Regione Piemonte - Ambiente

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Acqua

La Regione Piemonte promuove la partecipazione negoziata per gestire e tutelare le acque in modo integrato a livello di bacino e sottobacino idrografico attraverso il Contratto di fiume o il Contratto di lago nel rispetto delle reciproche competenze e dell'autonomia di gestione che caratterizza l'attività di tutti coloro che aderiscono.

 

Cosa sono

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I Contratti di fiume ed i Contratti di lago costituiscono un metodo di lavoro per la gestione negoziata e partecipata delle risorse idriche alla scala di bacino idrografico. Essi non costituiscono un livello aggiuntivo di pianificazione, ma una modalità di gestione del corso d'acqua o del lago, a cui si aderisce volontariamente, attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione e gli interessi presenti sul territorio.

Come nascono

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Il concetto di "Contratto di Fiume", quale strumento per il raggiungimento di obiettivi di qualità attraverso forme di partecipazione pubblica e privata ricorre in numerose iniziative adottate negli ultimi decenni da vari stati europei, quali Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Spagna.
In Italia, il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 15, che detta norme in materia ambientale in recepimento della Direttiva 2000/60/CE   (Direttiva Quadro sulle Acque) per l'azione comunitaria sulle acque dei corpi idrici superficiali e sotterranei, prevede come punto fondamentale " la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all'attuazione dei piani di gestione dei bacini idrografici".

La Regione Piemonte, in coerenza con la normativa statale e le direttive comunitarie, considera i "Contratti di fiume e di lago" quale strumento fondamentale per l'attuazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) che all'art. 10 prevede: ".. sono promosse modalità di gestione integrata a livello di bacino e sottobacino idrografico, che perseguano la tutela e valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico. In tal caso gli strumenti di programmazione negoziata sono denominati contratto di fiume o contratto di lago".

La Regione Piemonte ha rafforzato la valenza istituzionale del Contratto di Fiume e di Lago richiamandolo espressamente nelle Norme Tecniche Attuative del Piano Territoriale Regionale (PTR), adottato con D.G.R. del 16 dicembre 2008, n. 16-10273 (art. 35, commi 2 e 3) (pdf 11 KB).

Il Contratto di Fiume è riconosciuto dal Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Fiume Po  , adottato con Deliberazione del Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino del Fiume Po del 24 febbraio 2010, n. 1, quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque. In particolare, all'art. 6 della citata Deliberazione, recante i criteri generali per l'attuazione del Piano di Gestione, si dispone che per la realizzazione integrata a livello di bacino e sottobacino idrografico delle attività previste dal Piano di Gestione, potranno essere promosse modalità di gestione che si avvalgono degli strumenti di programmazione negoziata, quali i contratti di fiume e di lago.

Gli obiettivi

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Il "Contratto di fiume e di lago", attraverso quanto stabilito nel PTA, ha l'obiettivo di perseguire la tutela e valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi,ed in particolare:

  • la riduzione dell'inquinamento delle acque
  • la riqualificazione dei sistemi ambientali e paesistici e dei sistemi insediativi afferenti ai corridoi fluviali
  • l'uso sostenibile delle risorse idriche
  • il riequilibrio del bilancio idrico
  • la condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell'acqua
  • coniugando tali azioni con la salvaguardia dal rischio idraulico

Per raggiungere tali obiettivi, é opportuno attuare una procedura partecipativa che operi:

  • integrazione verticale, tra diversi livelli di governo;
  • integrazione orizzontale, coinvolgendo istituzioni,associazioni, cittadini
  • integrazione territoriale, tra enti pubblici territoriali confinanti o con qualche interesse comune nelle risorse in oggetto;
  • integrazione e unione delle politiche attraverso dialogo e informazione, trasparenza e prevenzione di conflitti, ma soprattutto lavoro congiunto, creazione di sinergie tra politiche, adozione di obiettivi comuni in politiche di settori diversi.

La Regione Piemonte, oltre a considerare i contratti di fiume come strumento fondamentale di attuazione del PTA per il raggiungimento di obiettivi ambientali,ritiene i contratti di fiume uno strumento utile:

Gli elementi cardine

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I punti focali che regolano l'operatività dei contratti, si esprimono attraverso:

  • l'autonomia e il rispetto delle reciproche competenze dei soggetti pubblici che improntano il loro operato ai principi di reciproca e leale collaborazione ;
  • la creazione di un sistema locale che trovi nella concertazione, nella condivisione ed integrazione delle azioni la prassi di lavoro quale approccio metodologico per il governo delle acque e dell'ambiente ad essa connesso;
  • l'ottimizzazione delle attività nonchê delle risorse umane e finanziarie, anche finalizzata a consentire l'accesso alle forme di finanziamento a livello europeo, nazionale e regionale appositamente previste per la realizzazione di progetti condivisi;
  • nell'ottica di una pianificazione attenta al coinvolgimento e all'attivazione delle risorse locali, i soggetti privati non sono visti unicamente come destinatari degli interventi bensì come portatori anch'essi di una responsabilità sociale che si esprime nella condivisione di soluzioni comuni non contrapponendo gli interessi economici a quelli pubblici.

Quali i soggetti coinvolti

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Da qualche anno, in Piemonte sono stati attivati i primi contratti di fiume e di lago, delineando una ripartizione di ruoli nel rispetto delle singole competenze e dell'autonomia di gestione che caratterizza l'attività di tutti i soggetti operanti.
La Regione ha ritenuto di individuare le Province come Enti coordinatori dei Contratti in virtù delle funzioni amministrative esercitate in materia di acque; inoltre, il livello a scala di Provincia é considerato quello ottimale per facilitare il coinvolgimento nel processo dei vari soggetti locali interessati, sia pubblici:

  • Comuni
  • Comunità Montane
  • Enti Parco
  • Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale

che privati:

  • Associazioni di categoria rappresentative delle attività produttive del territorio
  • Associazioni ambientaliste
  • Rappresentanti delle attività di fruizione turistica e sportiva
  • Cittadinanza e sue rappresentanze

In particolare il ruolo di Regione e Province quali soggetti promotori e coordinatori si attua secondo le seguenti modalità.

La Regione:

  • stabilisce i criteri generali per l'attivazione del contratto
  • incentiva l'attivazione del processo con contributo finanziario
  • fornisce il proprio supporto ai tavoli di lavoro
  • organizza il tavolo di coordinamento regionale
  • elabora linee guida per l'orientamento del percorso metodologico
  • adotta il provvedimento conclusivo della fase di VAS alla quale va sottoposto il "Piano di Azione" dei singoli contratti di fiume.

Le Province:

  • coordinano il processo in quanto titolari di tutte le funzioni amministrative fondamentali in materia ambientale
  • garantiscono il coinvolgimento di altri soggetti pubblici (Comuni rivieraschi, Comunità montane, ATO, ecc.) e di soggetti privati
  • raccolgono conoscenze, criticità e patrimonio progettuale già esistenti
  • coordinano le proposte e ne danno operatività sul territorio attraverso la predisposizione di un "Piano di Azione"
  • garantiscono l'impegno formale a realizzare il Piano d'azione attraverso la sottoscrizione del Contratto
  • predispongono la documentazione necessaria da sottoporre alla procedura di VAS e propongono l'apertura del procedimento.

L'organizzazione del contratto

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L'esperienza maturata in Piemonte ha portato a individuare la struttura organizzativa, gli organi-tipo ed i documenti essenziali che supportano il Contratto.

Struttura organizzativa interna:

  • la Cabina di Regia ha funzioni politico-decisionali e di coordinamento. Essa é costituita dai soggetti istituzionali che rivestono, in ragione delle loro competenze, un ruolo fondamentale per l'elaborazione e l'attuazione del Contratto
  • la Segreteria Tecnica é l'organo tecnico con funzioni operative a supporto alla Cabina di Regia. e, pi in generale, della Provincia di riferimento. Essa e' composta dai soggetti preposti all'elaborazione e alla gestione del Contratto di Fiume
  • l'Assemblea di Bacino rappresenta il Tavolo di concertazione del Contratto attraverso cui si attua la partecipazione degli interessi locali presenti nel bacino idrografico.

Struttura organizzativa di supporto:

Il Tavolo tecnico di Coordinamento regionale é stato istituito dalla DGR 26-7889 del 21.12.2007 (pdf 294 KB) con il compito di "concertare le azioni di indirizzo, supporto e coordinamento dei processi di pianificazione partecipata attuati, ai sensi del Piano di Tutela delle Acque, con i Contratti di Fiume o di Lago". Si tratta di uno strumento volto a migliorare il coordinamento ed il coinvolgimento dei settori provinciali e regionali interessati per materia (ambiente, agricoltura, energia, difesa del suolo, attività produttive, pianificazione del territorio, etc.).

Documenti principali:

  • Dossier Preliminare: é il documento di partenza che é utile per la presentazione, durante la fase di attivazione, delle caratteristiche principali, delle criticità e delle potenzialità del bacino
  • Protocollo d'intesa: e' l'accordo preliminare tra i soggetti che offrono la propria adesione alla partecipazione attiva al processo
  • Piano d'Azione: é la sintesi delle misure, strutturata per priorità, che si intendono attuare per concretizzare gli obiettivi del Contratto (ambientali, naturalistici, di mitigazione del rischio, di fruizione del territorio, di sviluppo, di cultura dell'acqua, etc.); tale documento viene formato e continuamente aggiornato grazie al contributo di tutti i soggetti che partecipano al Contratto; i contenuti del Piano d'Azione sono sottoposti a VAS; il Piano d'Azione, approvato in fase di VAS e da parte dei soggetti firmatari, costituisce allegato sostanziale al Contratto di Fiume e di Lago.

Testo del contratto: é il formale accordo di programmazione negoziata (pdf 9 KB) che i soggetti aderenti stipulano, assumendosi, ognuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, impegni concreti per la realizzazione delle misure e per il monitoraggio di attuazioneCon la stipula del Contratto inizia la fase di attuazione del Piano d'Azione; é opportuno che il Piano d'Azione sia periodicamente verificato ed adattato. E' possibile che ulteriori soggetti si aggreghino successivamente, sottoscrivendo gli impegni fondanti e portando il proprio contributo.

Linee Guida regionali per l'attuazione dei Contratti di Fiume e di Lago

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La complessità del sistema del governo delle acque ha portato alla consapevolezza che solamente un'azione coordinata di tutte le istituzioni può garantire un'azione efficace e sostenibile di gestione dell'ambiente rivolto anche a soddisfare le aspettative delle norme europee.

Per raggiungere tali obiettivi il Piano regionale di Tutela delle Acque ha sancito il principio che “tutte le istituzioni competenti in materia improntano il loro operato ai principi di reciproca leale collaborazione” attraverso il ricorso agli strumenti delle procedure negoziate quali i Contratti di fiume.

Pur rappresentando uno strumento per l'applicazione di una disciplina settoriale, il Contratto diventa la sede privilegiata di concertazione per l'applicazione, a scala di bacino fluviale, delle molteplici politiche del territorio.

Nel corso dell'esperienza maturata nel territorio piemontese è risultata chiara la necessità di dare oggettività e replicabilità ad un percorso metodologico caratterizzato da elementi comuni ma adattabile alle diverse realtà territoriali. Tale esigenza ha portato alla predisposizione di linee guida operative.

A partire dal lavoro di ricerca svolto con il Dipartimento Interateneo Territorio - Politecnico e Università di Torino, è stato quindi predisposto il documento “Linee Guida regionali per l'attuazione dei Contratti di Fiume e di Lago” (pdf 589 KB), quale strumento di supporto volto ad indirizzare analoghe future iniziative, approvato con D.G.R.16-2610 del 19 settembre 2011 (pdf 2.473 KB).

Per semplificare il lavoro degli Enti che devono dare attuazione al processo, le Linee Guida sono integrate da un allegato contenenti “Schemi esemplificativi” (pdf 156 KB) per la predisposizione dei documenti di Contratto, quali il “Protocollo di Intesa”, l'”Abaco delle azioni” e il “Testo del Contratto”.

Quali le prospettive

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La Regione Piemonte ritiene di valorizzare in modo sempre più organico lo strumento del "Contratto di fiume e di lago", attraverso una serie di iniziative, tra le quali:

  • la prosecuzione della cooperazione con le realtà locali, le Province e gli Enti Parco per la attuazione ed estensione dei contratti di fiume
  • la promozione dello sviluppo di nuovi contratti di fiume dando valore alle spinte locali provenienti dai territori
  • la collaborazione con gli altri soggetti regionali e con gli Enti Parco alla stesura della Carta Nazionale dei Contratti di Fiume
  • la sperimentazione di contratti di fiume di dimensione sovraregionale, in coerenza con il Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Fiume Po
  • la definizione di linee guida regionali per declinare nella dimensione piemontese le indicazioni utili ai soggetti che intendano coordinare e sviluppare il contratto di fiume e di lago come strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale.

I Contratti attivati in Regione Piemonte

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La Regione Piemonte, con D.G.R. n. 44-3480 (pdf 24 KB) del 24.07.2006, all'interno del programma di attività in materia di risorse idriche per gli anni 2006 e 2007, ha dato avvio ai contratti di fiume intesi non come singole progettazioni ma come nuovo strumento di governance del territorio attraverso cui condividere obiettivi di recupero, tutela e sviluppo sostenibile; a tale scopo, ha approvato un'attività pluriennale per un impegno finanziario di 400.000,00 finalizzato all'attivazione di "Contratti di fiume".

Nel 2007 Sono stati avviati i primi 4 contratti, in via sperimentale, su aree idrografiche aventi particolari criticità ambientali:

Altre iniziative della Regione Piemonte sono relative ad alcuni bacini lacuali:

  • Per il recupero del lago di Viverone é stato siglato in data 7/3/2008 un Accordo di Programma (pdf 12.377 KB), che vede coinvolti Regione, Province di Biella e Torino e Comuni rivieraschi. L'impegno economico regionale per l'accordo di programma ammonta a . 1.000.000,00. Tra le azioni é prevista l'attivazione del contratto di lago.
  • Con Delibera di Giunta Regionale n° 1-2897 del 9/2/2016 è stato approvato l'Accordo di Programmazione Negoziata denominato "Contratto di lago di Viverone".
  • Con Determinazione Dirigenziale nº395 in data 18/9/2009 (pdf 289 KB) é stato attivato il "Contratto di lago" relativo al bacino dei Laghi di Avigliana, valorizzare la risorsa idrica e gli ambienti ad essa connessi, attraverso il coordinamento della Provincia di Torino e un investimento di . 100.000,00.

Lo strumento del contratto di lago e di fiume andrà esteso, con criteri di progressività e attraverso successive priorità, alle 34 Aree Idrografiche individuate nel PTA sviluppando i processi partecipati presenti e nascenti sul territorio.

Il Contratto del Fiume Bormida

Logo Bormida

La Regione Piemonte, di concerto con la Regione Liguria, ha dato avvio al Contratto di Fiume per il bacino del Bormida.
Questo Contratto prende avvio dall’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Piemonte per il recupero ambientale e socio-economico del territorio dell’intera Valle Bormida.

Le peculiarità di questo processo sono essenzialmente:

  • essere il primo Contratto di fiume attivato dalla Regione Piemonte che coinvolge i territori di due regioni contermini nonché delle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Savona
  • estendersi su tre sottobacini idrografici: Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno e Basso Bormida
  • l'integrazione degli aspetti ambientali con quelli legati alle componenti sociali ed economiche. Il Contratto dovrà quindi definire un Piano d'Azione che comprenda tutte e tre le componenti. Per garantire questa integrazione le Regioni si avvalgono della collaborazione rispettivamente di Finpiemonte S.p.A. e Filse S.p.A.

 

IIl contratto di Fiume del bacino del Bormida va a mosaicarsi con i contermini contratti di Fiume del bacino del Belbo e del bacino dell’Orba.
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