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Melo

Il Melo, che oggi conta più di mille varietà, deriva contemporaneamente dalle specie dell'Asia Centrale ed Occidentale, dove la sua coltura è antichissima, e dai loro ibridi con diverse specie di Melo europee.

Tra le piante da frutto, il Melo ha goduto, fin dall'antichità, di un particolare interesse: nei testi greci vi sono citazioni della presenza di questa specie riferite al VI secolo a.C., e si sa che la stessa veniva apprezzata ai tempi dei Romani.

Le varietà coltivate derivano, quasi tutte, dal Malus communis, Rosacea spontanea nei boschi e classificate per lo più in base all'epoca di maturazione in estive, autunnali ed invernali.

La specie presenta radici striscianti e poco profonde, fusto con numerose ramificazioni che formano una chioma espansa, corteccia cenerognola liscia e gemme cotonose. Le foglie sono alterne, ovali, con margine seghettato ed hanno un colore verde scuro nella pagina superiore, mentre, in quella inferiore, sono biancastre e tomentose.

I fiori ermafroditi, riuniti in corimbi, appaiono bianchi con sfumature rosee all'esterno ed hanno corolla di cinque petali e numerosi stami. La fecondazione è incrociata, alcune varietà sono autosterili.

Il frutto è un pomo (falso frutto), formato dall'ingrossarsi dell'estremità del peduncolo fiorale (ricettacolo) che ingloba, accrescendosi, le logge dell'ovario. Esso è di colore variabile ed è globoso, con torsolo più o meno sviluppato a cinque logge ovariche, contenenti ciascuna due semi ovoidi, bruni e lucidi.

La mela è uno dei frutti più interessanti dal punto di vista alimentare, per la sua ricca composizione e le caratteristiche di digeribilità. Infatti, oltre all'85% di acqua che la rende dissetante e diuretica, contiene il 12% di zuccheri, responsabili dell'elevato potere energetico ed acidi organici che stimolano la digestione e proteggono le mucose gastriche.

Inoltre la mela favorisce l'assorbimento del Calcio, è ricca di Potassio e vitamine.

La notevole resistenza al freddo consente al Melo un'area di diffusione assai vasta e la sua coltivazione può interessare anche i Paesi più settentrionali, giungendo, nelle vallate alpine, fino ai 1.000 metri di altitudine. In Italia è coltivato in tutte le regioni, ma negli ambienti più freschi e nelle zone pedemontane trova la sua migliore collocazione, poiché qui sviluppa le caratteristiche organolettiche di maggior pregio.

Per quanto si riferisce al terreno, il Melo può essere considerato come il meno esigente fra tutti gli alberi da frutto, tuttavia predilige i terreni argillo-sabbiosi, sufficientemente dotati di humus e richiede inoltre una discreta quantità di Calcio.

La propagazione della specie avviene sempre per innesto.

Per quanto riguarda le forme di allevamento, si rileva che, in questi ultimi anni, esse tendono essenzialmente verso gli obiettivi della razionalizzazione delle operazioni colturali è della ricerca delle condizioni più idonee per la massima precocità di messa a frutto.

Le forme di allevamento si possono ricondurre essenzialmente. a due, una in volume, una sorta di piramide a spirale ed una appiattita, con l'ottenimento di una siepe produttiva.continua lungo il filare. Ciò è possibile grazie all'utilizzazione di piante di ridotte dimensioni che, tuttavia, consentono elevate produzioni per ettaro per l'aumento della densità di impianto.


Approfondimenti:

Note botaniche:

Famiglia:
Rosaceae
Genere:
Malus
Specie:
Malus communis
Fusto:
a chioma espansa
Foglie:
alterne, ovali
Infiorescenza:
corimbo
Frutto:
pomo (falso frutto)




Servizio a cura dell'Assessorato all'Agricoltura

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