Regione Piemonte - Ambiente

In questa pagina:

Versioni alternative:


Torna alla home page [1] |


Bulloni e Farfalle



Prossimo appuntamento: 24 maggio 2012 [scarica l'invito]

L'Ambiente nell’etica e nella sacralità
Il prossimo appuntamento nell'ambito della rassegna FORUM NATURAE: Conversazioni sull'Ambiente correlata alla Mostra "Bulloni e farfalle" 150 anni di Ambiente in Piemonte è per il 24 maggio 2012 alle ore 18.00 al Museo di Scienze Naturali di Torino, via Giolitti 36.
Saremo guidati nelle riflessioni da Ermis Segatti, teologo torinese e Docente di Storia del Cristianesimo e di Teologie Extraeuropee presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Torino; cultore del dialogo interculturale e studioso delle Sacre Scritture ebraico-cristiane, potrà mettere in luce la visione del Creato nel Cristianesimo e il rapporto fra l'uomo e la natura nelle varie sfaccettature con le quali è stato vissuto dal mondo occidentale.
Lo affiancherà Stefano Piano, già Professore Ordinario all'Università di Torino di Indologia - disciplina che studia la storia, la cultura e le lingue dell'India - e autore di numerose pubblicazioni, che saprà illustrare la concezione di sacralità che pervade tutta la cultura orientale e che si riflette in modo emblematico nel rapporto di armonia con l’energia cosmica creatrice di ogni forma di vita.
L’occasione di un confronto sulle radici della concezione della natura in occidente e in oriente, sulle loro profonde differenze e nel contempo sugli elementi comuni, offriranno un esempio concreto dell’arricchimento che deriva dallo scambio tra culture diverse, della loro possibile integrazione e del contributo fondamentale di ogni civiltà nella ricerca di un’armonica convivenza tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.

Ingresso gratuito con visita guidata alla Mostra “Bulloni e farfalle”.

 

La mostra

"Bulloni e Farfalle - 150 anni di Ambiente" è il titolo della mostra che dal 30 novembre 2011 al 6 luglio 2012 racconta come nei 150 anni di travolgente sviluppo economico sono cambiati il territorio e l’ambiente del Piemonte, ma più ancora è mutata l’idea di natura e ambiente nella testa dei piemontesi.
Allestita grazie alla collaborazione tra gli Assessorati all’Ambiente e alla Cultura della Regione Piemonte e il Museo Regionale di Scienze Naturali, la Mostra ripercorre, attraverso fotografie, pannelli illustrativi e documentari, l’evoluzione del concetto di Ambiente, racconta come è cambiato il contesto che ci circonda, la percezione della natura e del suo valore, la centralità delle risorse naturali per lo sviluppo e la cura del nostro territorio suscitando, in particolare nei giovani spiriti, coscienza, attenzione e partecipazione alle scelte che facciamo oggi e che saranno determinanti per domani.

 
Bulloni e Farfalle

"Affreschi" e "scenografie" forniscono un quadro significativo ed espressivo della situazione sociale, economica, culturale in genere del nostro territorio in 5 momenti della sua storia:  

  • Metà ottocento (fase preindustriale e preunitaria)
  • Fine ‘800/inizio ‘900 (inizio industrializzazione, sviluppo produzione energia elettrica, sviluppo trasporti, scoperta del territorio per svago e turismo, identificazione del concetto di ambiente con quello di paesaggio, ecc.)
  • Anni venti/trenta (crisi postbellica, sviluppo dell’industrializzazione, affermazione di nuove classi sociali e di modelli di vita, ecc.)
  • Anni sessanta/settanta (ripresa economica dopo la seconda guerra mondiale, aumento della percezione dei problemi ambientali legati ai fenomeni di inquinamento e affermazione di una nuova cultura ambientalista, ecc.)
  • Oggi

L’inaugurazione

Bulloni e Farfalle

La Mostra è stata inaugurata il 29 novembre alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente, Roberto Ravello e dell’attore Luca Argentero, produttore del cortometraggio "We want a future" finanziato dalla Direzione Ambiente, recentemente presentato al Festival del Cinema di Roma.



 

Gli appuntamenti 

"Bulloni e Farfalle" sarà altresì un catalizzatore di altri eventi e approfondimenti delle diverse componenti dell’Ambiente, raccogliendo in un’unica sede, il Museo Regionale di Scienze Naturali, seminari e convegni per operatori del settore nell’arco delle giornate da oggi fino a luglio prossimo e proponendo.
Per un pubblico più vasto, Forum naturae: conversazioni sull’ambiente da dicembre 2011 a giugno 2012 presenta degli appuntamenti preserali, con cadenza almeno mensile, con esperti, artisti, scrittori sui temi che toccano ognuno di noi quali:

CinemaAmbiente

E’ stato dedicato al rapporto tra Cinema e Ambiente, il 15 dicembre scorso, il primo appuntamento della rassegna volta a declinare la sensibilità sugli aspetti ambientali - e la sua evoluzione negli anni - nei diversi comparti che toccano temi della vita e del sapere.
Luca Argentero, attore e conduttore televisivo, ha presentato il cortometraggio We want a future, da lui prodotto con la regia di Myriam Catania e recentemente portato al Festival del Cinema di Roma, nel quale è stata dedicata particolare attenzione al linguaggio delle immagini, veloci, concitate, un “codice” emozionale adatto alle nuove generazioni.
Gaetano Capizzi, direttore di CinemaAmbiente, si è soffermato sullo sviluppo delle attività dell’associazione che ha registrato negli anni un crescendo di pubblico e di interesse per la cinematografia di carattere ambientale.
Un interessante excursus su come è cambiato il cinema ambientale è stato tracciato da Gianni Volpi, storico della materia che ha presentato il volume Cinema e Ambiente realizzato come raccolta e commento dei molti volti del cinema ambientale - documentari, animazioni, fantasy -  accompagnato dalla proiezione di spezzoni delle più significative immagini di film nazionali e internazionali.

La letteratura: scrivere di Ambiente

E’ stato dedicato al rapporto tra Letteratura e Ambiente, il 16 febbraio scorso, il secondo appuntamento della rassegna volta a declinare la sensibilità sugli aspetti ambientali - e la sua evoluzione negli anni - nei diversi comparti che toccano temi della vita e del sapere.
La serata è stata una vera Conversazione tra due sensibili ed argute “signore della scrittura” che hanno saputo portare il loro punto di vista e la loro esperienza su come la letteratura può essere una delle discipline "tradizionali" attraverso cui veicolare i principi dell'etica ambientale e così contribuire a far crescere una diversa cultura individuale sull’Ambiente e sui comportamenti responsabili. Serenella Iovino forte della sua esperienza sul movimento di pensiero dell’ecocriticismo e Alessandra Montrucchio che attraverso i suoi libri si è confrontata anche con i temi ambientali, sono riuscite (insieme) a creare stimoli e varchi di assoluta novità per approcciare la lettura con un diverso punto di vista. Aprire i contenuti di un libro anche con la chiave della ricerca e della scoperta delle parole che gli autori possono dare a chi normalmente non ha voce, a sensibilità ancora troppo di “nicchia” proprio come sono ancora oggi i temi ambientali.
Serenella Iovino e Alessandra Montrucchio si sono proposte con chiarezza ed entusiasmo e soprattutto comunicando con forza le loro emozioni e la loro passione per la scrittura e la letteratura. Una Conversazione che è stato un contributo concreto per chi, appassionato di letteratura e di ambiente, ha voluto approfondire questo particolare rapporto e le sue potenzialità culturali.
Serenella Iovino è Ricercatrice e docente di Filosofia morale all'Università di Torino, autrice di "Ecologia letteraria" ed è stata presidente della European Association for the Study of Literature, Culture, and Environment.
Alessandra Montrucchio è scrittrice torinese, nota ai più anche per la sua rubrica su Torinosette – settimanale de La Stampa – “Cattive ragazze” di cui è curatrice dal 1997.  Con il suo romanzo E poi la sete, edito da Marsilio, ha evidenziato la sua sensibilità per temi attuali e importanti come il valore dell'acqua quale risorsa e diritto dell'umanità.

La Scienza che soccorre alla Natura

L’incontro di Forum Naturae: Conversazioni sull’Ambiente del 15 marzo scorso ha visto come protagonista la Scienza letta ed interpretata come strumento per soccorrere la Natura e aiutare l’uomo a recuperare qualità per l’ambiente e qualità di vita. Un relatore che con la Scienza ha condiviso tutto la sua vita professionale: Piero Bianucci giornalista e scrittore scientifico si è dimostrato, anche in questa serata di conversazione, un eccellente divulgatore e testimone di quell’ “atteggiamento scientifico” che da sempre contraddistingue la sua attività. Ha interpretato in modo molto personale, ma accattivante, il tema della serata destando interesse e discussione tra il pubblico presente. La storia della Scienza piemontese è stata la chiave di lettura per presentare come il pensiero e l’attività dell’uomo hanno modificato e sono venuti in soccorso della Natura e della nostra qualità di vita. La disponibilità di acqua potabile, i trasporti (un esempio fra tutti il traforo del Frejus), la forza motrice elettrica distribuita, la sanità pubblica, l’agricoltura innovativa (un esempio sono le opere di ingegneria quali il canale Cavour), sfruttando le potenzialità della Natura hanno profondamente modificato la vita dell’uomo aumentandone, tra l’altro, in pochi decenni la speranza di vita.
Torino e il Piemonte culla di grandi uomini di scienza: da padre Beccarla che tra i primi ha diffuso una visione galileiana del pensiero scientifico, a Lagrange fondatore dell’Accademia delle Scienze di Torino. Don Bosco ha fatto molto, nella sua missione di pedagogo, anche per divulgare il sistema metrico decimale: Torino città della Misura, grazie anche ai contributi di padre Denza che ha dato vita ad una delle più lunghe e complete serie di misurazioni meteorologiche. Gustavo Colonnetti il fondatore dell’Istituto di Metrologia del CNR di Torino, ora Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica  che svolge le funzioni di istituto metrologico primario, presidio di gran parte della metrologia scientifica in Italia. Sobrero, Bizzozzero, Mosso hanno contribuito alle scoperte nel campo della medicina; Torino Città dell’Auto con gli ingegneri che hanno dato forte impulso alle ricerche per il miglioramento dei motori con innovazioni tecnologiche ormai di uso comune (es: il common-rail - diesel pulito, leggero e silenzioso). Lo standard Mp3 nasce a Torino grazie a Leonardo Chiariglione.
Ma di fronte alle sfide globali che ci stanno investendo quale può essere il ruolo della Scienza e degli uomini di ingegno? L’approcciarsi alla Natura con  i metodi della scienza e gli strumenti della tecnologia, così come è ben emerso dal racconto di Bianucci, è insito nella mente dell’uomo, nel nostro modo di essere e di pensare; la cura della natura, della società, il miglioramento della qualità della nostra vita non possono che sfruttare quanto la scienza e la tecnologia ci possono mettere a disposizione. Non rappresenta una soluzione realistica reagire alle minacce del nostro tempo prevedendo il ritorno ad uno stile di vita semplice, naturale, bucolico; la sfida al contrario è riuscire a trovare il giusto punto di equilibrio nel rapporto tra Scienza e Natura, tra sviluppo e ambiente.

Tradizioni e Natura

L’incontro di Forum Naturae: Conversazioni sull’Ambiente del 5 aprile scorso è stato dedicato ad un tema di particolare interesse – la tradizione - soprattutto se riferito al panorama sociale, economico ed ambientale odierno,  in cui sempre più diffusamente si sta affermando la necessità di  ritrovare un equilibrio corretto nel rapporto, ormai alterato, tra Uomo e Natura. I sistemi naturali sono sottoposti ad un intervento umano paragonabile a quello delle grandi forze che hanno plasmato la storia della Terra; ci troviamo in un nuovo periodo geologico che sempre più spesso sentiamo definire, dal mondo scientifico, come Antropocene, proprio per sottolineare questo ruolo dell’uomo di straordinario modificatore dell'intero sistema Terra.
L’uomo sta prendendo coscienza di questa realtà, è spaesato ma, nella riscoperta delle Tradizioni,  sta individuando una delle vie di accesso per ritrovare un modo corretto per relazionarsi con il mondo. Si sta diffondendo la necessità, un bisogno intimo di recuperare radici e tradizioni, riti e stagioni per incontrare e fare propri i ritmi ed i tempi della Natura; mai come oggi la Tradizione diventa strumento prezioso per soccorrere la Natura e il nostro pianeta.
Piercarlo Grimaldi ha saputo far emergere come proprio nella tradizione, immenso patrimonio culturale (orale e di immagini) che le generazioni che ci hanno preceduto hanno modellato e costruito in un quotidiano, simbiotico rapporto materiale e immateriale con la natura, sia possibile trovare una risorsa importante e inaspettata per l’uomo di oggi che vive la complessità sociale di un mondo che pretende che tutto scorra sempre più veloce senza curasi di chi gli sta a fianco. Ha evidenziato che possono essere i ritrovati ritmi naturali e i cibi della tradizione a farci riscoprire i tratti fondamentali del paesaggio e del territorio e a farci recuperare alcuni valori sociali, basi fondanti delle nostre comunità.
La ricerca e l’esplorazione di spazi e tempi diversi (es: il weekend fuori città), la ricerca di piatti e di sapori delle nostre terre (le vecchie osterie, le sagre e i prodotti locali), la riscoperta delle feste folkloristiche sono tra le manifestazioni più evidenti del nostro tempo di questa intima necessità di ritornare alle radici per recuperare una nuova e migliore qualità di vita.

L’Ambiente e lo sviluppo urbano

È stato dedicato al rapporto tra l’Ambiente e lo sviluppo urbano l’incontro del 19 aprile scorso, tema quanto mai attuale laddove è sempre più significativa la concentrazione della popolazione nelle aree metropolitane che pone la qualità dell’ambiente urbano e periurbano come una delle preoccupazioni centrali delle politiche locali con un duplice obiettivo: migliorare la qualità della vita dei cittadini e ridurre gli impatti dello sviluppo sui sistemi ambientali.
La qualità dell’aria, delle acque, l’inquinamento acustico, il consumo di suolo, i rifiuti, assumono dimensioni maggiormente rilevanti quando incidono in significativi agglomerati urbani, condizionando pesantemente le condizioni di salubrità e di qualità della vita dei residenti e incidendo profondamente sulle componenti naturali.
Ospite della serata Sergio Chiamparino che, a fianco all’Assessore Regionale Roberto Ravello, è stato un testimone importante dell’esigenza – e della complessità - di coniugare ambiente e sviluppo nelle aree urbane quale Sindaco di Torino dal 2001 al 2011 vivendo in prima persona i profondi cambiamenti della città.
Grandi sono state infatti le trasformazioni che ha vissuto recentemente Torino: sono stati ricordati i XX Giochi olimpici invernali che hanno ridefinito il rapporto con le proprie montagne; la riqualificazione dell’area della Spina centrale che, ricomponendo la frattura del tessuto urbano causata dalla secolare presenza dei binari ferroviari, ha offerto la possibilità di un significativo processo di riorganizzazione di aree già urbanizzate nel quale, a fianco delle iniziative di sviluppo urbanistico e valorizzazione di alcuni esempi di architettura industriale, è risultata significativa l’attenzione dedicata alla riqualificazione e fruibilità dell’ambiente; la realizzazione della metropolitana; il delicato comparto della gestione dei rifiuti; il completamento del progetto “Torino città d’acque” che vede nei quattro corsi d’acqua che attraversano la città i corridoi ecologici per eccellenza che coniugano ambiente e paesaggio creando angoli di città da vivere; gli interventi del programma Urban per rilanciare lo sviluppo e migliorare la qualità della vita e dell’ambiente nei quartieri periferici della città.
Sergio Chiamparino, con la semplicità e la schiettezza che lo caratterizza, si è soffermato in particolare sull’esempio della qualità dell’aria, gravoso problema che assilla tutte le grandi città, illustrando come solo grandi trasformazioni strutturali possono significativamente incidere nel miglioramento dei livelli di inquinamento. Riportando la sua esperienza, ha evidenziato che le scelte rilevanti - il rinnovo del sistema di mobilità con il passante ferroviario e la metropolitana, la diffusione del teleriscaldamento – richiedono lunghi anni per la loro realizzazione, travalichino i tempi dei singoli mandati amministrativi e risultino frutto di convergenze di diverse visioni che si susseguono.
Chiamparino ha sottolineato la efficace suggestione del titolo della mostra: bulloni e farfalle, entrambi attraenti simboli di due mondi – lo sviluppo e l’ambiente – che devono reciprocamente rispettarsi per poter convivere in un equilibrato rapporto.


  • L’Ambiente in prima pagina: notizie ed inchieste
  • La Pubblicità: un mezzo per comunicare l’Ambiente
  • L’Ambiente nell’Etica e nella sacralità
  • Il Teatro con la rappresentazione “Tutto solo di Braccia e Badile”
  • La Natura da vivere
  • La Didattica dei valori

 

Info e contatti

Sede: Museo Regionale di Scienze  Naturali, via  Giolitti 36, Torino
Orario mostra "Bulloni e farfalle": tutti i giorni: 10 – 19   Chiuso il martedì
Biglietto € 5,00 intero - € 2,50 ridotto
Info Museo: tel. +39 011 432.6354 - www.mrsntorino.it

 


Servizio a cura della Direzione 10 Ambiente