Al fine di gestire in modo corretto la concimazione delle piante è importante integrare l'esperienza del tecnico in campo con le tecniche di diagnostica fogliare. La diagnosi visiva degli squilibri nutrizionali è infatti molto importante ma non sufficiente, in quanto sovente questi squilibri possono dar luogo a sintomi convergenti; in questi casi le analisi nutrizionali in laboratorio si rivelano estremamente utili per una corretta e sicura diagnosi.
Gli squilibri nutrizionali possono interessare sia i macroelementi sia i microelementi presenti nel suolo. Sono definiti macroelementi i nutritivi che vengono assorbiti a livello radicale dalla pianta in quantità rilevanti e che quindi si ritrovano nei tessuti vegetali in concentrazioni dell'ordine di grammi per chilogrammo di sostanza secca; i macroelementi in generale sono azoto, fosforo e potassio (secondariamente anche magnesio, calcio e zolfo, detti mesoelementi). Gli elementi necessari per la nutrizione della pianta in quantità minime sono definiti microelementi o elementi in tracce e sono ferro, boro, manganese, zinco, rame, molibdeno e cobalto.
Alcuni elementi si trovano nei terreni piemontesi in quantità sufficienti a soddisfare le esigenze nutritive delle piante; altri invece, presenti in quantità troppo basse, possono diventare fattori limitanti della nutrizione vegetale e quindi dar luogo a squilibri nutrizionali; al contrario, a volte, alcuni elementi possono essere presenti nel suolo in eccesso e provocare fenomeni di tossicità.
La diagnostica fogliare, a differenza delle analisi del terreno, ha il grande vantaggio di rilevare la situazione reale della nutrizione delle piante, in quanto permette di analizzare la frazione di elementi effettivamente assorbita dalle radici e traslocata alle foglie. Inoltre, permette di individuare allo stadio iniziale fenomeni di carenza di elementi nutritivi, prima ancora che si manifestino i sintomi sui tessuti vegetali.
La corretta diagnosi dello stato nutrizionale della pianta è strettamente correlata alle modalità di prelevamento del campione fogliare da sottoporre ad analisi, in quanto sono molti i fattori che possono influenzare la composizione chimica dei tessuti vegetali: per questo motivo è importante standardizzare le modalità di campionamento e che questo venga effettuato con estrema cura.
L'attività analitica del Laboratorio agrochimico regionale, in questo settore, viene effettuata presso le sedi di Ceva e di Torino. Gli strumenti utilizzati per analisi su matrici vegetali sono: l'analizzatore elementare per carbonio, azoto e zolfo, il colorimetro a flusso continuo, lo spettrofotometro ad assorbimento atomico.
Le principali attività sulle matrici vegetali sono le seguenti: