Il regime delle quote latte è costituito da un'impalcatura normativa, nazionale e comunitaria, estremamente complessa.
Gli adempimenti richiesti ai vari soggetti - in primo luogo i produttori di latte e le aziende prime acquirenti - sono numerosi e a volte di non facile comprensione ed esecuzione.
Il tutto risulta ulteriormente complicato dalla frammentazione dei livelli amministrativi interessati: a seconda degli adempimenti, la pubblica amministrazione coinvolta può essere il Ministero (per il tramite dell'A.G.E.A.), la regione oppure la provincia.
In ogni caso, a partire dalla L. 81/97, è oramai consolidata una regionalizzazione della gestione delle quote latte, in conseguenza della quale gli operatori del settore si trovano maggiormente ad interagire con la pubblica amministrazione locale (regione e province), rispetto al passato dove il principale interlocutore pubblico era l'A.G.E.A.
Per quanto riguarda la nostra Regione, a seguito della L.R. 17/99 "Riordino dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di agricoltura, alimentazione, sviluppo rurale, caccia e pesca", dal 1 Gennaio 2000 le competenze gestionali sulle quote latte (riconoscimento acquirenti, istruttorie sui trasferimenti di quota, gestione ricorsi...) sono state trasferite alle province.
Alla Regione sono rimasti i compiti di programmazione, indirizzo e coordinamento.