Regione Piemonte - Ambiente

In questa pagina:



banner Corona verde


Che cos’è

Mappa Regione Piemonte

Corona Verde è un progetto strategico a regia regionale che interessa l’area metropolitana e la collina torinese coinvolgendo il territorio di ben 93 comuni.
Il disegno strategico del progetto trova spunto a partire dagli studi e dalle proposte già elaborati dalla Regione Piemonte e dal Politecnico di Torino nel 2001.

Nel 2003, a seguito dello stanziamento di 12,5 milioni di Euro (D.G.R. n. 20-8927 del 7 aprile 2003), inseriti nel DOCUP 2000-2006, è stata avviata la prima fase attuativa del progetto che ha consentito il finanziamento di 30 interventi in 24 enti pubblici (5 Enti parco e 19 Comuni).
Nel 2007 il Politecnico di Torino ha definito uno specifico Schema Direttore a partire dal quale la Regione Piemonte ha avviato la seconda fase del progetto con un finanziamento pari a 10 milioni di Euro del Programma Operativo Regionale FESR Asse III: Riqualificazione territoriale - Attività III.1.1 Tutela dei beni ambientali e culturali (D.G.R. n. 89-12010 del 4/8/2010).
piemotino Si è costituita una Cabina di Regia, supportata da una Segreteria Tecnica, in cui sono coinvolti la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, il Parco del Po e della Collina Torinese e le rappresentanze territoriali organizzate, ai fini della progettazione, in 6 Ambiti territoriali governati da altrettanti Comuni capofila (Chieri, Nichelino, Rivoli, Venaria Reale, Settimo Torinese e Torino).
Il percorso di governance ha messo a punto strumenti di coinvolgimento, di comunicazione e di collaborazione tra gli Enti e le comunità locali, inducendo utenti e operatori ad operare in stretta sinergia per il raggiungimento di obiettivi condivisi definiti in un Protocollo di Intesa.



Corona Verde intende realizzare un’infrastruttura verde che integri la Corona di Delitie delle Residenze Reali con la cintura verde, rappresentata dal patrimonio naturale dei parchi metropolitani, dei fiumi e delle aree rurali ancora poco alterate, per riqualificare il territorio metropolitano torinese e migliorarne la qualità di vita.
Il progetto intende mettere in luce i valori, le opportunità e le potenzialità di quest’area, che ha conosciuto rapidi e intensi processi di sviluppo economico e produttivo, promuovendo interventi che, oltre alla riqualificazione, giungano a ricostruirne l’immagine e i valori identitari.
La porzioni di territorio che ospitano le più importanti risorse o le situazioni critiche che necessitano di interventi fondamentali sono stati evidenziati in un disegno di estrema sintesi, delineando un corema generale della rete ambientale (ecologica e fruitiva).

Oltre a configurarsi come un grande sistema di spazi verdi capace di salvaguardare e connettere i grandi valori che ancora caratterizzano l’area torinese, il progetto si propone obiettivi quali:

  • la tutela ambientale e la riqualificazione delle componenti ecosistemiche di pregio;
  • il rafforzamento della funzione di corridoio ecologico dei corsi d’acqua e dei canali;
  • il potenziamento della fruizione in un sistema integrato che sia in grado di connettere le risorse naturalistiche e i sistemi storico-culturali;
  • il potenziamento ed il ridisegno dei bordi urbani per salvaguardare le aree aperte e contrastare il consumo di suolo;
  • l’affidamento all’agricoltura periurbana di un ruolo centrale nella gestione e nel mantenimento del sistema degli spazi aperti e dei paesaggi rurali tradizionali.

Il progetto

La Cabina di Regia attraverso un percorso politico e tecnico, partecipato e condiviso, ha selezionato, tra le 59 proposte progettuali presentate dai Comuni nel febbraio del 2011, 15 progetti di valenza sovraterritoriale, afferenti al territorio comunale di 32 municipalità, a cui assegnare il finanziamento, per un investimento complessivo superiore a 13 milioni di Euro.

Con la D.D. 8 aprile 2011, n. 111 ha preso formalmente avvio la fase di progettazione preliminare invitando i Comuni interessati a presentare gli elaborati richiesti con richiesta di accesso al finanziamento.

Grazie al supporto di un apposito tavolo di progettazione costituito all’interno della Segreteria Tecnica, i proponenti e i progettisti sono stati accompagnati verso una progettazione il più possibile coerente con gli obiettivi generali, curando in particolare gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale ed economica. A seguito di tale percorso, con la D.D. 4 agosto 2011, n. 315 è stata approvato l’elenco dei progetti ammissibili a contributo.

Tra gli interventi che mirano a valorizzare gli aspetti fruitivi vi sono quelli proposti dall’Ambito di Venaria Reale, tesi ad integrare e dare continuità ai percorsi ciclopedonali lungo il torrente Stura, il torrente Ceronda e la tangenziale; quelli dell’Ambito di Torino che, in sinergia con il Parco del Po e della Collina Torinese, tendono al miglioramento della fruizione della strada Panoramica dei Colli; quelli dell’Ambito di Nichelino, tra cui il progetto dedicato a favorire la fruizione delle mete e l’accessibilità pedemontana del Monte San Giorgio (Parco provinciale) e quelli dell’Ambito di Settimo T.se dove il Comune di San Mauro T.se e di Castiglione hanno lavorato insieme per la Greenway della Collina.

Si è cercato di privilegiare, nel destinare i finanziamenti, quei progetti che meglio sono riusciti a coniugare obiettivi diversi e/o a creare sinergie e complementarietà con pianificazioni e programmazioni già avviate sul territorio: è il caso dell’Ambito di Nichelino che, sulla scia di quanto già intrapreso dal Contratto di Fiume del Sangone, ha concentrato l’attenzione sulla sistemazione naturalistica spondale e sulla fruizione ciclopedonale del torrente, avviando ben due progetti ad esso collegati. L’Ambito di Rivoli ha lavorato per ridefinire i bordi urbani avviando un progetto pilota di greenfront nel comune di Pianezza.

L’Ambito di Nichelino ha, inoltre, proposto un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico delle Residenze Reali tramite il ripristino e l’integrazione delle connessioni storiche tra il Sangone e il Chisola nel territorio del parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Sono stati finanziati anche progetti dedicati alla biodiversità, come nel caso del progetto elaborato dall’Ambito di Settimo Torinese, con cui si è ricostruito un ambiente boschivo di quasi 3,5 ettari nella zona denominata Parco Cascina Bordina.
L’Ambito di Rivoli, infine, sta realizzando interventi di rinaturalizzazione lungo le sponde della Dora Riparia e del Lago Fontanej presso la cascina Maria Bricca, che coniugano le esigenze di fruizione con quelle di rinaturalizzazione delle aree interessate.

A seguito della rinuncia di alcuni progetti ammessi a finanziamento, la Cabina di Regia ha deciso di assegnare il contributo che si è reso disponibile a due progetti che comparivano nella lista d’attesa della D.D. 4 agosto 2011, n. 315 e precisamente al progetto del Comune di Torino, relativo alla realizzazione di un percorso ciclopedonale per un tratto di Lungo Stura Lazio e al progetto sovraterritoriale coordinato dal Comune di Nole relativo all’integrazione delle connessione ciclopedonale lungo la fascia fluviale del torrente Stura tra Venaria e Lanzo T.se.

Nella primavera del 2015, dopo un intenso lavoro di ricognizione e istruttoria effettuato dalla Cabina di Regia, con Determinazione Dirigenziale n. 187 A19030 del 3 Aprile 2015, ( allegato 2 a colori) sono stati riaperti i termini per la presentazione di nuove domande di ammissione a contributo per l’Asse III. Riqualificazione Territoriale - Attivita' III.1.1. "Tutela dei beni ambientali e culturali" - Progetto strategico "Corona Verde".
Le domande di accesso al finanziamento complete del progetto definitivo dell’intervento presentate entro il 20 aprile 2015  nel rispetto degli indirizzi e prescrizioni contenuti nel “Disciplinare per l’attuazione di interventi finalizzati al recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale per la realizzazione del progetto strategico Corona Verde” approvato con D.D. n. 699 del 23 novembre 2010 così come modificato al punto 3 dell’art. 4.3 con la DD n. 163 dell’1 aprile 2014 e all’art. 3.1 con la DD n. 187 del 3 aprile 2015.

A seguito di tale percorso, con la D. D. n. 462 A19030 del 13 luglio 2015 è stata approvato l’elenco dei progetti ammissibili a contributo:

  • il progetto del Comune di Chieri volto alla riqualificazione ecosistemica del tratto urbano del Rio Tepice;
  • quello del Comune di Pino Torinese che porta a compimento la riqualificazione dei percorsi pedonali lungo la strada Panoramica dei Colli, già iniziata con i progetti del Comune di Torino e del Parco del Po e della Collina Torinese;
  • il progetto del Comune di Sant’Ambrogio, volto a ricostruire il corridoio verde per il passaggio dei camosci e la tutela delle orchidee selvatiche mediante la realizzazione di un ponte tibetano;
  • il progetto del Comune di Collegno, che consentirà la ricucitura paesaggistica e la riqualificazione ambientale dell’accesso sud del Parco Agronaturale della Dora.

I parchi

I parchi

Parchi dell’Area metropolitana: natura e paesaggio a chilometri zero. Natura e Città: si può fare.
È questo il messaggio dei parchi naturali di Torino e dintorni, la loro decennale presenza testimonia che è possibile far convivere i ritmi e il clamore della quotidianità urbana con i ritmi diversi di piante e animali selvatici.
Natura e paesaggio (e storia e arte) sulla porta di casa, un mondo da conoscere: la rul verda, una quercia del Parco della Collina Torinese di Superga che non perde le foglie d’inverno. I boschi di Stupinigi, la Mandria e i suoi silenzi appena “di là del muro”, e, appena più lontana, ai margini del Canavese, la Vauda, con i suoi impensabili orizzonti. E ancora i laghi di Avigliana, il Colle del Lys e il Monte San Giorgio, infine il Po, il suo tempo lento, il suo tranquillo andare.
Corona Verde promuove la conservazione di questi spazi naturali, irrinunciabili oasi verdi che si alternano al tessuto cittadino, ma soprattutto intende rafforzare i collegamenti e le relazioni tra tali aree di interesse naturalistico per la difesa dell’ecosistema e della biodiversità regionale, incentivando la formazione di corridoi verdi a basso disturbo antropico, con alberature e macchie arbustive alternate a radure a prato o la realizzazione di sovrappassi o sottopassi per il passaggio della fauna autoctona. Questi consentono di superare insediamenti o infrastrutture interferenti con la rete ambientale garantendo la protezione dell’avifauna dal rumore e dagli scarichi prodotti dal traffico, tutelando le specie endemiche protette e/o in pericolo di estinzione e controllando al contempo la diffusione di specie invasive (es. scoiattolo grigio).
Corona Verde, inoltre, intende favorire la fruizione di queste aree per avvicinare, far conoscere e “vivere” ai cittadini metropolitani gli spazi verdi e la natura di una parte così “salutare” del proprio territorio.

I fiumi

I fiumi

Il Piemonte è terra ricca di acqua e, in particolare, l’area metropolitana è zona di confluenza in Po di alcuni dei fiumi e dei torrenti più importanti della nostra regione (Sangone, Dora Riparia, Stura di Lanzo, Orco, Malone, Banna, Tepice, Chisola). Il “sistema delle acque” è arricchito anche dal diffuso reticolo di canali, opera dell’ingegno e della tecnica dell’uomo, che ancora oggi supporta l’agricoltura periurbana.
I fiumi, i torrenti, i canali e in generale tutte le aree umide rappresentano l’unico sistema naturale di reti e collegamenti in un territorio particolarmente frammentato (strade, ferrovie, aree urbane, etc.). Essi costituiscono uno dei principali serbatoi di biodiversità e possono garantire spazi residui di naturalità e servizi ecosistemici a supporto della qualità di vita di tutti i cittadini metropolitani. I paesaggi fluviali rappresentano, con le loro caratteristiche, un elemento fondamentale dell’identità territoriale del Piemonte. I sistemi di acqua costituiscono pertanto un patrimonio inestimabile che va tutelato, riqualificato e valorizzato.
Per migliorare le funzioni di corridoio ecologico dei nostri fiumi, Corona Verde promuove interventi lungo le fasce fluviali che ne possano garantire il consolidamento e nel contempo ne preservino la naturalità, con la ricostruzione della loro struttura ecologica e di habitat adatti alla conservazione della fauna e della vegetazione.
Corona Verde rivolge particolare attenzione anche alla valorizzazione delle zone umide, attraverso la ricostruzione di acquitrini, canneti e boschetti idrofili.
La valorizzazione delle componenti caratterizzanti il “paesaggio del fiume”, anche con la realizzazione di percorsi ciclabili o equestri migliora l’accessibilità e promuove un uso diversificato di questi territori (pesca, attrezzature per il gioco, lo sport e il tempo libero).

Le regge

Le regge

La Corona di delitie, secondo la celebre definizione di Amedeo di Castellamonte, indica il complesso di palazzi, “vigne”, ville e castelli destinato al soggiorno e allo svago della dinastia sabauda. Costruito con impianto radiocentrico a formare una corona attorno alla città di Torino, rimane una maestosa testimonianza del potere acquisito da Casa Savoia.
A partire dalle residenze frutto del progetto barocco della Corona, a cui tra Settecento e Ottocento si sono aggiunte quelle acquisite dai sovrani in nome di mutate esigenze di governo, nell’ambito del patrimonio storico-architettonico di Corona Verde, delle originali residenze ducali oggi rimangono: Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, il Castello del Valentino, Villa della Regina, le residenze suburbane di Venaria Reale e di Rivoli, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, Borgo Castello all’interno del Parco della Mandria e il Castello di Moncalieri. Queste concorrono a formare il sito seriale delle Residenze Sabaude, inserito dal 1997 nella lista dei beni UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità.
Il sistema delle Residenze Reali, che annovera nel territorio torinese anche la Basilica di Superga, è considerato strategico per la definizione di un’integrata proposta turistico-culturale. Per questo motivo, Corona Verde promuove interventi tesi al completamento del sistema dei percorsi e della rete di greenways che connettono le Residenze e i principali nodi di interesse naturalistico (fasce fluviali, boscate o agricole), quali il recupero dei tracciati storici e la realizzazione di filari, inquadramenti panoramici e quinte alberate che ne fanno emergere i caratteri storico-ambientali, qualificando paesisticamente gli accessi alle mete di interesse culturale e i contesti aperti naturalistici o rurali.
Il potenziamento di servizi per la fruizione favoriscono, inoltre, la continuità con i nodi di interscambio, con le reti ciclabili e con le greenways già realizzate, la promozione di sistemi di fruizione plurimodale integrata (treno+bici, navette), assicurando al contempo una corretta sistemazione ambientale e paesistica dei servizi destinati alla ricettività.

Le aree rurali

Le aree rurali

L’agricoltura ha un ruolo centrale nella tutela e valorizzazione degli spazi aperti di Corona Verde soprattutto in relazione agli aspetti di gestione e manutenzione delle aree agricole.
Sostenere l’agricoltura periurbana significa promuovere il coinvolgimento del sistema produttivo rurale nei programmi di qualificazione ambientale e paesistica dell’hinterland metropolitano, riconoscendo alle attività agricole un ruolo chiave sia per la produttività agroalimentare sia per i servizi ambientali e le attrezzature del tempo libero.
Corona Verde vuole porre attenzione alle risorse primarie per l’agricoltura concorrendo alla loro tutela: il suolo, attraverso il contenimento del suo consumo nelle aree a maggiore capacità d’uso e le acque, attraverso la valorizzazione delle reti irrigue anche in relazione al loro ruolo di corridoi ecologici e naturalistici.
Riconosce, inoltre, la potenzialità del sistema delle aree agricole quali elementi in grado di riqualificare dal punto di vista paesaggistico il territorio: la realizzazione di siepi, filari intra e interpoderali possono favorire il nuovo disegno del paesaggio periurbano.
Altro tassello è la promozione della multifunzionalità delle aziende agricole, per favorire l’organizzazione e la partecipazione a programmi strategici di gestione delle aree verdi, di interazione con mercati qualificati (km. 0, bio, orti urbani, etc.) e di produzione anche innovativa di servizi agrituristici, con il riuso del patrimonio di cascine storiche e la partecipazione ai progetti locali per la fruizione turistica.
Fondamentale dovrà essere il coordinamento di questi progetti nel quadro dei programmi di gestione promossi da Enti Parco o da altri soggetti di coordinamento intercomunale (Contratti di fiume, di paesaggio, di sviluppo locale) e con le azioni previste dal Programma di Sviluppo Rurale verso i cui obiettivi converge Corona Verde.

Materiale informativo

La brochure


Sintetizza i contenuti del progetto, gli scopi e le prospettive future.

Clicca e scarica la tua copia (file.pdf 6MB circa)

 

 

 

Il depliant


Un’utile mappa ove individuare i punti di interesse salienti del territorio metropolitano destinata a tutti i cittadini interessati riscoprire le peculiarità naturalistiche, paesaggistiche storiche ed architettoniche della Corona Verde. 

Clicca e scarica la tua copia (file.pdf 2 MB circa)

 

 

Il video


Il documentarista Davide Demichelis presenta il patrimonio naturale, ambientale, faunistico e culturale di Corona Verde attraverso un breve viaggio tra parchi, canali, riserve naturali e residenze reali come il Castello della Mandria o la Reggia di Venaria.

Guarda il video

 

 

La guida


14  itinerari, a piedi o in bicicletta, alla scoperta dei parchi, dei fiumi, delle Residenze Reali e dei paesaggi rurali della Corona Verde.
Disponibile in libreria
Titolo: CORONA VERDE - Intorno a Torino fra acque e terre, Regge e cascine
A cura di: Stefano CAMANNI  -  Casa editrice: Neos Edizioni Itinerari - Anno: 2013

Guarda la copertina

 

Le prospettive

Corona Verde non si esaurisce con la realizzazione dei 15 progetti sostenuti dal finanziamento del Programma Operativo Regionale FESR 2007/2013, ma ha obiettivi strategici di tutela, riqualificazione e valorizzazione degli elementi di valore del territorio metropolitano, che sono stati definiti e condivisi da tutti i soggetti sottoscrittori del Protocollo di Intesa.

Obiettivi di medio e lungo periodo che si stanno affacciando alla soglia temporale della prossima programmazione comunitaria (2014/2020) e che sono la condizione necessaria per sperare non solo in una nuova tornata di progetti per realizzare e completare il disegno che si sta definendo con il Masterplan di Corona Verde, ma soprattutto nella diffusione di una nuova cultura di utilizzo e gestione del territorio che riconosca al sistema del verde e in generale ai sistemi ambientali un ruolo centrale per il recupero della qualità della vita di quest’area, tra le più urbanizzate e sfruttate dell’intero Piemonte.

In prospettiva, Corona Verde vorrebbe diventare, nelle intenzioni degli Enti coinvolti, uno dei processi di riferimento delle future politiche di tutela e sviluppo del territorio metropolitano: il verde, accanto alla mobilità e all’energia è, infatti, uno dei temi strategici su cui è auspicabile che tutte le istituzioni decidano di investire con un’azione comune e sinergica. In tale materia solo scelte meditate e condivise a scala di area vasta possono, infatti, dare prospettive attive e durevoli nel tempo: conservazione delle aree libere, tutela e sviluppo del verde, valorizzazione dei beni storico-culturali e delle attività agricole potranno essere i punti di forza di una nuova stagione di azioni sostenibili in grado di contribuire anche a rafforzare l’attrattività e la competitività di questo territorio.

Il modello di governance di Corona Verde e le sue proposte di azione sono la cassetta degli attrezzi già a disposizione dell’area metropolitana per sostenere e dare concretezza a questo disegno.