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Cavolfiore

Il cavolfiore è pianta con radice fittonante, fusto di altezza variabile dai 15 ai 50 centimetri, con foglie più o meno sviluppate, le più alte delle quali, avvolgono il germoglio. L'ipertrofia della gemma apicale porta alla formazione di una infiorescenza molto sviluppata che costituisce la parte commestibile della pianta.

Tale infiorescenza ha una colorazione variabile che va dal bianco al paglierino.

L'induzione fiorale ha luogo ad una temperatura ottimale compresa tra gli 8 °C ed i 15 °C che deve persistere per circa due settimane per le varietà precoci e per quattro o cinque per le tardive.

Il numero di piante per unità di superficie è solitamente inferiore per cavolfiori destinati all'industria che richiede infiorescenze di grossa pezzatura.

Si conoscono oltre duemila varietà orticole che si differenziano essenzialmente per la forma dell'infiorescenza o germoglio.

Il criterio di distinzione utilizzato per il cavolfiore è l'epoca di maturazione.

È una coltivazione che si adatta a diverse condizioni climatiche e che quindi è presente in tutte le regioni italiane. L'epoca di maturazione che, per il Pie-monte va da settembre a novembre, si protrae quindi nel resto d'Italia fino ai mesi di aprile-maggio.

La raccolta si effettua quando l'infio-rescenza è già sviluppata ed ancora compatta; un ritardo in questa opera-zione provoca perdita di valore com-merciale a causa del discostarsi delle cime che compongono l'infiorescenza stessa. Dopo il taglio il cavolfiore non deve rimanere esposto ai raggi solari in quanto questi provocano delle varia-zioni di colore che lo deprezzano.
Il cavolfiore viene utilizzato fresco, surgelato, disidratato, sottaceto.


Approfondimenti:

Note botaniche:

Famiglia:
Cruciferae
Specie:
Brassica oleracea botrytis L.
Epoca di raccolta:
settembre-novembre




Servizio a cura dell'Assessorato all'Agricoltura

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