La rete fenologica del Piemonte (RFP) nasce nel 2001 con lo scopo di fornire informazioni precise e dettagliate sullo sviluppo e sul comportamento produttivo delle nove principali colture agrarie piemontesi. Essa si sviluppa su 48 siti di monitoraggio collocati negli areali più rappresentativi per le colture considerate, ognuno in prossimità di una stazione meteorologica elettronica della rete agrometeorologica.
Le colture considerate sono frumento ed orzo, mais, riso, vite, melo, pesco, actinidia, nocciolo e per ognuna di esse è stata predisposta un'apposita scheda di rilevamento contenente informazioni di tipo anagrafico, agronomico, fitopatologico, fenologico e produttivo.
È attualmente in progressiva adozione la scala europea BBCH per il rilevamento delle fasi fenologiche, mentre per il nocciolo, in mancanza di un riferimento ben definito, si sta sperimentando una scala appositamente studiata dalla sezione di Agrometeorologia del Settore fitosanitario regionale (SFR) in collaborazione con i tecnici operanti. Per lo svolgimento delle operazioni di campo il SFR si è rivolto ad un ente privato di assistenza tecnica.
Le informazioni fenologiche costituiscono la base di partenza per lo sviluppo di conoscenze modellistiche diagnostiche e previsionali riguardanti i calendari vegetativi ed i risultati produttivi delle principali colture agrarie.
Il tentativo dell'uomo di comprendere i meccanismi che governano la natura ha portato negli anni a sviluppare una serie di strumenti che dovrebbero aiutare a spiegare e a modellizzare il comportamento delle colture agrarie basandosi essenzialmente su fattori climatici.
Sono così nati indici bioclimatici empirici, che in qualche modo hanno cercato di quantificare le esigenze dei vegetali in funzione delle grandezze climatiche. Le ultime generazioni di modelli sono molto più complesse e cercano di spiegare, con appositi algoritmi, anche il perché un vegetale si comporta in un certo modo in funzione del clima.
È soprattutto a questi modelli che oggi si rivolge l'agrometeorologia utilizzando tutti i dati di base, misurati o stimati, a disposizione per tradurli in comportamento vegetativo e produttivo delle colture agrarie. Da questi deve emergere una categoria di strumenti adattabili ad ambienti diversi ed utili per seguire l'evoluzione della coltura nel corso della stagione in funzione dell'andamento climatico, esprimendo quindi giudizi previsionali sulle successive fasi fenologiche.
La raccolta di dati fenologici e produttivi relativi alle principali colture agrarie di un territorio costituisce un supporto conoscitivo importante che, se accoppiato al dato meteorologico e colturale, può dare origine a servizi ed applicazioni finalizzati al miglioramento della gestione delle colture.
Questi dati costituiscono la base per l'applicazione di modelli di crescita e produttività delle colture agrarie, per il perfezionamento di modelli fitopatologici, per la caratterizzazione delle produzioni piemontesi inserite in un determinato ambiente.
La banca dati raccoglie oggi due anni completi di dati, archiviati in ambiente Access, relativi alle nove principali colture piemontesi rilevate dalla rete fenologica: frumento, orzo, mais, riso, vite, melo, pesco, actinidia e nocciolo.
Per la consultazione della banca dati rivolgersi a:
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Sezione Agrometeorologia
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