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Appalti “Verdi” - Green Public Procurement (GPP)

La pratica degli Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione o Green Public Procurement (GPP) consiste nell’inserimento, ora obbligatorio per legge, di criteri di qualificazione ambientale nelle domande che le PA esprimono in sede di acquisto di beni e servizi al fine di promuovere la diffusione di prodotti e tecnologie che abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente.
Il GPP svolge un ruolo strategico nell'attuazione delle strategie dell'Unione Europea per la Produzione e il Consumo Sostenibile (SCP), e rappresenta in uno dei capitoli fondamentali della Strategia Europa 2020 con particolare riguardo all’uso efficiente delle risorse.
Infatti, in base alle stime della Commissione Europea, la spesa pubblica nei paesi membri ammonta a circa duemila miliardi di Euro l’anno, pari al 19% del PIL dell’Unione Europea. In Italia il settore degli approvvigionamenti pubblici raggiunge il 17% del PIL.
Il potenziale contributo della P.A. è notevole e la pratica del GPP riveste un ruolo determinante per:

  • la riduzione degli impatti ambientali dei consumi della Pubblica Amministrazione;
  • la razionalizzazione e la riduzione della spesa pubblica, grazie ad una miglior efficienza dei prodotti/servizi acquistati ed un loro minor costo lungo il ciclo di vita;
  • la promozione dell’innovazione tecnologica ed ambientale;
  • l’orientamento dei mercati verso prodotti a minor impatto ambientale;
  • la promozione delle aziende italiane che fanno dell’innovazione lo strumento principale della loro azione, nel pieno rispetto dei diritti e della sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni coinvolte nelle attività produttive.

 Il GPP può essere di conseguenza un valido strumento per favorire la crescita di un "mercato verde", tramite:

  • l'inserimento di criteri di preferibilità ambientale nelle procedure di acquisto della PA nell'ambito dell'offerta economicamente più vantaggiosa;
  • la possibilità di considerare i sistemi di etichettatura ambientale (Marchio europeo ECOLABEL) sia come fonte sia come verifica dei requisiti ambientali richiesti dagli appalti;
  • la possibilità di considerare le certificazioni dei sistemi di gestione ambientale (Registrazione EMAS) come mezzi di prova per la verifica delle capacità tecniche dei fornitori ai fini di una corretta esecuzione dell'appalto pubblico.

Il Green Public Procurement consente quindi di valorizzare e mettere all'opera diversi strumenti e rappresenta un esempio del corretto agire della PA nella razionalizzazione della spesa pubblica, un segnale forte verso il mercato, una politica ambientale concretamente attuabile in quanto metodologia di acquisto in cui il prezzo di un bene è solo uno degli aspetti da considerare.

Per creare un piano organico in materia di GPP, accogliendo l’indicazione della Commissione Europea (COM(2003)302), l’Italia ha adottato con Decreto interministeriale 135/2008 dell' 11 aprile 2008 il “Piano d’Azione Nazionale per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (PAN GPP)”, poi revisionato nel 2013 con Decreto del MATTM del 10/4/2013 .
Il PAN GPP fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, definisce degli obiettivi nazionali, identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritari per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, su cui definire i ‘Criteri Ambientali Minimi’ (CAM).
Tra i numerosi aspetti sottolineati, dal documento emerge in particolare la necessità di una forte collaborazione tra le istituzioni centrali e locali, il sistema produttivo, il sistema scolastico e universitario, i consumatori, le associazioni impegnate nella sostenibilità ambientale.
I “Criteri Ambientali Minimi” (CAM)  rappresentano per le diverse categorie di prodotti o servizi, le specifiche tecniche o contrattuali da utilizzare come  punto di riferimento a livello nazionale in materia di acquisti pubblici verdi e dovranno essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, per ottemperare ai nuovi obblighi di legge e per consentire al Piano d’azione sul Green Public Procurement di massimizzare i benefici ambientali ed economici. L’integrazione degli aspetti ambientali nei processi d’acquisto si basa su una visione d’insieme di tutto il ciclo di vita, Life Cycle Cost (LCC), di un bene/servizio/lavoro, permettendo  così di  prendere in considerazione non solo gli aspetti attribuibili  alla progettazione, alla produzione, all’uso e allo smaltimento (intero ciclo di vita), ma anche i costi effettivi per la collettività.
Il Piano d’Azione Nazionale rinvia ad appositi decreti emanati dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, l’individuazione dei Criteri Minimi Ambientali.

La Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014  relativa agli appalti pubblici, è stata recepita a livello nazionale dal D. Lgs 18 aprile 2016, n.50 (nuovo codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione) che ha sua volta ha recepito la legge 28 dicembre 2015, n.221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo delle risorse naturali).

In particolare  l’art.18 della legge del 28 dic. 2015 n. 221 rende obbligatorio per le P.A. il conseguimento degli obiettivi ambientali attraverso l’applicazione dei CAM negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi; concetto ribadito dal D.lgs. 18 aprile 2016, n.50 all’art.34  e poi ulteriormente sviluppato  in modo specifico con ulteriori indicazioni relative alle specifiche fasi delle gare d’appalto  agli artt. 68, 69, 87 e 95.

L’obbligo di applicazione dei CAM vale per il 100% del valore delle gare d’appalto per le seguenti categorie di forniture ed affidamenti:
a. acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di alimentatori elettronici e di moduli a LED per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica (DM Ambiente del 13.12.2013, allegato );
b. attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici (DM Ambiente del 13.12.2013, allegato 2 );
c. servizi energetici per gli edifici servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici (DM Ambiente del 07.03.2012, allegato 1).

Per gli altri CAM è previsto un inserimento più graduale che prevede un incremento progressivo delle percentuali del valore a base d’asta dal 50% attuale  sino al raggiungimento del 100% nel 2020 secondo la seguente temporizzazione:

  • 62% dal 1° gennaio 2017;
  • 71% dal 1° gennaio 2018;
  • 84% dal 1° gennaio 2019;
  • 100% dal 1° gennaio 2020.

Per approfondimenti
Ministero dell'Ambiente - GPP - Acquisti Verdi
European Commission - Environment - Green Public Procurement
Città Metropolitana di Torino - APE - Acquisti Pubblici Ecologici
acquistiverdi.it
Forum CompraVerde-BuyGreen