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Sezione Agricoltura e Qualità

Settore Fitosanitario Regionale - Servizi fitopatologici

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Lotte obbligatorie - Flavescenza dorata
(vettore: Scaphoideus titanus Ball.)

Trasmissione e comportamento della malattia

La trasmissione della flavescenza dorata avviene per mezzo di un insetto vettore; l'unico finora accertato è il cicadellide Scaphoideus titanus (Ball). Lo scafoideo, nutrendosi sulle viti infette, acquisisce il fitoplasma (un microrganismo simile ai batteri ma privo di parete cellulare che vive nei vasi floematici della vite) e successivamente, dopo un periodo di latenza, può inocularlo nel floema di viti sane propagando in modo persistente la malattia; il vettore rimane infettivo per tutta la durata della sua vita.

La flavescenza dorata può anche essere trasmessa per innesto e quindi attraverso l'uso di materiale vivaistico infetto; è provata infatti la sua diffusione attraverso l'impiego di marze e portainnesti derivanti da piante infette. Quest'ultima modalità di trasmissione sembra essere meno importante, poiché gli innesti eseguiti con materiali prelevati da piante infette spesso non attecchiscono oppure danno origine a barbatelle che non corrispondono allo standard di mercato.

Non vi è trasmissione della malattia né con i tagli di potatura né attraverso i residui lasciati nel terreno.

Esistono differenze di sensibilità tra i diversi vitigni in Piemonte; ad esempio, è frequente ritrovare vigneti di Barbera molto danneggiati accanto ad altri di Moscato poco colpiti. La malattia è molto dannosa poiché incide sulla produzione fino ad anullarla. Oltre all'effetto sulla singola pianta la flavescenza ha un impatto devastante nel vigneto perché può rimanere latente per alcuni anni manifestando solo qualche sintomo su pochissime piante per poi dare origine ad un andamento epidemico che, nel giro di 3-4 anni, conduce alla distruzione della capacità produttiva di tutte le piante.

Per confermare la presenza di flavescenza dorata in una zona prima considerata indenne, è indispensabile eseguire un'analisi molecolare di alcuni campioni di vite prelevati secondo precisi criteri definiti dal Settore fitosanitario regionale. Per il Piemonte tali analisi sono svolte dall'Istituto di virologia vegetale del CNR di Torino.


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