La Banda Ultra Larga in Piemonte

ll PSR stanzia 45,6 milioni di euro per l’installazione, il miglioramento e l’espansione di infrastrutture a banda ultralarga e contribuire a realizzare le potenzialità di crescita delle zone rurali e il loro sviluppo sostenibile

di Mario Perosino, Regione Piemonte - Direzione Agricoltura

 

Servizi digitali più veloci per tutti

Il PSR della Regione Piemonte attraverso la sottomisura 7.3 stanzia 45,6 milioni di euro per sostenere l’installazione, il miglioramento e l’espansione di infrastrutture a banda ultralarga. Queste risorse, al pari di tutte le risorse stanziate sulle altre operazioni della misura 7 (Servizi di base e rinnovamento dei villaggi), sono finalizzate a realizzare le potenzialità di crescita delle zone rurali e a favorirne lo sviluppo sostenibile.

L’intervento del PSR per le infrastrutture a banda ultralarga è inserito nel contesto della Strategia nazionale per la banda ultra larga (“Strategia nazionale BUL”) approvata dal Governo italiano il 3 marzo 2015. La strategia nazionale BUL è finalizzata a recuperare una situazione di particolare debolezza nell’utilizzo dei servizi di rete da parte dei cittadini e delle imprese, in un contesto infrastrutturale in cui la dotazione di banda larga (che assicura una connettività inferiore a 30 megabit al secondo) è allineata agli standard europei ma ove la dotazione di banda ultra larga è altamente deficitaria e pone l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi europei. La situazione attuale è caratterizzata infatti dalla presenza di un forte divario digitale (“digital divide”) in numerose aree del Paese (il digital divide indica il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione, in particolare personal computer e internet, e chi ne è escluso, in modo parziale o totale). La situazione in Piemonte non è migliore rispetto al resto d’Italia, soprattutto nelle zone rurali ove il digital divide è ampiamente diffuso. Per questi motivi, nel 2015 la Regione Piemonte ha elaborato l’Agenda digitale del Piemonte che individua quattro “traiettorie di sviluppo” negli ambiti: società digitale, economia digitale, accesso e connettività, ricerca e innovazione.

Considerata la sua rilevanza, la strategia nazionale BUL è prevista dall’Accordo di partenariato 2014-2020 per l’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei (fra cui il FEASR) approvato dalla Commissione europea il 29 ottobre 2014.

La Strategia nazionale BUL concorre, insieme alla Strategia nazionale per la crescita digitale, al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda digitale per l’Europa lanciata dalla Commissione europea nel maggio 2010 al fine di aiutare i cittadini e le imprese europee a «ottenere il massimo dalle tecnologie digitali». In particolare, la Strategia BUL si propone, entro il 2020, di garantire la disponibilità delle infrastrutture abilitanti alle seguenti tipologie di servizi di accesso:

-        almeno 100 megabit al secondo per l’85% della popolazione;

-        almeno 30 megabit al secondo per il restante 15% della popolazione;

-        almeno 100 megabit al secondo per le sedi della pubblica amministrazione e per scuole, ospedali e siti produttivi di elevato interesse economico.

Fig 1. Schematizzazione delle diverse architetture delle reti di telecomunicazioni che utilizzano la fibra ottica a partire dalla centrale di telecomunicazione (TLC)

 

La Banda Larga in Piemonte

In Piemonte, a seguito dell’accordo di programma quadro per lo sviluppo della BUL siglato l’8 giugno 2016 fra la Regione e il Ministero dello sviluppo economico, a fine luglio è stato approvato un Piano tecnico degli investimenti che prevede la realizzazione di una infrastruttura in fibra ottica i cui lavori sono in corso di affidamento a un soggetto privato selezionato mediante una gara d’appalto bandita dal Ministero per il tramite della sua società in house Infratel Italia s.p.a. Terminati i lavori, l’infrastruttura BUL sarà affidata in concessione al soggetto aggiudicatario della gara d’appalto che dovrà commercializzarla agli operatori di telecomunicazioni operanti sul mercato.

Le fonti di finanziamento del Piano BUL del Piemonte, ammontante a circa 284 milioni di euro, sono le seguenti:

-        Programma di sviluppo rurale (sottomisura 7.3): 45, 6 milioni di euro;

-        Programma operativo regionale FESR: 44,3 milioni di euro:

-        Fondo sviluppo e coesione (risorse nazionali): 194 milioni di euro.

Il Piano BUL prevede esclusivamente l’infrastrutturazione del territorio in fibra ottica cosiddetta “spenta”. L’adeguamento o l’installazione degli apparati attivi e le azioni dirette per l’attivazione dei servizi di connettività verso l’utenza finale sono invece demandate agli operatori di mercato. Dunque il Piano BUL è il primo tassello, necessario ma potenzialmente non sufficiente, per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale europea. L’attivazione dei servizi digitali sarà invece perseguita dalla Strategia nazionale per la crescita digitale, a cui la Regione Piemonte concorre attraverso specifiche misure del Programma operativo regionale cofinanziato dal FESR.

Il Piano BUL, inoltre, interviene soltanto nelle aree cosiddette “a fallimento di mercato” (definite anche “aree bianche”), cioè in quelle aree nelle quali gli operatori di telecomunicazioni hanno dichiarato che di non avere in programma un piano di investimenti entro il 2018. Questa condizione è stata prevista espressamente dalla Commissione europea nella decisione del 30 giugno 2016 che ha autorizzato gli investimenti pubblici previsti dalla Strategia BUL. Le “aree bianche” sono state suddivise in due gruppi (“cluster”) sulla base del numero di unità immobiliari presenti sul territorio comunale:

-        cluster C: Comuni con almeno 2.500 unità immobiliari. In questi Comuni il soggetto aggiudicatario della gara d’appalto dovrà realizzare un’infrastruttura in fibra ottica abilitante all’erogazione di servizi di connettività a 100 megabit al secondo in ricezione (e a 50 Mbps in trasmissione) per almeno il 70% delle unità immobiliari (le restanti unità immobiliari, escluse le case sparse, dovranno essere servite ad almeno 30 Mbps in ricezione e 15 Mbps in trasmissione);

-        cluster D: Comuni con meno di 2.500 unità immobiliari. In questi Comuni il soggetto aggiudicatario della gara d’appalto dovrà realizzare un’infrastruttura in fibra ottica abilitante all’erogazione di servizi di connettività ad almeno 30 megabit al secondo in ricezione (e 15 Mbps in trasmissione).

Inoltre, tutte le sedi della pubblica amministrazione, dei presidi sanitari e dei plessi scolastici dovranno essere raggiunte da un’infrastruttura abilitante ai servizi di accesso ad almeno 100 megabit al secondo in ricezione indipendentemente dal cluster di appartenenza (C e D).

In Piemonte, il cluster C interessa 151 Comuni e una popolazione di 340 mila abitanti, mentre il cluster D interessa i restanti Comuni e una popolazione di poco più di un milione di abitanti. Tutti i Comuni piemontesi, infatti, compreso Torino e gli altri capoluoghi di provincia, presentano aree a fallimento di mercato. Il Piano BUL, dunque, interessa una popolazione di circa 1.375.000 abitanti e prevede un investimento pro capite nella aree bianche pari a 207 euro ad abitante nel periodo 2017-2020.

Al fine di agevolare l’esecuzione dei lavori di infrastrutturazione sul territorio, l’Accordo di programma quadro fra Regione e Ministero siglato l’8 giugno 2016 prevede che la Regione informi e assista i Comuni riguardo alla stipula delle convenzioni con Ministero e Infratel con le quali i Comuni si impegnano a facilitare lo svolgimento dei lavori, fra l’altro attraverso il sollecito rilascio dei permessi di scavo, la cessione in comodato d’uso gratuito ventennale di locali o siti idonei all’installazione di apparati di rete e armadi stradali per la terminazione delle fibre ottiche e la comunicazione alla Regione dei dati relativi alle infrastrutture del sottosuolo. Tali dati alimenteranno il sistema informativo federato delle infrastrutture (Sinfi) che ha lo scopo di facilitare la progettazione degli interventi e anche di valorizzare le eventuali tratte di fibra ottica o infrastrutture civili già presenti sul territorio. Per questo compito, la Regione nel 2016 ha già organizzato due serie di incontri con i Comuni, nel mese di maggio per illustrare la Strategia BUL e nel mese di dicembre per approfondire le questioni legate alle convenzioni.

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: www.agendadigitale.piemonte.it