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Terre e rocce da scavo: le novità

La nuova modalità di gestione è definita in 2 articoli della legge legge n. 98 del 9 agosto 2013

  • articolo 41 comma 2: prevede l’applicazione del Regolamento di cui al d.m. 10 agosto 2012, n. 161 solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a valutazione d'impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale.
  • articolo 41 bis: regola tutte le altre casistiche, ossia i cantieri inferiori a 6.000 mc (c.d. cantieri di cantieri di piccole dimensioni), e tutte le casistiche che non ricadono nel d.m. 10 agosto 2012, n. 161. Tale articolo infatti:
    • abroga l’articolo 8 bis del d.l. 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71;
    • prevede che, in relazione a quanto disposto dall'articolo 266, comma 7, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 ed in deroga a quanto previsto dal regolamento di cui al d.m. 10 agosto 2012, n. 161, i materiali da scavo prodotti nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti, sono sottoposti al regime di cui all'articolo 184-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, a determinate condizioni, estendendo (vedasi comma 5) tale possibilità anche ai materiali da scavo derivanti da attività e opere non rientranti nel campo di applicazione del comma 2-bis dell'articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

L’innovazione più importante del nuovo enunciato normativo prevede che il proponente o il produttore possano attestare il rispetto delle condizioni di cui al comma 1) dell’articolo 41 bis, che rendono possibile sottoporre i materiali al regime di cui all'articolo 184-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, tramite dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti del Testo unico di cui al dpr 28 dicembre 2000, n. 445, da presentare all’Arpa territorialmente competente mentre la modifica dei requisiti e delle condizioni indicati nella dichiarazione deve essere comunicata entro trenta giorni al comune del luogo di produzione.
Il produttore dovrà confermare all’Arpa ed al Comune, territorialmente competenti con riferimento al luogo di produzione e di utilizzo, che i materiali da scavo sono stati completamente utilizzati secondo le previsioni comunicate.
Arpa Piemonte ha provveduto a redigere un modello di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che si può trovare al seguente link:

http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/modulistica

 

Documentazione specialistica

In questa sezione è possibile scaricare i seguenti documenti:

Linee guida per l'utilizzo delle terre e rocce da scavo

Per effetto dell’abrogazione dell’articolo 186, a far data dal 6 ottobre 2012, non trovano più applicazione le “Linee guida per la gestione delle terre e rocce da scavo” adottate con delibera della Giunta regionale n. 24-13302 del 15 febbraio 2010 con l’intento di uniformare l’applicazione delle disposizioni statali e di fornire indirizzi e direttive condivise per il territorio piemontese.

E’ comunque ancora possibile scaricare la D.G.R. n. 24 – 13302 del 15 febbraio 2010 e gli allegati:

Schema di condizioni contrattuali

La Giunta regionale, in coerenza con i provvedimenti e le azioni già adottate per rendere la procedura chiara ed efficace, ha approvato con deliberazione n. 25 - 4754 del 4 dicembre 2006 lo schema, contenuto nell'allegato A, di condizioni contrattuali per la costituzione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa a garanzia degli obblighi derivanti dall'esecuzione di interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente, di siti inquinati, ai sensi del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, art. 242.

E' possibile scaricare la D.G.R. n. 25 - 4754 del 4 dicembre 2006 e l'allegato A.

Criteri e modalità di presentazione ed utilizzo delle garanzie finanziarie per la realizzazione ed il completamento di interventi di bonifica di siti inquinati

La Giunta regionale con deliberazione n. 41-10623 del 6 ottobre 2003 ha approvato i criteri e le modalità di presentazione delle garanzie finanziarie, contenuti nell’allegatoA, per assicurare omogeneità e chiarezza alle procedure e quindi maggiore efficacia alla norma che fornisce alla pubblica amministrazione, in caso di azioni sostitutive, uno strumento importante per la realizzazione ed il completamento di interventi di bonifica già avviati.
E’ possibile scaricare la D.G.R. n. 41 – 10623 del 6 ottobre 2003 e l’allegato A.

Documentazione