Regione Piemonte - Ambiente

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Tematiche ambiente

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Acqua

Acque superficiali

La Regione Piemonte ha ottemperato ai disposti della norma di recepimento nazionale della direttiva 2000/60/CE identificando, ai sensi dell’allegato 3 alla parte terza del d.lgs 152/2006, come modificato dal DM 56 del 14 aprile 2009, 11 potenziali siti di riferimento fluviali, su un totale di 439 corpi idrici significativi soggetti ad obiettivi di qualità. L’elenco dei potenziali siti di riferimento è stato notificato al Ministero dell'Ambiente, che ha in corso il processo di validazione per la conferma definitiva delle proposte regionali realtive all’intero teritorio nazionale. (gennaio 2014)

  • Studio sull’analisi dell'apporto di DDT dal fiume Toce al lago Maggiore. (giugno 2010)
    • Geologia e idrostratigrafia profonda della Pianura Padana occidentaleAl fine di verificare la presenza di D.D.T. e composti correlati nel fiume Toce e l’apporto al lago Maggiore considerando la frazione disciolta nell’acqua, il materiale trasportato e i sedimenti in condizioni idrologiche diverse compresi gli eventi di piena e tenendo conto anche delle attività legate alla bonifica del sito di Pieve Vergonte, la Direzione Ambiente ha attivato, nel corso del 2008, il progetto “Valutazione dell’apporto di D.D.T. dal Fiume Toce al Lago Maggiore”.
      Per la realizzazione del progetto in questione, di durata biennale, la Direzione Ambiente, in considerazione dell’elevata complessità scientifica dei fenomeni da indagare, si è avvalsa della collaborazione scientifico - istituzionale del Politecnico di Torino e dell’ARPA Piemonte.
      La pubblicazione, a conclusione del progetto in argomento, raccoglie le relazioni scientifiche, rispettivamente del Politecnico di Torino e dell’ARPA Piemonte, quali prodotti finali delle specifiche Convenzioni di ricerca. In ciascuna relazione viene riportata la descrizione delle attività effettuate e i risultati ottenuti da ciascun Ente, quale contributo al risultato complessivo del progetto, frutto della proficua collaborazione istituzionale fra i diversi soggetti partecipanti.
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  • Studio sulla conoscenza della riserva nevosa anche attraverso l'attivazione di siti sperimentali di misura e messa a punto di indicatori dello stato quantitativo delle risorse idriche. (luglio 2010)
    • Geologia e idrostratigrafia profonda della Pianura Padana occidentalePer fronteggiare i sempre più frequenti fenomeni di crisi idrica nel periodo estivo, con gravi ripercussioni sul sistema delle utilizzazioni e sull’ambiente idrico è stato avviato, nel corso del 2007, un progetto finalizzato alla conoscenza della risorsa nevosa, anche attraverso la realizzazione di siti sperimentali di misura e alla messa a punto di indicatori dello stato quantitativo delle risorse idriche.
      Per la realizzazione del progetto in questione, di durata triennale, la Direzione Ambiente, in considerazione dell’elevata complessità scientifica dei fenomeni da indagare, si è avvalsa della collaborazione scientifico - istituzionale del Politecnico di Torino e dell’ARPA Piemonte.
      A conclusione delle attività del Gruppo di lavoro è stato, quindi, predisposto un apposito rapporto tecnico finale il quale riporta la descrizione delle attività effettuate e il risultato complessivo del progetto, frutto della proficua collaborazione istituzionale fra i diversi soggetti partecipanti.
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Acque Sotterranee

  • Studio sull’andamento della falda idrica a superficie libera nel territorio di pianura Piemontese.
    • Al fine di ricostruire l’andamento della falda idrica a superficie libera nel territorio di pianura Piemontese e individuare le principali vie di deflusso idrico sotterraneo, è stato condotto a seguito di una convenzione stipulata con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, uno studio della piezometria della falda superficiale. A tale scopo è stata condotta una campagna piezometrica su numerosi punti d’acqua che ha permesso l’elaborazione della “Carta delle isopiezometriche della falda idrica a superficie libera relativa al territorio di pianura della Regione Piemonte alla scala 1:250.000” e della “Carta della soggiacenza della falda idrica a superficie libera relativa al territorio di pianura della Regione Piemonte alla scala 1:250.000”.
      Le risultanze di tale studio sono comprese nella pubblicazione “Idrogeologia della pianura piemontese”, Regione Piemonte 2005 disponibile presso la Direzione Ambiente.
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Acque destinate al consumo umano

Decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 - Norme in materia ambientale

Un contributo tecnico per la riscrittura della Parte III - Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche. (20 novembre 2006)

Inquinamento diffuso

  • Utilizzazione agronomica acque di vegetazione e sanse umide dei frantoi oleari – Regolamento regionale 7/R 2010 (22 settembre 2011)
    • Il Regolamento regionale 1° marzo 2010, n. 7/R, emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale in data 1° marzo 2010 e pubblicato sul B.U.R. n. 9 del 4 marzo 2010, disciplina l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide che derivano dalle operazioni di frangitura delle olive in tutte le fasi, dalla produzione fino all’applicazione al terreno.
      Il regolamento 7/R/2010 è stato predisposto in attuazione della legge regionale 29 dicembre 2000, n. 61 (Disposizioni per la prima attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque), del Piano di tutela delle acque, e sulla base delle disposizioni di cui alla legge 11 novembre 1996, n. 574 (Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari) e al decreto ministeriale 6 luglio 2005 (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari, di cui all’articolo 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152).

      Obblighi amministrativi e modulistica
      Ogni frantoio ed ogni azienda agricola esistente che produce e/o intende utilizzare a fini agronomici le acque di vegetazione e le sanse deve comunicare annualmente alla Provincia competente, almeno 30 giorni prima dello spandimento, la propria situazione aziendale relativamente alla produzione stimata di sanse e di acque di vegetazione, allo stoccaggio e ai terreni destinati all’uso agronomico.
      Il regolamento 7/R/2010 e s.m.i. prevede che l’utilizzazione agronomica sia subordinata ad una comunicazione preventiva, da inviare alla Provincia territorialmente competente, compilata su supporto cartaceo sulla base dello schema di comunicazione approvato con d.d. n. 601 del 6 settembre 2012 (schema comunicazione frantoi).
      In particolare, le aziende con capacità effettiva di lavorazione superiore a 2 tonnellate di olive nelle otto ore devono presentare una comunicazione contenente i dati indicati nell’Allegato A e la relazione tecnica di cui all’Allegato B del suddetto regolamento. Il punto 2.1 della parte A dell’allegato B prevede espressamente che la valutazione dell’idoneità del sito oggetto di spandimento sia condotta sulla base della carta dell’attitudine dei suoli allo spandimento dei reflui oleari, reperibile al seguente indirizzo:
      http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/suoli/documentazione/spandimento.htm
  • Utilizzazione agronomica effluenti zootecnici e acque reflue: disciplina generale e programma d’azione per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola - Regolamento regionale 10/R 2007 (3 marzo 2016)
    • Il Regolamento regionale 29 ottobre 2007, n. 10/R, emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale in data 29 ottobre 2007 e pubblicato sul B.U.R. n. 44 del 31 ottobre 2007 - Atti della Regione – è entrato in vigore il 1° gennaio 2008.
      Lo stesso è stato modificato e integrato dai seguenti atti:
      Regolamento regionale 19 maggio 2008, n. 8/R (B.U.R. 22 maggio 2008, n. 21)
      Regolamento regionale 22 dicembre 2008, n. 19/R (B.U.R. 24 dicembre 2008, n. 52)
      Regolamento regionale 23 febbraio 2009, n. 2/R (B.U.R. 26 febbraio 2009, suppl. al n. 8)
      Regolamento regionale 28 luglio 2009, n. 9/R (B.U.R. 30 luglio 2009, n. 30)
      Regolamento regionale 17 dicembre 2010, n. 20/R (Supplemento n. 2 del 20 dicembre 2010 al B.U.R. 16/12/2010, n. 50)
      Regolamento regionale 20 settembre 2011, n. 7/R (B.U.R. 22/09/2011, n. 38)
      Regolamento regionale 29 febbraio 2016, n. 2/R (B.U.R. 03/03/2016, n. 9)
      Su ARIANNA, la Banca dati leggi regionali del Piemonte, è possibile reperire il testo coordinato del vigente Regolamento 10/R e s.m.i.
      Tale regolamento disciplina
      • l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, delle acque reflue provenienti dalle aziende agricole e da piccole aziende agroalimentari e del digestato nelle zone non designate come vulnerabili da nitrati,
      • il programma d’azione per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola,
      e abroga quindi gli articoli 3 e 4 e l’allegato B del regolamento regionale 9/R del 2002.
      29/2/2016 - La Giunta ha approvato con D.G.R. n. 19-2971 alcune modifiche al Regolamento regionale 10/R/2007, in recepimento del nuovo quadro normativo nazionale. Tali modifiche entreranno in vigore solo dopo l'entrata in vigore del D.M. 7/4/2006 modificato; ne sarà data notizia anche sul B.U.R. .
      29/2/2016 - La Commissione Europea ha concesso al Piemonte il rinnovo della deroga alla direttiva nitrati per il quadriennio 2016-2019. Tutte le informazioni operative sono reperibili al seguente indirizzo: Informazioni sull’applicazione del Regolamento regionale 10/R/2007
  • Il riutilizzo dei Reflui da cantina (29 giugno 2012)
    • Con D.G.R. n. 33-12520 del 9 novembre 2009 sono state approvate le “Norme tecniche per l’utilizzazione di indirizzo agronomico delle acque reflue di cantina finalizzata alla veicolazione di prodotti fitosanitari”.
      Le acque reflue provenienti dalle operazioni di trasformazione dell’uva in vino, effettuate dalle aziende agricole che esercitano anche attività di trasformazione e valorizzazione della produzione viticola, possono essere reimpiegate a fini agronomici, tramite l’applicazione al terreno oppure essere utilizzate per veicolare i prodotti fitosanitari.
      L’utilizzazione agronomica di tutte le acque reflue, comprese quelle di cantina, è disciplinata in tutte le fasi - dalla produzione fino all’applicazione al terreno - dal Regolamento regionale 29 ottobre 2007, n. 10/R e s.m.i., in attuazione al D.M. 7 aprile 2006 che, al comma 4 dell’art. 11, prevede forme di utilizzazione delle acque reflue di indirizzo agronomico diverse da quelle considerate abitualmente, quali la veicolazione di prodotti fitosanitari.
      Il regolamento 10/R/2007 ha fatto propria questa opportunità demandandone la disciplina ad apposite norme tecniche, contenute nell’allegato 1 alla  D.G.R n. 33-12520 del 9 novembre 2009. L’aspetto innovativo riguarda l’uso delle acque reflue di cantina, in sostituzione dell’acqua, quale mezzo disperdente del formulato commerciale fitoiatrico per la preparazione della miscela destinata ai trattamenti fitosanitari.
      Le Norme tecniche definiscono le modalità di utilizzo di tali acque reflue e contemplano una serie di raccomandazioni finalizzate a consentirne il reimpiego in agricoltura per la veicolazione dei prodotti fitosanitari.
      Poiché tali acque reflue potrebbero contenere tracce di prodotti utilizzati per il lavaggio di attrezzature e impianti utilizzati nel processo di vinificazione, le Norme tecniche sono state approvate limitatamente per la veicolazione dei prodotti fitosanitari destinati ai trattamenti diserbanti, e a tutti gli altri trattamenti fitoiatrici fino alla fase fenologica della fioritura.
  • Acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio di aree esterne – Regolamento regionale 1/R/2006 come modificato dal Regolamento regionale 2 agosto 2006, n. 7/R (23 gennaio 2007)
    • Il regolamento regionale 1/R del 20 febbraio 2006, entrato in vigore il 24 febbraio 2006 e successivamente modificato con il regolamento regionale 2 agosto 2006, n. 7/R e con il regolamento regionale 4 dicembre 2006, n. 13/R, disciplina le acque meteoriche di dilavamento e le acque di lavaggio di aree esterne, in attuazione della legge regionale 29 dicembre 2000, n. 61.
      La parte più rilevante e di immediata applicazione del regolamento (il Capo II) si occupa in particolare delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, identificando in primo luogo le fattispecie che per la loro potenzialità inquinante meritano apposita disciplina.
      Definiti i possibili recapiti delle predette acque, la relativa disciplina si basa sull’adozione ed il mantenimento in buono stato di manutenzione dei sistemi di gestione, raccolta e trattamento direttamente proposti dal titolare dell’insediamento in un apposito Piano di prevenzione e di gestione, redatto sulla base delle peculiarità locali e delle caratteristiche delle superfici interessate dal dilavamento meteorico o dalle operazioni di lavaggio ed approvato, con le prescrizione del caso, dalla competente autorità di controllo.
      In ultimo il regolamento disciplina i termini di adeguamento degli insediamenti esistenti, tenendo in debito conto le scadenze collegate all’attuazione del d.lgs. 59/2005 per gli impianti soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, nonché i criteri per la definizione da parte delle Autorità d'ambito della tariffa per l’eventuale immissione in rete fognaria.
      Documento con le precisazioni del caso
      Legge regionale 29 dicembre 2000, n. 61

Piano di Azione Locale (PAL)

Scarichi

Servizio Idrico Integrato

Uso delle acque pubbliche

Canoni per uso delle acque pubbliche

  • Modalità di pagamento del canone per uso di acqua pubblica
    • Il pagamento del canone per uso di acqua pubblica può essere effettuato utilizzando le seguenti modalità:
      • mediante bollettino postale su c/c postale n. 22208128;
      • con bonifico bancario codice IBAN IT 03 T 07601 01000 000022208128
    • riportando:
      • il beneficiario "Regione Piemonte"
      • la causale di pagamento specificando: Codice Utenza e Anno al quale si riferisce il pagamento seguiti dalle parole "Canone uso di acqua pubblica".
    • Il canone dovuto deve essere pagato entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento.
      Il mancato ricevimento dell'avviso di pagamento non esonera dall'obbligo del versamento del canone.
  • Istanza di rimborso di quote di canone demaniale per uso di acqua pubblica
    • L'istanza di rimborso di quote di canone demaniale per uso di acqua pubblica impropriamente versate alla Regione deve essere redatta compilando e sottoscrivendo l'apposito MODULO da inviare al seguente indirizzo:
      Regione Piemonte
      Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio
      Settore Tutela delle acque
      Via Principe Amedeo, 17
      10123 TORINO

      All'istanza deve essere allegata copia fotostatica di un documento di identità valido e copia fotostatica delle ricevute di versamento
      Per ogni eventuale chiarimento è possibile contattare la Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio, inviando una e-mail
      a uso.acqua@regione.piemonte.it , oppure telefonando al numero verde della Regione Piemonte 800-333444 .
  • Disciplina dei canoni regionali per l’uso di acqua pubblica - Regolamento regionale 15/R/2004 e Regolamento regionale 6/R/2005
    • Dal gennaio 2001 le funzioni in materia di determinazione, introito e destinazione dei canoni demaniali per uso di acqua pubblica sono esercitate dalla Regione in forza dei disposti del decreto legislativo 112/1998 e dei successivi provvedimenti nazionali e regionali di attuazione.
      Conseguentemente con la Legge finanziaria 2002 (l.r. 5 agosto 2002 n. 20, Capo III, articoli 12, 14. 15, 16 e 18) sono state poste le basi per la nuova disciplina del sistema di determinazione e riscossione dei canoni per l’uso delle acque pubbliche, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale e in applicazione delle linee della politica regionale di settore.
      In sede di prima attuazione della predetta legge regionale, è stato quindi emanato il regolamento regionale 15/R del 6 dicembre 2004, con il quale sono stati disciplinati i fondamentali istituti del processo di versamento, introito e riscossione dei canoni, tra cui i casi di esenzione, riduzione o maggiorazione del canone, le modalità di versamento del canone, il rimborso delle somme versate in eccesso e gli interessi dovuti per omesso, insufficiente o ritardato pagamento.
      Al fine di dare compiuta definizione alla nuova e organica disciplina della materia, con il regolamento regionale 6/R del 10 ottobre 2005 si è provveduto alla determinazione, per ogni uso dell’acqua, dell’importo unitario del canone dovuto annualmente e la misura del canone minimo.
      Pertanto dal 1° gennaio 2006, data di entrata in vigore del regolamento in questione, non trovano più applicazione nell’ordinamento regionale le norme statali in materia di misura dei canoni per l’utilizzo delle acque pubbliche, bensì quelli determinati dall’Amministrazione regionale.
    • Riferimenti normativi:
      Decreto del Presidente della Giunta regionale 8 aprile 2015, n. 3/R. -Regolamento regionale recante: “Adeguamento del regolamento regionale 6 dicembre 2004, n. 15/R (Disciplina dei canoni regionale per l’uso di acqua pubblica ‘Legge regionale 5 agosto 2002, n. 20’ e modifiche al regolamento regionale 29 luglio 2003, n. 10/R ‘Disciplina dei procedimenti di concessione di derivazione di acqua pubblica’)”
      - BURP n. 15 del 16 / 04 / 2015

Provvedimenti aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano ai sensi del r.r. 15/R/2006

  • D.D. n. 43 del 27/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “Bersaglio 1” – codice univoco TO-P-06334 e “Bersaglio 2” – codice univoco TO-P-06008, ubicati nel Comune di Luserna San Giovanni (TO).
  • D.D. n. 24 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “AVG 21 – Ponte Dora 1” e “AVG 22 – Ponte Dora 2”, ubicati nel Comune di Avigliana (TO).
  • D.D. n. 25 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia della sorgente potabile denominata “Renetta”, gestita dall’Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. (A.L.A.C. S.p.A.) e ubicata nel Comune di Vernante (CN).
  • D.D. n. 26 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia delle sorgenti potabili denominate “Borello inferiore” e “Borello superiore”, gestite dall’Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. (A.L.A.C. S.p.A.) e ubicate nel Comune di Roburent (CN).
  • D.D. n. 27 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia della sorgente potabile denominata "Mondini", gestita dall'Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. (A.L.A.C. S.p.A.) e ubicata nel Comune di Roburent (CN).
  • D.D. n. 28 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di cinque sorgenti potabili (SII075 – SII076 – SII077 – SII078 – SII080) ubicate in località Monte Rovella, nel Comune di Bioglio (BI), captazioni a servizio dell’acquedotto del Comune di Vallanzengo (BI) e gestite dal Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.A. (S.I.I. S.p.A.).
  • D.D. n. 29 del 18/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del campo-pozzi ubicato in località Tetti Agostino, costituito da sette pozzi denominati “P4”, “P5”, “P7”, “P8-T1”, “P10”, “P11” e “P12”, campo-pozzi ubicato nel Comune di Santena (TO).
  • D.D. n. 13 del 09/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili – codice identificativo opere A/001/VIG e A/002/VIG – ubicati presso località Trebbi e Sindaluna, nel Comune di Viguzzolo (AL) e gestiti dalla Società Gestione Acqua S.p.A..
  • D.D. n. 12 del 09/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di una sorgente potabile a servizio dell’Acquedotto di Frazione Villaro, captazione gestita dall’Azienda Cuneese Dell’Acqua S.p.A. (A.C.D.A. S.p.A.) e ubicata nel Comune di Ormea (CN).
  • D.D. n. 10 del 09/12/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia della sorgente potabile localizzata nella galleria ferroviaria del Colle di Tenda, captazione gestita dall’Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. (A.L.A.C. S.p.A.) e ubicata nel Comune di Limone Piemonte (CN).
  • D.D. n. 1 del 02/01/2017
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di una sorgente potabile denominata “Caudana”, ubicata nel Comune di Portula (BI) e gestita dal CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A.
  • D.D. n. 487 del 15/12/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo potabile – codice identificativo opera A/001/CAS-SCR – ubicato in Via De Gasperi, nel Comune di Castelnuovo Scrivia (AL) e gestito dalla Società Gestione Acqua S.p.A.
  • D.D. n. 488 del 15/12/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia delle sorgenti potabili denominate “Roatte”, “Sotti”, “Gurè” e “Oro”, ubicate nel Comune di Montaldo Mondovì (CN) e della sorgente denominata “Groppignano”, situata nel Comune di Roburent (CN), captazioni gestite dal Consorzio Acquedotto Rurale S. Anna Collarea.
  • D.D. n. 418 del 04/11/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di ventitre sorgenti (“Credarian 1”, “Credarian 2”, “Credarian 3”, “Credarian 4”, “Credarian 5”, “Grotta Alta”, “La Pasera Bassa”, “La Pasera Feies 1”, “La Pasera Feies 2”, “Mondrone 1”, “Mondrone 2”, “Pansenis 1”, “Pansenis 2”, “Pansenis 3”, “Pansenis 4”, “Pianetti 1 Alta”, “Pianetti 2 Bassa”, “Rio Ru 1”, “Rio Ru 2”, “Rio Ru 3”, “Rocce del Cresto 1”, “Rocce del Cresto 2” e “Rocce del Cresto 3”), ubicate nel Comune di Ala di Stura (TO).
  • D.D. n. 419 del 04/11/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del campo-pozzi ubicato in Località Belbo, nel Comune di Bossolasco (CN) e costituito da due pozzi gestiti dalla Società Alta Langa Servizi S.p.A. (A.L.SE. S.p.A. ) identificati dai codici univoci CN-P-10188 e CN-P-15331 (e la trincea drenante CN-S-12091 ad esso collegata).
  • D.D. n. 422 del 04/11/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di un pozzo potabile - codice identificativo opera A/001/ISO - ubicato immediatamente a Nord della Strada comunale Brusa Vecchia per frazione Capraglia, nel Comune di Isola Sant'Antonio (AL) e gestito dalla Società Gestione Acqua S.p.A..
  • D.D. n. 403 del 24/10/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili – codice identificativo opere A/001/CAS-GUI e A/002/CAS-GUI – ubicati presso Cascina Clorenza in Strada Vicinale del Torrazzo, nel Comune di Castellar Guidobono (AL) e gestiti dalla Società Gestione Acqua S.p.A..
  • D.D. n. 404 del 24/10/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili – codice identificativo opere A/001/PNT e A/002/PNT – ubicati nel concentrico del capoluogo ad una distanza di pochi metri l’uno dall’altro in prossimità di Corso Tortona, nel Comune di Pontecurone (AL) e gestiti dalla Società Gestione Acqua S.p.A..
  • D.D. n. 370 del 03/10/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “Paschere” – codice univoco TO-P-03856, ubicato nel Comune di Cavour (TO).
  • D.D. n. 343 del 15/09/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di venti sorgenti potabili ("Bianco", "Bracchiello 1", "Bracchiello 2", "Bracchiello 3", "Cernesio 1", "Cernesio 2", "Chiampernotto 1", "Chiampernotto 2", "Chiampernotto 3”, "Ciapril", "Fontanassa 1", "Fontanassa 2", "Fontanassa 3", "Grange 1", "Grange 2", "Runch", "Subiola", "Voragno 1", "Voragno 2" e "Voragno 3"), ubicate nel Comune di Ceres (TO).
  • D.D. n. 342 del 15/09/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “Gerbole” – codice univoco TO-P-11547, ubicato nel Comune di Rivalta di Torino (TO).
  • D.D. n. 287 del 29/07/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del campo-pozzi “Bauducchi”, costituito da sei pozzi denominati, rispettivamente, “P2bis” (TO-P-05307), “P4” (TO-P-06028), “P5” (TO-P-06029), “P6” (TO-P-06030), “P7” (TO-P-06031) e “P8” (TO-P-06032), campo-pozzi ubicato nel Comune di Moncalieri (TO).
  • D.D. n. 286 del 28/07/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di nove sorgenti potabili denominate, rispettivamente, “Andriera”, “Crot”, “Malciaussia dx”, “Malciaussia sx”, “Margone”, “Perinera dx”, “Perinera sx”, “Piazzette dx” e “Piazzette sx”, ubicate nel Comune di Usseglio (TO).
  • D.D. n. 260 del 19/07/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo potabile denominato “P3”, ubicato in Regione Pralino, nel Comune di Sandigliano (BI) e gestito dal Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.A. (S.I.I. S.p.A.) – Modifica della determinazione n. 426 del 17 ottobre 2012.
  • D.D. n. 230 del 06/07/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di sei trincee drenanti denominate “T1”, “T2a”, “T2b”, “T3a”, “T3b” e “T3c” e di tre sorgenti denominate “F”, “G” e “L”, captazioni potabili gestite dal CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A. e ubicate in località Valmaggiore, nei Comuni di Quarona (VC) e di Breia (VC).
  • D.D. n. 202 del 13/06/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di due sorgenti potabilidenominate “Tetto Minet” e “Vallone Sant’Anna”, ubicate nel Comune di Bernezzo (CN) e gestite dall’Azienda Cuneese Dell’Acqua S.p.A. (A.C.D.A. S.p.A.).
  • D.D. n. 200 del 13/06/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “CMG11” – codice univoco TO-P-06381, ubicato nel Comune di Chiusa San Michele (TO).
  • D.D. n. 184 del 01/06/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “P66” e “P67”, ubicati nel Comune di Venaria Reale (TO).
  • D.D. n. 162 del 23/05/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “P3” – codice univoco TO-P-03462, ubicato nel Comune di Barone Canavese (TO).
  • D.D. n. 155 del 13/05/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “Orio” – codice univoco TO-P-05343, ubicato nel Comune di Orio Canavese (TO).
  • D.D. n. 139 del 02/05/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del campo-pozzi “Sangone”, costituito da sei pozzi denominati, rispettivamente, “P3” (TO-P-06036), “P4” (TO-P-06037), “P5” (TO-P-06038), “P6” (TO-P-06039), “P7” (TO-P-06040) e “P8” (TO-P-06041), campo-pozzi ubicato nel Comune di Moncalieri (TO).
  • D.D. n. 129 del 19/04/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “Cascina Nuova” – codice univoco TO-P-05626 e “Pasta” – codice univoco TO-P-05627, ubicati nel Comune di Rivalta di Torino (TO).
  • D.D. n. 120 del 07/04/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo potabile denominato “P1” – codice univoco TO-P-03994, ubicato nel Comune di Feletto (TO).
  • D.D. n. 119 del 07/04/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “Olmo” – codice univoco TO-P-05744 e “Morelli” – codice univoco TO-P-05543, ubicati nel Comune di Gravere (TO).
  • D.D n. 100 del 24/03/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di due sorgenti potabili – S1 e S2 – a servizio di frazione Mornengo, Comune di Bioglio (BI), captazioni ubicate nei Comuni di Bioglio (BI) e di Pettinengo (BI) e gestite dall’Acquedotto Consortile Frazione Mornengo.
  • D.D n. 101 del 24/03/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di ventotto captazioni acquedottistiche, costituite da ventisette sorgenti e da una presa d’acqua superficiale dal Rio Venalba, captazioni ubicate nel Comune di Mosso (BI) e gestite dal Cordar S.p.A. Biella Servizi.
  • D.D n. 77 del 09/ 03/ 2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di quattro captazioni potabili denominate “Lilla” (TO-S-00862), “Baronis” (TO-S-00863), “Scarnasso” (TO-S-00864) e “Acquaviva” (TO-S-00865)”, ubicate nei Comuni di Sangano (TO) e Trana (TO).
  • D.D n. 50 del 19/02/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del campo-pozzi ubicato in Località “Terranova”, nel Comune di Casale Monferrato (AL), campo-pozzi costituito da sei captazioni – denominate P1, P2, P3, P4bis, P5 e P6bis – e gestito dall’Azienda Multiservizi Casalese S.p.A. (A.M.C. S.p.A.).
  • D.D n.47 del 15/02/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati "Moreis Vecchio" e "Moreis Nuovo", ubicati nel Comune di Pocapaglia (CN).
  • D.D n. 26 del 28/12/2016
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati, rispettivamente, "Raggiera" - codice univoco TO-P-02939 e "Nuovo" - codice univoco TO-P-02938, ubicati nel Comune di Ciriè (TO)
  • D.D n. 12 del 18/01/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell’area di salvaguardia di due sorgenti potabili denominate, rispettivamente, “San Bus” e “Fontanile”, ubicate nel Comune di Monastero di Lanzo (TO)
  • D.D n. 11 del 18/01/2016 - Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati, rispettivamente, “G51” – codice univoco TO-P-06437 e “G52” – codice univoco TO-P-06436, ubicati nel Comune di La Cassa (TO)
  • D.D n. 536 del 03/12/2015 - Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell’area di salvaguardia dell’opera di presa acquedottistica sul Rio Blet, in Comune di Ornavasso (VB)
  • D.D n. 537 del 03/12/2015 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un’opera di presa acquedottistica sul Rio Bodro, ubicata nel Comune di Ailoche (BI) e gestita dal CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A
  • D.D n. 538 del 03/12/2015 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due pozzi potabili denominati “S1” e “S2”, ubicati nel Comune di Serravalle Sesia (VC)
  • D.D n. 519 del 23/11/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia dei pozzi potabili denominati “Ferrera” (SII115) – codice univoco VC-P-00428 e “Campagna” (SII116) – codice univoco VC-P-00429, ubicati nel Comune di Crescentino (VC) e gestiti dal Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.A. (S.I.I. S.p.A.).
  • D.D n. del 2/11/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia della captazione potabile asservita al Consorzio Acquedotto Rurale San Rocco e ubicata in Frazione Borretti, nel Comune di Ceresole d’Alba (CN).
  • D.D 476 del 2/11/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo potabile denominato “P9-T2” – codice univoco TO-P-10060, ubicato nel Comune di Santena (TO).
  • D.D n. 461 del 20/10/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di due sorgenti potabilidenominate “Murcin” (S3) e “Panada” (S4), ubicate nel Comune di Boves (CN).
  • D.D n. 460 del 20/10/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato “Fasanera” – codice univoco TO-P-04495, ubicato nel Comune di San Gillio (TO).
  • D.D n. 459 del 20/10/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato “S3”, ubicato in località Bornate, nel Comune di Serravalle Sesia (VC) – Modifica della determinazione n. 243 del 18 giugno 2015.
  • D.D n. 438 del 08/10/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di una sorgente potabile ubicata in Regione Moia – nel Comune di Curino (BI) – e gestita dal Consorzio Acquedotto Frazionale San Nicolao.
  • D.D n. 437 DEL 08/10/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia dei pozzi potabili denominati, rispettivamente, “360” e “Carletta”, ubicati nel Comune di Verrone (BI) e gestiti dal Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.A. (S.I.I. S.p.A.).
  • D.D n. 421 del 24/09/2015 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato “G51 Cassagna” – codice univoco TO-P-06343, ubicato nel Comune di Pianezza (TO).
  • D.D n. 420 del 24/09/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione delle aree di salvaguardia di tre sorgenti potabili (“Ruina 1” – cod.univ. TO-S-10130, “Ruina 2” – cod.univ. TO-S-10129 e “Giordana” – cod.univ. TO-S-10131), ubicate nel Comune di Chiaverano (TO).
  • D.D n. 348 del 14/08/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di tre pozzi acquedottistici denominati, rispettivamente, “P1” – codice univoco TO-P-06371, “P2” – codice univoco TO-P-06372 e “P3” – codice univoco TO-P-06373, ubicati nel Comune di Mazzé (TO).
  • D.D 347 n. del 14/08/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia del pozzo acquedottistico denominato “Lago” ubicato in località Poggio Pelato, nel Comune di Pianfei (CN).
  • D.D n. 346 del 14/08/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato “P2” – codice univoco TO-P-12873, ubicato nel Comune di Pralormo (TO).
  • D.D n. 303 del 23/7/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di due pozzi acquedottistici denominati, rispettivamente "P1" - codice univoco TO-P-05044 e "P2" - codice univoco TO-P-05045, ubicati nel Comune di Borgofranco d'Ivrea (TO)
  • D.D n. 297 del 20/7/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di due sorgenti potabili (S1 e S2) ubicate nel Comune di Mosso (BI), gestite dal Consorzio Acque Potabili Frazioni superiori di Valle Mosso e a servizio di alcune frazioni del medesimo Comune.
  • D.D n. 254 del 23/6/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione delle aree di salvaguardia di ventidue sorgenti potabili (S1, S2, S3, S4, S5, S6, S7, S8, S9, S10, S11, S12, S13, S14, S15, S16, S17, S18, S19, S20, S21 e S22) ubicate nei Comuni di Trivero (BI) e di Mosso (BI), a servizio di frazione Crocemosso, Comune di Mosso (BI) e gestite dal Consorzio Acque Potabili Crocemosso.
  • D.D n. 253 del 23/6/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di un pozzo potabile denominato "P3" - codice univoco TO-P-10021, ubicato nel Comune di San Giusto Canavese (TO).
  • D.D n. 243 del 18/6/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato "S3", ubicato in localita' Bornate, nel Comune di Serravalle Sesia (VC).
  • D.D n. 242 del 18/6/2015:
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione delle aree di salvaguardia di 7 sorgenti potabili ("PARIAS inf." - cod. univ. TO-S-00722, "PARIAS sup." - cod. univ. TO-S-00723, "BEITA" - cod. univ. TO-S-00721, "LE CASSE 1" - cod. univ. TO-S-00720, "LE CASSE 2" - cod. univ. TO-S-00719, "SPINAFOGLIO" - cod. univ. TO-S-00718 E "BARMA CIABRIRA" - cod. univ. TO-S-00724), ubicate nel Comune di TORRE PELLICE (TO)
  • D.D n. 194 del 25/05/15 - Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di tre sorgenti (S1, S2 e S3) e di una trincea drenante, captazioni potabili ubicate nel Comune di Madonna del Sasso (VB).
  • D.D n. 165 del 13/05/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di un pozzo acquedottistico denominato "Levetta" - codice univoco TO-P-05411, ubicato nel Comune di Reano (TO).
  • D. n. 164 del 13/05/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione delle aree di salvaguardia di n. 13 captazioni idropotabili, tra cui una presa d'acqua superficiale dal torrente Casternone e dodici sorgenti ("Arpone", "Fontana Bruna", "Fontana Fredda 1 e 2", "Riva della Mena 1, 2, 3, 4 e 5", "Codra", "Roch" e "Truc di Brione"), captazioni ubicate nel Comune di Val della Torre (TO).
  • D.D n. 137 DEL 21/04/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell' area di salvaguardia di una sorgente idropotabile ubicata nel Comune di Pettinengo (BI), a servizio di Frazione Allongo, in Comune di Bioglio (BI) e gestita dal Consorzio Acqua Potabile Frazione Allongo.
  • D. n. 136 del 21/04/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione delle aree di salvaguardia di undici sorgenti potabili (S1, S2, S3, S4, S5, S6, S7, S8, S9, S10, e S11) di proprietà del Consorzio Acquedotto Acqua Potabile San Sebastiano, ubicate nel Comune di Valle San Nicolaio (BI)
  • D.D n. 125 DEL 17/04/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del pozzo acquedottistico ubicato in via Battisti, nel Comune di Borgoratto Alessandrino (AL)
  • D.D n.105 del 02/04/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione delle aree di salvaguardia dei pozzi acquedottistici denominati "Masseria" - codice univoco BI-P-00623 - e "Comuna" - codice univoco BI-P-00625 - ubicati nel Comune di Viverone (BI) e gestiti dal Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese S.p.A. (S.I.I. S.p.A.)
  • D.D n. 98 del 30/03/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'aree di salvaguardia di quindici sorgenti acquedottistiche, ubicate nel Comune di Lemie (TO.
  • D.D n. 87 del 24/03/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del pozzo acquedottistico denominato "P1" - ubicato in località Griglia nel Comune di Visone (AL).
  • D.D n. 81 del 17/03/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del pozzo acquedottistico codice univoco NO-P-01523 - ubicato in località Boschetto, nel Comune di Agrate Conturbia (NO).
  • D.D n. 80 del 17/03/2015
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del pozzo acquedottistico denominato "Pozzo Ticino" - codice univoco NO-P-00927 - ubicato in Via del Porto nel Comune di Pombia (NO).
  • D.D n. 48 del 19/02/15 -Regolamento regionale/15/R/2006– Definizione dell’area di salvaguardia di tre sorgenti acquedottistiche (S1, S2 e S3) ubicate in località Prapiano nel Comune di Mosso (BI) e a servizio del Consorzio Acqua Ragna.
  • D.D n. 47 DEL 19/02/15 -   Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di cinque sorgenti acquedottistiche (S1, S2, S3, S4 e S5) a servizio di frazione Premarcia, di proprietà del Consorzio Acqua Potabile Crocemosso – Premarcia, ubicate nel Comune di Valle mosso (BI).
  • D.D n. 24 DEL 28/01/15 -   Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di una sorgente acquedottistica denominata “Crabbia” – codice univoco NO-S-00620 – ubicata nel Comune di Pettenasco (NO).
  • D.D n. 23 DEL 28/01/15 - Regolamento regionale 15/R/2006 – Definizione dell’area di salvaguardia di un pozzo denominato “Barquedo” – codice univoco NO-P-00456 – e di una sorgente denominata “Paruzzaro” – codice univoco NO-S-00605 – captazioni ubicate nel Comune di Invorio (NO).
  • D.D n. 56 del 27-02-2015:
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia del pozzo acquedottistico ubicato in località Cornati, nel Comune di Murazzano (CN)
  • D.D n. 55 del 27-02-2015:
    Regolamento regionale 15/R/2006 - Definizione dell'area di salvaguardia di cinque sorgenti ad uso potabile (S1, S2, S3, S6 e S7) gestite dal Consorzio Acqua Potabile Frazioni Scaglia e Fagnola e ubicate nel Comune di Portula (BI)