Regione Piemonte - Ambiente

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Tematiche ambiente

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Bonifiche di interesse nazionale

“ Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 18 settembre 2001, n. 468, ha approvato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 426, il Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale .

Il programma nazionale provvede alla:

  • individuazione degli interventi di interesse nazionale relativi a siti ulteriori rispetto a quelli di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 426 e all'articolo 114, commi 24 e 25 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
  • definizione degli interventi prioritari;
  • determinazione dei criteri per l'individuazione dei soggetti beneficiari;
  • determinazione dei criteri di finanziamento dei singoli interventi e delle modalita' di trasferimento delle risorse;
  • disciplina delle modalita' per il monitoraggio e il controllo sull'attuazione degli interventi;
  • determinazione dei presupposti e delle procedure per la revoca dei finanziamenti e per il riutilizzo delle risorse resesi comunque disponibili, nel rispetto dell'originaria allocazione regionale delle risorse medesime;
  • individuazione delle fonti di finanziamento;
  • prima ripartizione delle risorse disponibili per gli interventi prioritari

I siti piemontesi inseriti nel Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale sono:

Casale Monferrato – Amianto

Con legge 426/1998 il sito di Casale Monferrato risulta essere fra i primi interventi di bonifica nazionale e con Decreto del Ministero Ambiente del “20/01/2000 viene stabilita la perimetrazione dell'ambito territoriale entro cui procedere agli interventi di bonifica. Il progetto prevede fra l'altro la bonifica del cosìdetto “polverino”, la rimozione delle coperture in cemento-amianto.

Torino – Basse di Stura in Torino – Basse di Stura

L'area è stata oggetto di smaltimento abusivo di rifiuti industriali, principalmente riconducibili alle attività siderurgiche, come sali da rifusione dell'alluminio e scorie di fonderia. L'estensione dell'area, la sua rilevanza ambientale, la prossimità a centri abitati ad elevata densità di popolazione, la pericolosità degli inquinanti, la vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali avevano portato a ritenere la situazione ambientale dell'area ad elevato rischio sanitario ed ambientale. Dal 2013 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha escluso l'area dall'elenco dei siti di interesse nazionale e la competenza amministrativa è passata in capo al Comune di Torino.

Cengio - Acna

Il bacino idrografico del fiume Bormida comprende i bacini del Bormida di Millesimo, del Bormida di Spigno e del Bormida unito fino alla confluenza con il Tanaro. Al suo interno ricade l'area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale caratterizzata dalla presenza dell'ex ACNA il cui stabilimento produttivo è insediato nel Comune di Cengio (Savona) lungo il corso del Ramo di Millesimo del fiume Bormida.

Nel 1987 le Regioni Piemonte e Liguria richiesero al Ministero dell'Ambiente la dichiarazione della Valle Bormida quale zona ad elevato rischio di crisi ambientale. Con D.P.C.M. 18 novembre 1987, furono individuati i 51 comuni interessati nelle Province di Cuneo, Asti ed Alessandria.

Successivamente, con la legge 426/1998, il sito è stato inserito fra le bonifiche di interesse nazionale e gestito, in base alla dichiarazione dello stato di emergenza del 18 marzo 1999, da un Commissario delegato.

Il 23 gennaio 2007 la regione Piemonte ha stipulato con il Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare un Accordo di Programma “per la bonifica ed il recupero ambientale ed economico della Valle Bormida”.

Pieve Vergonte - ex Enichem

Il sito di interesse nazionale è ubicato sull'area dello stabilimento chimico dell'Enichem, sorto intorno al 1915, sulla cui area durante la seconda guerra mondiale fu attivato un centro chimico di produzioni belliche e ove sino al 1996 è stato prodotto DDT. Il sito comprende un'area impianti, un'area esterna ove sono stati nel tempo depositati gli scarti di produzione ed è attraversato dal torrente Marmazza. La perimetrazione del sito riguarda anche il Lago Maggiore, a causa della presenza di DDT. Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha approvato il progetto operativo di bonifica, che comporta interventi a carico di terreni ed acque sotterranee.

Balangero - Miniera S. Vittore

Nella miniera S. Vittore di Balangero è stato estratto amianto a partire dagli anni '20 sino al 1990, anno del fallimento della società Amiantifera di Balangero S.p.A. Tale produzione ha comportato la messa a dimora nei siti limitrofi al bacino di coltivazione di circa 40 milioni di m3 di materiali contenenti amianto. La superficie dell'area perimetrata è pari a circa 310 ettari.

Gli interventi attuati ed in corso riguardano le discariche insistente sul versante Corio e sul lato Balangero, nonchè l'area degli impianti di lavorazione del materiale.

Serravalle Scrivia - Ecolibarna

Il sito “Ex Ecolibarna” è ubicato nel Comune di Serravalle Scrivia, tra il fiume Scrivia, l'autostrada GE – Mi e la ferrovia GE – MI. Il sito dello stabilimento fu sede di un complesso industriale le cui attività di smaltimento determinarono una situazione di contaminazione del terreno e delle acque sotterranee. Il soggetto attuatore degli interventi - individuati dall'Accordo di Programma stipulato tra Ministero dell'Ambiente, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Comune di Serravalle Scrivia - è individuato nella Provincia di Alessandria.