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Apprendistato di alta formazione e ricerca

Imprese

Caratteristiche e finalità del contratto

Il contratto di apprendistato finalizzato al conseguimento di un titolo universitario o di alta formazione, definito giuridicamente “apprendistato di alta formazione e di ricerca”, ha un duplice obiettivo:

  • l’assunzione di un giovane (tra i 18 e i 29 anni) già inserito in un percorso di alta formazione (universitaria o post-diploma) per modellare una figura altamente professionale con competenze specialistiche che possono favorire la crescita e l’innovazione dell’impresa;
  • l’opportunità di conseguire un titolo accademico o di alta formazione attraverso una modalità didattica per competenze favorita dall’interazione tra l’istituzione che rilascia il titolo di studio e l’impresa o in alternativa al conseguimento di un titolo, per svolgere attivitā di ricerca

Aspetti formativi

La regolamentazione dell’apprendistato di Alta formazione e di ricerca è di competenza regionale e si attua tramite accordi con le associazioni territoriali datoriali e sindacali più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative o di ricerca.

Si intende per:

  • “formazione esterna” quella svolta presso le istituzioni universitarie o di alta formazione.
  • “formazione interna” quella svolta presso il datore di lavoro.

In Piemonte la disciplina sugli aspetti formativi previsti nel contratto di apprendistato č consultabile QUI.

Durata della formazione

La durata prevista per l’alta formazione in apprendistato, riportata anche nel piano formativo individuale (PFI), è articolata in base alla durata degli ordinamenti previsti per ogni percorso di studi. Nel dettaglio:

  • Diploma tecnico superiore
    La durata annua è ripartita, di norma, in 150 ore di formazione esterna, svolta presso l’istituzione formativa e 750 di formazione interna, svolta presso l’impresa.
  • Laurea triennale e magistrale
    La durata della formazione è ripartita come segue:
    - formazione esterna svolta presso l’istituzione universitaria: massimo 60% della durata degli insegnamenti previsti;
    - formazione interna svolta presso l’impresa: minimo 40% della durata degli insegnamenti previsti.
  • Titoli AFAM
    (Diploma accademico di primo e secondo livello/diploma accademico di specializzazione/diploma accademico di formazione alla ricerca/diploma di perfezionamento o master);
    Assunto a base di calcolo il numero dei crediti formativi accademici (CFA), la formazione presso le istituzioni AFAM non può essere superiore al 60% del numero di ore impiegate nelle lezioni frontali previste nell’ambito dei crediti formativi di ciascun insegnamento.
    La formazione in impresa è pari alla differenza tra le ore del percorso formativo ordinamentale e le ore di formazione presso l’istituzione AFAM.
  • Master di I e II livello
    Avendo come base di calcolo il numero dei crediti universitari (60 CFU), la durata complessiva del percorso è ripartita, indicativamente, come segue:
    - 400  ore di  formazione esterna,  svolta presso l’istituzione universitaria;
    - 1.100 ore di formazione svolta presso l’impresa. 
  • Dottorato di ricerca
    La formazione svolta a cura dell’istituzione universitaria prevede fino ad un massimo di 40 ore di formazione interdisciplinare nel campo della gestione della ricerca e della conoscenza dei sistemi di ricerca europei ed internazionali, della valorizzazione dei risultati della ricerca e della proprietà intellettuale.
    La formazione interna all’impresa deve essere realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca correlato al corso di dottorato.
  • Attività di ricerca
    La durata è definita dal Piano Formativo Individuale a cura del datore di lavoro, in coerenza con il progetto di ricerca e le mansioni assegnate all’apprendista. La formazione interna non può essere inferiore al  20% del monte  ore annuale contrattualmente previsto. La formazione esterna non è obbligatoria.
  • Accesso alle professioni ordinistiche
    La durata è definita dal Piano Formativo Individuale, a cura del datore di lavoro, in coerenza con i rispettivi ordinamenti professionali e la contrattazione collettiva nazionale.
    La formazione interna non può essere inferiore al 20% del monte ore annuale contrattualmente previsto. La formazione esterna non è obbligatoria.
Piano formativo individuale e dossier individuale

Il piano formativo individuale viene redatto dall’istituzione universitaria o di alta formazione con il coinvolgimento del datore di lavoro ed è parte integrante del contratto. Il PFI descrive contenuto e durata della formazione dei percorsi di alta formazione in apprendistato; in particolare contiene:

  • i dati identificativi di: apprendista, datore di lavoro, tutor formativo e tutor aziendale;
  • il livello di inquadramento contrattuale dell’apprendista;
  • la durata del contratto di apprendistato e l’orario di lavoro;
  • i risultati dell’apprendimento formativo   

Il PFI può essere modificato durante il rapporto di lavoro ferma restando la qualificazione finale da acquisire a conclusione del percorso.

Il dossier individuale individuato dal decreto interministeriale 12 ottobre 2015 è un documento redatto a cura dell’istituzione universitaria o di alta formazione che dà evidenza delle competenze acquisite dall’apprendista al termine del percorso formativo, delle modalità di valutazione e certificazione delle stesse.

Tutor o referente aziendale

L’impresa deve individuare al suo interno un tutor o referente aziendale, che può anche essere il datore di lavoro, individuato nel piano formativo individuale, che ha i seguenti compiti:

  • favorire l’inserimento dell’apprendista nel contesto lavorativo;
  • affiancare e assistere l’apprendista durante il percorso formativo per garantire un’efficace integrazione tra la formazione esterna e interna all’azienda;
  • trasmettere le competenze necessarie allo svolgimento delle attività lavorative;
  • fornire all’istituzione formativa ogni elemento utile a valutare l’efficacia dei processi formativi e le attività svolte;
  • collaborare alla stesura del dossier individuale.
Responsabilità dell’istituzione universitaria o di alta formazione

L’istituzione formativa, d’intesa con il datore di lavoro e con un iter volto a garantire la consapevolezza della scelta, informa l’apprendista in merito a:

  • gli aspetti educativi, formativi e contrattuali del percorso di apprendistato, e della coerenza tra le attività e il settore di interesse del datore di lavoro e la qualificazione da conseguire;
  • i contenuti del protocollo e del PFI;
  • le modalità di selezione degli apprendisti;
  • al doppio “status” di studente e lavoratore, per quanto concerne l’osservanza delle regole comportamentali nell’istituzione formativa e nell’impresa e, in particolare, delle norme in materia di igiene, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, nonché degli obblighi di frequenza delle attività di formazione interna ed esterna all'impresa.
Tutor formativo

Il tutor formativo, individuato e indicato dall’istituzione universitaria o di alta formazione nel piano informativo individuale con la finalità di promuovere il successo formativo dell’apprendista, svolge in particolare le seguenti funzioni:

  • assiste l’apprendista nel rapporto con l’istituzione universitaria o di alta formazione;
  • favorisce il raccordo didattico e organizzativo tra istituzione e impresa;
  • monitora l’andamento del percorso per tutta la sua durata;
  • interviene nella valutazione iniziale, intermedia e finale del periodo di apprendistato;
  • collabora alla stesura del dossier individuale e garantisce l’attestazione delle competenze acquisite dall’apprendista e delle attività svolte anche in caso di risoluzione anticipata del contratto.

Aspetti contrattuali (giuslavoristici)

Requisiti del datore di lavoro

Ai fini della stipula del contratto, il datore di lavoro deve essere in possesso di alcuni requisiti:

  • spazi per consentire lo svolgimento della formazione, prevedendo, in caso di studenti con disabilità, il superamento o abbattimento di barriere architettoniche;
  • disponibilità di strumenti per lo svolgimento della formazione, conformi alla normativa vigente in materia di verifica e collaudo tecnico, anche reperiti all’esterno dell’unità produttiva
  • garantire la disponibilità di uno o più tutor aziendali.
Requisiti dell’apprendista

Possono essere assunti giovani tra i 18 e i 29 anni in possesso del titolo di studio idoneo per l’attivazione del contratto. In particolare:

Tipologia di contratto Requisito
Apprendistato per il diploma tecnico superiore Iscritti a corsi di ITS e che abbiano frequentato con profitto i primi due semestri del corso
Apprendistato per titoli di Alta formazione artistica,musicale e coreutica In possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio, anche conseguito all'estero e riconosciuto idoneo
Apprendistato per la laurea di primo livello Possedere al momento dell’attivazione del contratto: 120 CFU
Apprendistato per la laurea di secondo livello Possedere al momento dell’attivazione del contratto: 60 CFU
laurea magistrale a ciclo unico di durata quinquennale Possedere al momento dell’attivazione del contratto: 240 CFU
Apprendistato per la laurea magistrale a ciclo unico di durata esennale Possedere al momento dell’attivazione del contratto: 300 CFU
Apprendistato per il master di secondo livello Laurea di secondo livello o Laurea magistrale di durata quinquennale o esennale
Apprendistato per il dottorato di ricerca ammessi, o già inseriti, in corsi di Dottorato di Ricerca
Apprendistato per attività di ricerca In possesso del titolo di studio di Laurea magistrale o titoli superiori
Apprendistato per accesso alle professioni ordinistiche L’accesso al praticantato è regolato dalla normativa vigente in materia relativamente ai singoli ordini professionali.
Obblighi per l’attivazione del contratto

Per assumere in apprendistato il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la comunicazione telematica preventiva di assunzione, inviando, entro le 24 ore del giorno precedente l’assunzione, il modello UNIFICATO LAV al Centro per l’impiego competente, secondo quanto previsto da ciascuna Regione e Provincia Autonoma.

In Regione Piemonte l’impresa o suo intermediario, effettuano l’assunzione tramite l’applicativo GECO. Per accedere a GECO è necessario richiedere la registrazione tramite il sito www.sistemapiemonte.it.
In caso di problemi di autenticazione si può contattare il Numero Verde 800 450 900 (lun-ven: 8.30 – 17.30) o scrivere a info@sistemapiemonte.it.

Per l’attivazione del contratto di apprendistato, è necessario verificare, ove presente, la regolamentazione contenuta nel contratto collettivo che si intende utilizzare come quadro di riferimento per quanto concerne gli aspetti relativi al salario, orario di lavoro, ferie, ecc.

Protocollo da stipulare prima dell’attivazione del contratto

Ai fini dell’attivazione del contratto di apprendistato di Alta Formazione e di Ricerca, l’istituzione universitaria o di alta formazione e il datore di lavoro devono sottoscrivere un protocollo, redatto sulla base dello schema approvato con decreto interministeriale 12 ottobre 2015, che definisce i contenuti, la durata e l’organizzazione didattica della formazione interna ed esterna all’impresa ed anche la tipologia dei destinatari del contratto (individuando potenzialmente pių percorsi in apprendistato per pių titoli di studio).

Modalità di selezione degli apprendisti

La selezione degli apprendisti, finalizzata all’inserimento nei percorsi formativi in apprendistato, è effettuata dal datore di lavoro, sentito il parere dell’istituzione universitaria o di alta formazione, mediante eventuale somministrazione di questionari di orientamento professionale e colloqui individuali ovvero attraverso percorsi propedeutici di alternanza scuola-lavoro o tirocinio al fine di evidenziare motivazioni, attitudini e conoscenze dell’apprendista  anche in ragione del ruolo da svolgere in impresa.

Nel caso di percorsi dedicati (ad esempio master) che coinvolgono un gruppo di studenti, la procedura di selezione degli apprendisti, e la stipula dei contratti di apprendistato, è attivata a fronte di un numero di candidature adeguato alla formazione di una classe.

Forma e contenuti

Il contratto di apprendistato deve essere stipulato in forma scritta, unitamente al Piano formativo individuale (PFI) che può essere redatto in forma sintetica all’interno del contratto.

Nel contratto devono risultare, di norma, i seguenti elementi:

  • la durata del periodo di formazione interna e/o esterna all’azienda
  • il titolo universitario o di alta formazione che può essere acquisito al termine del contratto e relativa qualificazione contrattuale
  • il livello di inquadramento iniziale e finale dell’apprendista
  • l’orario di lavoro
Durata del contratto

La durata del contratto non può essere inferiore a 6 mesi ed è pari al massimo alla durata ordinamentale dei relativi percorsi. La durata massima prevista è così articolata per i seguenti percorsi:

DIPLOMA TECNICO SUPERIORE

  • 1 anno, nel caso di corsi di ITS articolati su 2 annualità;
  • 2 anni, nel caso di corsi di ITS articolati su 3 annualità.

LAUREA TRIENNALE E MAGISTRALE: 2 anni.

La durata del contratto è proporzionalmente ridotta in caso di riconoscimento, da parte delle istituzioni universitarie, di crediti formativi universitari (CFU) conseguiti a seguito di esperienze formative o professionali precedenti alla stipula del contratto di apprendistato.
Il contratto termina a seguito del conseguimento del titolo o/e a conclusione del percorso formativo.

TITOLI AFAM (diploma accademico di primo livello e secondo livello, diploma accademico di specializzazione, diploma accademico di formazione alla ricerca, diploma di perfezionamento o master): 3 anni.

La durata del contratto è proporzionalmente ridotta in caso di riconoscimento, da parte delle istituzioni AFAM, di crediti formativi accademici (CFA) conseguiti a seguito di esperienze formative o professionali precedenti alla stipula del contratto di apprendistato.
Il contratto termina a seguito del conseguimento del titolo o/e a conclusione del percorso formativo.

MASTER DI PRIMO E SECONDO LIVELLO: 2 anni.

La durata del contratto è proporzionalmente ridotta in caso di riconoscimento, da parte delle istituzioni universitarie, di crediti formativi universitari (CFU) conseguiti a seguito di esperienze formative o professionali precedenti alla stipula del contratto di apprendistato.
Il contratto termina a seguito del conseguimento del titolo o/e a conclusione del percorso formativo.

DOTTORATO DI RICERCA: 5 anni.

Il contratto termina a seguito del conseguimento del titolo o/e a conclusione del percorso formativo.

ATTIVITA’ DI RICERCA: 3 anni.

La durata del contratto è definita in rapporto alla durata del progetto di ricerca.
Il contratto può essere prorogato fino ad un anno, in presenza di particolari esigenze legate al progetto di ricerca, previa modifica e aggiornamento del PFI.
L’inserimento occupazionale può riferirsi a progetti o a programmi di ricerca già avviati, ovvero a specifiche attività di ricerca che il datore di lavoro intende realizzare.

ACCESSO ALLE PROFESSIONI ORDINISTICHE

La durata del contratto è definita in rapporto al conseguimento dell’attestato di compiuta pratica per l’ammissione all’esame di Stato.

Limiti assunzioni

Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto ai lavoratori specializzati e qualificati in forza.
Nel dettaglio, il datore di lavoro ha, nelle assunzioni in apprendistato, i seguenti limiti di legge:

  • se non ha alle dipendenze lavoratori qualificati o specializzati o ne ha meno di 3, può assumere massimo fino a 3 apprendisti;
  • se occupa fino a 9 dipendenti non può superare il limite del 100% di assunzioni di apprendisti rispetto alle maestranze specializzate e qualificate, pertanto il rapporto numerico è di 1 a 1;
  • se occupa oltre 9 dipendenti può assumere apprendisti nel numero di 2 ogni 3 dipendenti qualificati o specializzati.
  • se si tratta dei profili caratterizzanti la figura dell’artigiano nell’assunzione di apprendisti è soggetto ai limiti assunzionali previsti dalla contrattazione collettiva sull’artigianato:
    • Imprese che non lavorano in serie: da 9 a 13 apprendisti
    • Imprese che lavorano in serie: da 5 a 8 apprendisti
    • Lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbigliamento su misura: da 16 a 24 apprendisti
    • Imprese di costruzioni edili: da 5 a 9 apprendisti
Status dell’apprendista

L’entrata in vigore del Jobs act e in particolare, del decreto attuativo di riforma delle tipologie contrattuali (D. Lgs. 81/2015 Capo V), cambia lo status di riferimento riguardo allo condizione giuridica del giovane in apprendistato per l'acquisizione di titoli di studio e/o professionalizzanti. Di fatto quando è in formazione, presso l’istituzione formativa o presso l’impresa è uno studente, quando è impresa e svolge prestazione lavorativa ha lo status di lavoratore.

Tutele per gli apprendisti

Le tutele riconosciute agli apprendisti sono le seguenti:

  • assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • assicurazione contro le malattie;
  • assicurazione contro l’invalità e la vecchiaia;
  • maternità;
  • assegno per il nucleo familiare;
  • Nuova Prestazione di Assicurazione sociale per l’impiego (Naspi).
  • prolungamento del periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa  di sospensione involontaria del rapporto, superiore a 30 giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.
La contrattazione collettiva e aspetti retributivi

L’assunzione di un apprendista si attiva secondo quanto stabilito dal contratto collettivo di riferimento, dove si specificano regole inerenti il salario, l’orario di lavoro,ferie ecc.

La retribuzione, per la prestazione lavorativa, è stabilita secondo il CCNL e si applica il compenso spettante in base all’inquadramento o sotto-inquadramento previsto. Si segnala che la retribuzione dell’apprendista può aumentare nel corso del percorso formativo.

Per le ore di formazione:

  • svolte nell’istituzione universitaria o di alta formazione, il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo;
  • a carico del datore di lavoro, è riconosciuta una retribuzione pari al 10% di quella dovuta.

Sono fatte salve le diverse previsioni della contrattazione collettiva.

Sul portale Apprendistato della Regione Lazio è disponibile il servizio “cerca il CCNL applicabile” .

Vantaggi fiscali ed economici

L’impresa che procede nell’assunzione di un apprendista ottiene diversi vantaggi economici e fiscali:

  • per le imprese fino a 9 dipendenti l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro è, oltre all’1,61% previsto dalla L. 92/2012, rispettivamente dell’1,5% il primo anno, del 3% il secondo anno, e del 10% a partire dal terzo anno e in caso di consolidamento del contratto, per i dodici mesi successivi (per le imprese con più di 9 dipendenti l’aliquota contributiva è sempre del 10%);
  • a seconda del CCNL applicato, possibilità di inquadrare l’apprendista fino a 2 livelli in meno rispetto ai lavoratori ordinari che svolgono le stesse mansioni o, in alternativa, retribuzione ridotta in misura percentuale e graduata nel tempo;
  • esclusione degli apprendisti dal computo dell’organico richiesto in base alle norme sul lavoro;
  • esclusione delle spese sostenute per la formazione degli apprendisti dalla base per il calcolo dell’IRAP.
Attestazione delle competenze

L’istituzione universitaria o di alta formazione riconosce e valida, sottoforma di crediti formativi, le competenze acquisite sul luogo di lavoro, anche nel caso in cui l’apprendista non concluda il percorso o non consegua il titolo di studio previsto, a partire da un periodo minimo di lavoro di tre mesi.

L’apprendista per aver diritto alla valutazione e certificazione delle competenze finale al termine del percorso, deve aver frequentato almeno tre quarti della formazione prevista dal piano formativo individuale (interna ed esterna all’azienda). Laddove l’ordinamento dell’istituzione lo preveda, la frequenza dei tre quarti del monte ore formativo contenuto nel PFI costituisce requisito minimo al termine di ciascun annualità, ai fini dell’ammissione all’annualità successiva.
La certificazione si conclude con il rilascio di un documento di validazione che contiene i seguenti elementi minimi:

  1. i dati anagrafici del destinatario;
  2. i dati dell’istituzione universitaria o di alta formazione;
  3. le competenze acquisite;  
  4. le modalita' di apprendimento e valutazione delle competenze;
  5. la registrazione dei documenti di validazione e dei certificati rilasciati nel sistema informativo dell’istituzione universitaria o di alta formazione, in conformita' al formato del Libretto formativo del cittadino.

La formazione erogata all’apprendista deve essere registrata nel fascicolo elettronico de lavoratore (e, fino alla sua operatività, nel libretto formativo del cittadino), a cura dell’istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dell’apprendista.

Al termine del contratto di apprendistato

Il datore di lavoro può:

  • continuare il rapporto a tempo indeterminato senza dare alcuna comunicazione e fruendo ancora, per l’anno successivo al termine dell’apprendistato, dei benefici contributivi previsti per il contratto di apprendistato;
  • recedere dal rapporto senza alcuna motivazione (salvo rispetto dei termini di preavviso stabiliti dal contratto).

Giovani

I vantaggi del contratto

Il contratto di Apprendistato di Alta Formazione ti consente di:

  • anticipare l’ingresso nel mercato del lavoro prima della conclusione del percorso di studi stipulando con l’azienda un contratto a tempo indeterminato;
  • ottenere una formazione di alto livello alternando momenti di apprendimento (in aula e in impresa) e momenti di lavoro effettivo;
  • avvalersi, per l’intera durata del percorso formativo, del sostegno di un tutor accademico/formativo e di un tutor aziendale che insieme collaborano anche alla stesura del piano formativo previsto dal contratto;
  • ottenere un titolo di studio universitario o di alta formazione e contemporaneamente sviluppare una professionalità riconoscibile e spendibile anche all’esterno del contesto specifico di inserimento lavorativo;
  • ottenere tutele salariali e previdenziali (ferie, malattie, contributi pagati) di cui godono gli altri lavoratori dipendenti.

Il contratto di Apprendistato per Attività di Ricerca e accesso alle professioni ordinistiche ti consente di:

  • ottenere una formazione di alto livello alternando momenti di apprendimento e momenti di lavoro effettivo;
  • avvalersi, per l’intera durata del percorso formativo, del sostegno di un tutor accademico/formativo e di un tutor aziendale che insieme collaborano anche alla stesura del piano formativo previsto dal contratto;
  • sviluppare una professionalità riconoscibile e spendibile anche all’esterno del contesto specifico di inserimento lavorativo;
  • ottenere tutele salariali e previdenziali (ferie, malattie, contributi pagati) di cui godono gli altri lavoratori dipendenti.

Status dell’apprendista

L’entrata in vigore del Jobs act e in particolare, del decreto attuativo di riforma delle tipologie contrattuali (D. Lgs. 81/2015 Capo V), cambia lo status di riferimento riguardo allo condizione giuridica del giovane in apprendistato per l'acquisizione di titoli di studio e/o professionalizzanti. Di fatto quando è in formazione, presso l’istituzione formativa o presso l’impresa è uno studente, quando è impresa e svolge prestazione lavorativa ha lo status di lavoratore.

Tutele per gli apprendisti

Le tutele riconosciute agli apprendisti sono le seguenti:

  • assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • assicurazione contro le malattie;
  • assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia;
  • maternità;
  • assegno per il nucleo familiare;
  • Nuova Prestazione di Assicurazione sociale per l’impiego (Naspi).
  • prolungamento del periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a 30 giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.

Attestazione delle competenze

L’istituzione universitaria o di alta formazione riconosce e valida, sottoforma di crediti formativi, le competenze acquisite sul luogo di lavoro, anche nel caso in cui l’apprendista non concluda il percorso o non consegua il titolo di studio previsto, a partire da un periodo minimo di lavoro di tre mesi.

L’apprendista per aver diritto alla valutazione e certificazione delle competenze finale al termine del percorso, deve aver frequentato almeno tre quarti della formazione prevista dal piano formativo individuale (interna ed esterna all’azienda). Laddove l’ordinamento dell’istituzione lo preveda, la frequenza dei tre quarti del monte ore formativo contenuto nel PFI costituisce requisito minimo al termine di ciascun annualità, ai fini dell’ammissione all’annualità successiva.

La certificazione si conclude con il rilascio di un documento di validazione che contiene i seguenti elementi minimi:

  1. i dati anagrafici del destinatario;
  2. i dati dell’istituzione universitaria o di alta formazione;
  3. le competenze acquisite;
  4. le modalita' di apprendimento e valutazione delle competenze;
  5. la registrazione dei documenti di validazione e dei certificati rilasciati nel sistema informativo dell’istituzione universitaria o di alta formazione, in conformita' al formato del Libretto formativo del cittadino.

La formazione erogata all’apprendista deve essere registrata nel fascicolo elettronico de lavoratore (e, fino alla sua operatività, nel libretto formativo del cittadino), a cura dell’istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dell’apprendista.