Piemonte Agricoltura
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7-NOVEMBRE 1997

Cancri e moria dell'albicocco causati da batteri del genere Pseudomonas

In Piemonte a partire dagli anni `91-'92 si sono verificate occasionali e inspiegabili morie di albicocchi che negli anni successivi sono aumentate e si sono estese in molte zone della regione con un massimo proprio nella primavera `97. Le osservazioni effettuate a partire dalla primavera '96 nel corso dei sopralluoghi nei frutteti colpiti e le analisi ripetutamente svolte nel laboratorio fitopatologico del Servizio Sperimentazione e Lotta Fitosanitaria (Osservatorio per le Malattie delle Piante) hanno consentito di isolare ed individuare l'agente parassitario, un batterio del genere Pseudomonas. Ricercatori, soprattutto francesi, hanno dimostrato che l'azione di questo batterio è amplificata sulla vegetazione dalle basse temperature. Questo spiega perché in quasi tutti i casi riscontrati in Piemonte l'attacco ha inizio sul tronco poco sopra il colletto: le temperature più basse che si verificano in inverno nei primi 40-50 cm da terra possono facilitare l'ingresso del patogeno proprio in questa zona.


DESCRIZIONE DELLA MALATTIA


SINTOMI ESTERNI

Ciò che si vede sulla chioma in primavera è un appassimento più o meno parziale dell'apparato fogliare a seconda della localizzazione del parassita. Se il parassita si inserisce nella corteccia di un ramo di due anni ad appassire saranno le foglie soprastanti, se invece si inserisce alla base del tronco (caso più frequente in Piemonte) la pianta può per una o due stagioni non manifestare alcun sintomo per poi appassire e deperire completamente. Ciò avviene perché il batterio ha invaso il fusto in tutta la circonferenza uccidendo i tessuti esterni, inviando tossine nei vasi linfatici e bloccando così la traslocazione della linfa.


CON CHE COSA SI PUO' CONFONDERE

Per evitare di attribuire ogni appassimento a batteriosi è opportuno ricordare che esistono parassiti fungini in grado di aggredire corteccia e legno delle piante provocando quindi la morte degli organi soprastanti. Occorre quindi fare qualche osservazione in proposito per evidenziare le differenze.

 

Monilia

La monilia penetra nella pianta in primavera, uccide i tessuti circostanti i fiori attraverso cui è entrata; a volte si sviluppa lentamente così da permettere l'emissione delle foglie, per poi provocare il loro appassimento perché interrompe il flusso della linfa. La monilia però difficilmente è in grado di colpire rami di più di due anni di età.

 

Funghi agenti di cancro

Agenti fungini di cancro quali Cytospora e Phomopsis possono aggredire rami di maggiori dimensioni rispetto alla monilia ma sono invece meno aggressivi del batterio Pseudomonas per cui solitamente si ritrovano su piante più vecchie, in condizioni agronomiche precarie. Producono inoltre manifestazioni su chioma più lente e meno appariscenti perché solitamente i funghi del legno penetrano dalla corteccia in profondità senza estendersi molto sulla circonferenza del ramo. Ricordando che gli strati importanti per la traslocazione della linfa sono quelli più esterni ed il cambio che li produce, si comprende come invece l'azione del batterio, più superficiale ma facilmente estensibile a tutta la circonferenza del fusto, sia molto più rapida e grave di quella dei funghi agenti di cancro.

 

Infezioni miste

Su albicocco, a poco tempo dall'infezione del batterio, sullo stesso tessuto si possono insediare funghi agenti di cancro oppure, dopo un intervallo maggiore, funghi agenti di carie, facilitati dall'attività del batterio. Ciò complica notevolmente la diagnosi della fitopatia.

 

Phytophthora

Se il punto d'ingresso del batterio è così basso da provocare necrosi (cioè morte dei tessuti) poco sopra il colletto, la sintomatologia si può confondere con quella causata da funghi del genere Phytophthora, agenti di marciume radicale e del colletto. Difficilmente però il batterio raggiunge le radici e se lo fa si limita alla zona circostante alla loro inserzione sul colletto, questo spiega perché le piante affette da batteriosi tendano talora a ricacciare alla base.


COME SI COMPORTA

Questi batteri possono sopravvivere durante i mesi caldi dell'anno sulle foglie di molte piante anche spontanee senza dare sintomi. In autunno se, per trasporto passivo, arrivano sulla corteccia dell'albicocco come di altre drupacee, iniziano a moltiplicarsi a spese degli zuccheri dell'albero e dopo che il freddo ha aperto la via d'ingresso mediante lesioni, i batteri a fine inverno possono iniziare a danneggiare l'interno della pianta. Anche ferite di altro genere (da potature, da mezzi meccanici) possono favorire l'ingresso del microrganismo purché siano recettive. Per adottare opportune misure di prevenzione occorre quindi tenere presente che il batterio si comporta come patogeno soltanto da novembre a marzo e che il freddo non solo ne permette l'ingresso nella pianta ma anche ne amplifica il danno.


COSA FARE PER LIMITARE LA DIFFUSIONE DELLA BATTERIOSI

 

CARATTERISTICHE DEL SUOLO E AGRONOMICHE CHE FACILITANO L'AZIONE DEL BATTERIO

Direttamente o indirettamente tutte le caratteristiche di seguito citate favoriscono l'attività del batterio perché o inducono danni da freddo o riducono la quantità di calcio nei tessuti, elemento che invece sarebbe utile per difendersi dal parassita.

  • Terreno agrario poco profondo (meno di un metro).
  • Terreni ricchi di scheletro (oltre il 30%).
  • Terreni sabbiosi.
  • Terreni acidi (pH inferiore a 6).
  • Terreni poveri di calcio o dove il calcio è poco assimilabile.
  • Sistemi d'irrigazione che provocano l'apporto di elevati volumi d'acqua e con turni ampi.
  • Potature invernali.


CRITERI DI SCELTA E CONSIGLI PER REALIZZARE I NUOVI IMPIANTI

  • Evitare di impiantare frutteti con situazioni sopra descritte o almeno evitare che si verifichino tutte contemporaneamente.
  • Innestare a oltre 1 m da terra per rendere la pianta meno sensibile alle temperature inferiori degli strati d'aria più bassi.
  • Eseguire l'impianto a inizio primavera piuttosto che in inverno perché così al frutteto evita il primo periodo potenzialmente infettante.


COSA FARE NEI GIOVANI IMPIANTI GIà INSTALLATI E A RISCHIO D'INFEZIONE DA PSEUDOMONAS

  • Potare in estate dopo il raccolto o almeno ritardare la potatura invernale a ridosso della fioritura.
  • Trattare dall'autunno con sali di rame alla dose di 100g/hl di rame metallo soprattutto il tronco meglio se con la lancia per localizzare meglio il prodotto. Non occorrono alte dosi di rame purchè si ripeta il trattamento durante l'inverno per ricoprire le lesioni eventualmente prodotte nel tempo dal freddo (ricordare che nei primi 50 cm da terra la temperatura può essere inferiore di 4C rispetto a quella misurata all'altezza delle capannine meteorologiche).
  • Spennellare i tronchi con vernice vinilica bianca con aggiunta di rame per i primi 2-3 inverni (pratica valutata positivamente in Francia con un prodotto già pronto e registrato per l'uso, con un preparato estemporaneo resta da verificare l'eventuale azione fitotossica).
  • Aggiungere al terreno calcio dove il suo contenuto è insufficiente; la pratica non è ancora ben sperimentata, inoltre una volta accertato che ha effettivi positivi contro la malattia resta da capire come intervenire per non compromettere i delicati equilibri dell'assimilazione dei minerali nelle piante.


Albicocco: sintomi di appassimento

   

 

Servizio a cura dell'Assessorato all'Agricoltura
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