposte di adeguamento alla legge 365 del 2000 che si auspica possano essere recepite nella Finanziaria del 2002.

Schema riepilogativo

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Alluvione 2000

 

 


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