Le analisi effettuate su acque irrigue ad uso agrario comprendono azoto ammoniacale e azoto nitrico. La tecnica usata per l’esecuzione analitica è quella della spettrofotometria a doppio raggio; mentre la determinazione ammoniacale viene effettuata mediante reazione colorimetrica, l’azoto nitrico viene invece determinato senza necessità di preparazione del campione.
Nella maggior parte dei casi queste analisi rappresentano l’indispensabile supporto di laboratorio per progetti ad ampia ricaduta finanziati dalla Regione nel comparto agroambientale. Sono attive collaborazioni nel settore con l’Università di Torino (Dipartimento AgroSelviTer) e con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Istituto sperimentale per la nutrizione delle piante del Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, CRA–ISNP).
Vengono eseguite analisi per il dosaggio del residuo dopo incenerimento (ceneri) e la misura della conducibilità elettrica; quest’ultimo dato è in relazione con la genuinità del miele, in quanto un prodotto fraudolento ottenuto con l’aggiunta di melassa o di zucchero invertito chimicamente presenta valori anomali. Inoltre vengono determinati l’HMF (idrossimetilfurfurale), l’acidità libera, l’acidità totale, l’acidità legata (lattoni) e il pH. Questi ultimi tre parametri possono fornire informazioni sull’origine del prodotto e sulla sua conservabilità.
Viene determinata analiticamente la presenza di residui di fitofarmaci nei prodotti dell’alveare (in particolare miele, cera e polline) e nelle api. Per eseguire tali analisi vengono impiegate metodiche che prevedono l’estrazione completa e selettiva dei principi attivi, con una successiva fase di purificazione dell’estratto al fine di ridurre gli interferenti coestratti.
Per api e polline si opera su campioni liofilizzati per escludere i fattori di variabilità indotti dall’umidità. Per miele e cera si esegue invece un’estrazione per dispersione su terra di diatomee. I principi attivi azotati e fosforati vengono determinati per gas-cromatografia con rivelatore selettivo NPD, sensibile fino a concentrazioni di poche decine di ppb (parti per miliardo); tali determinazioni possono essere confermate, se necessario, mediante spettrometria di massa. La famiglia dei neonicotinoidi viene invece analizzata mediante cromatografia liquida ad alta prestazione, e rivelatore DAD.