Regione Piemonte - Ambiente

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Rifiuti Urbani

La Regione Piemonte, affinché possa svolgere le proprie funzioni previste dal D.Lgs. 152/06 e dalle leggi regionali 24/02 e 7/12, necessita di una serie di informazioni di base, fondamentali per la programmazione della gestione dei rifiuti urbani. Tali informazioni, acquisite attraverso il Sistema Informativo Regionale Rifiuti (SIRR), sono elaborate e rese disponibili attraverso servizi informativi e documentazioni specifiche.

Rilevamento dati

L'accesso al Sistema Informativo Regionale Rifiuti (SIRR) per l’acquisizione dei dati di produzione dei rifiuti urbani e al Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Impianti (SIMIR) è riservato alle province e agli enti competenti per l'organizzazione dei servizi di gestione rifiuti.

Per l'inserimento dei dati di produzione dei rifiuti urbani:
Accedi all'area riservata

Per la gestione dei dati di carattere tecnico e gestionale degli impianti autorizzati in ambito rifiuti (D.Lgs. 152/06 e D.Lgs. 59/05)
Accedi al servizio SIMIR

Dati di produzione rifiuti

L’attività dell’Osservatorio Regionale Rifiuti in merito al monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e sull’attuazione del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, ogni anno si concretizza in una serie di documenti, in particolare:

Anni precedenti

Inoltre è a disposizione di tutti i cittadini un servizio informativo sviluppato sul portale Sistema Piemonte attraverso il quale è possibile seguire l'evoluzione della produzione rifiuti e della raccolta differenziata a vari livelli, dal singolo comune all'intero territorio regionale.
Si segnala infine che accedendo al portale della Regione Piemonte dedicato alla diffusione dei dati pubblici http://www.dati.piemonte.it/ è possibile scaricare in formato libero i dati relativi alla produzione rifiuti approvati dalla Giunta regionale."

Centri di raccolta

A seguito degli approfondimenti effettuati con i Consorzi di Bacino si rende disponibile, per ogni Consorzio, l'elenco riportante la localizzazione dei Centri di Raccolta a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti urbani con il dettaglio delle tipologie di rifiuti conferibili.

Tali aree, “presidiate ed allestite ove si svolge unicamente attività di raccolta mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti urbani e assimilati” sono disciplinate dal Decreto Ministeriale 8 Aprile 2008 come modificato ed integrato dal Decreto Ministeriale 13 Maggio 2009.

Indicatori per valutare l'efficacia delle azioni

L'attuazione degli obiettivi stabiliti dal legislatore impongono una conoscenza dettagliata e un continuo monitoraggio del ciclo integrato dei rifiuti urbani che può essere espresso attraverso l'uso di alcuni indicatori. Nei documenti allegati sono riportati alcuni degli indicatori elaborati annualmente, anni 2008 – 2012, sulla base delle informazioni acquisite attraverso uno specifico sistema in rete di acquisizione dati sul ciclo dei rifiuti urbani operante all'interno del Sistema informativo Rifiuti.

Costi del sistema integrato

Costi del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani in Regione Piemonte

Al fine di quantificare ed analizzare i costi di gestione dei rifiuti urbani sul territorio piemontese, nel corso del 2009 la Regione Piemonte ha condotto un’indagine attraverso specifiche schede di acquisizione dei dati economico-finanziari.

La definizione e la normalizzazione del metodo di acquisizione dei dati sui costi rappresentano il risultato di un percorso avviato nel luglio 2007, con la sottoscrizione tra la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, l’ANCI, i Consorzi di bacino rifiuti, di un Protocollo d’Intesa (“Proposte di omogeneizzazione tariffaria e ricerca di linee di indirizzo nell’applicazione della tassa/tariffa dei servizi di igiene urbana nei comuni della provincia di Torino”) finalizzato a rendere trasparenti i costi ed eliminare le difformità presenti nel ciclo rifiuti, a seguito del quale la Regione Piemonte si è impegnata a:

  • creare un modello di caricamento dei dati tecnico-economici volto a consentire una omogenea rendicontazione dei costi nell'intero territorio provinciale/regionale;
  • effettuare un'analisi comparativa dei costi di gestione utilizzando una base comune e omogenea di imputazione dei dati.

Sono state a tal fine elaborate e successivamente inviate agli enti di governo del sistema rifiuti (ATO e consorzi) delle specifiche “Schede di acquisizione dati”, ciascuna delle quali corrisponde ad una delle voci di costo del ciclo integrato dei rifiuti previste dal decreto di definizione della tariffa rifiuti (DPR 158/99).
L’indagine condotta ha ottenuto un buon riscontro, sia in termini di enti coinvolti, sia in termini di copertura della popolazione servita.

Effettuate le opportune bonifiche, il campione dei dati che ha portato alla determinazione ed all’analisi dei costi di gestione dei rifiuti urbani è infatti costituito da 666 comuni e 2.958.062 abitanti, corrispondenti al 67% dell’intera popolazione residente sul territorio piemontese.

Nel documento "Analisi dei costi di gestione dei rifiuti urbani in Regione Piemonte" (pdf, 2,547 KB) vengono illustrati i risultati dell'indagine condotta, descrivendo i passaggi metodologici che hanno portato alla quantificazione dei costi e le analisi su di essi effettuate.

Particolare attenzione è stata data allo studio della variabilità dei dati rilevati ed alla correlazione dei costi con una serie di variabili ritenute potenzialmente idonee ad influenzarne l'andamento e l'ammontare quali la dimensione degli enti di governo, la densità di abitanti, la produzione pro capite di rifiuti e la percentuale di raccolta differenziata raggiunta in ciascuna area di bacino.
Di seguito si riportano gli studi effettuati nei precedenti anni:

Riduzione Rifiuti Urbani

La Regione Piemonte, anche al fine di dare attuazione agli indirizzi ed obiettivi stabiliti dalla Comunità Europea relativamente alla prevenzione ed alla minimizzazione della produzione dei rifiuti e per ottemperare a quanto previsto dagli articoli 180 e 196 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, ha approvato con con D.G.R. 1 marzo 2010 n. 32-13426 i criteri tecnici in materia di rifiuti urbani, che comprendono anche le azioni e gli interventi finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti urbani.

Le azioni di prevenzione e minimizzazione da attuare devono essenzialmente consentire di ridurre i quantitativi di rifiuti di imballaggio e delle frazioni organiche contenute nei rifiuti urbani, con particolare riferimento a quelli prodotti nelle attività della distribuzione commerciale ed in quelle della ristorazione collettiva.

R2D2

logo "Nessuna scusa la borsa si riusa" Progetto italo/francese per la realizzazione di nuove iniziative di riduzione della produzione di rifiuti urbani e la raccolta dei rifiuti in aree a forte dispersione abitativa.
Interventi realizzati dalla Regione Piemonte (pdf, 1,818 KB).
Sito web del progetto http://www.riduzione2-dechets2.eu/index-ita.htm

La pietanza non avanza

logo "la pietanza non avanza" Recupero dei pasti non distribuiti in alcune mense scolastiche di Torino
Presentazione del progetto (pdf, 409 KB)
Sintesi procedura operativa(pdf, 102 KB)

Il compostaggio di prossimità

L’esperienza di compostaggio (pdf, 627 KB) condotta presso il Laboratorio didattico sull'Ambiente di Pracatinat

Nessuna scusa, la BORSA si RIUSA!

logo "Nessuna scusa la borsa si riusa"Iniziativa di promozione dell’uso di borse riutilizzabili (pdf, 89 KB) in sostituzione dei sacchetti monouso

Come in cantina

logo "Come in Cantina"Progetto sperimentale per la vendita sfusa di vino (pdf, 1,400 KB) nella Grande Distribuzione Organizzata



 

Detersivi Self Service

logo "detersivi self service"Diffusione della vendita sfusa di detersivi nella Grande distribuzione organizzata
Presentazione progetto (pdf, 555 KB)
Risultati del progetto (pdf, 214 KB)
Elenco esercizio commerciali (pdf, 110 KB)

FAIR HOTEL

logo Fair Hotel Riduzione dei rifiuti di imballaggio nelle strutture alberghiere Linee guida per le strutture alberghiere (pdf, 1,710 KB)

 

 

Aggiornamento Piano regionale rifiuti urbani

Il Consiglio Regionale, con deliberazione n. 140-14161 del 19 aprile 2016, ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione.

lIl Piano è uno strumento di pianificazione con ambiziosi obiettivi in termini di sostenibilità e promozione di una cultura ambientale improntata alla riduzione dei rifiuti, al riuso di beni a fine vita e al riciclaggio.

l Il Piano comprende anche il Programma regionale per la riduzione della produzione di rifiuti che, in linea con quanto previsto dal Programma nazionale, individua misure ed interventi per ridurre la produzione di rifiuti, in particolare per quanto riguarda i rifiuti organici, i rifiuti di imballaggio ed i beni durevoli. 

In sintesi i principali obiettivi della programmazione al 2020 sono:

  •  riduzione della produzione dei rifiuti a 455 kg per abitante (a fronte di una stima di produzione al 2020 pari a 486 kg/ab);
  •  raccolta differenziata di almeno il 65% a livello di ciascun Ambito territoriale ottimale;
  •  produzione pro capite annua di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 kg ;
  •  raggiungimento di un tasso di riciclaggio pari ad almeno il 55% in termini di peso;
  •  avvio a recupero energetico solo delle frazioni di rifiuto per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia;
  • in via prioritaria autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi a livello di Ambito territoriale ottimale; in ogni caso tale autosufficienza deve essere garantita a livello regionale;
  • riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (Rub) fino ad un loro azzeramento a partire dal 2020 anche mediante l'autocompostaggio;
  • abbandono del ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti recuperabili
  • promozione del riuso.

Il Piano infine delinea gli indirizzi programmatici di medio e lungo termine (2025 e 2030), in linea con le proposte di attuazione dei principi dell’economia circolare attualmente in discussione a livello europeo. La Regione vuole fin da ora orientare le proprie scelte e, di conseguenza, le scelte delle amministrazioni e dei soggetti ai quali compete il governo e l’organizzazione della gestione dei rifiuti urbani affinché si realizzi – al 2030 - un’ulteriore riduzione della produzione di rifiuti (< 400 kg/ab/a), un aumento della raccolta differenziata (> 75%) e del tasso di riciclaggio (> 65%), una riduzione del ricorso alla valorizzazione energetica dei rifiuti indifferenziati e della produzione di CSS,  una riduzione del conferimento complessivo dei rifiuti urbani e dei rifiuti derivanti dal loro trattamento in discarica (<10% della produzione complessiva di rifiuti urbani).