L’agricoltura piemontese tra PSR e PAN

A cura di Federico Spanna, Giancarlo Bourlot, Alba Cotroneo, Stefano Dolzan, Paolo Ferro, Viola Massobrio, Giovanni Scanabissi, Simona Avagnina, Tiziana La Iacona, Irene Vercellino – Regione Piemonte, Direzione Agricoltura; Elena Anselmetti - Regione Piemonte, Direzione Ambiente

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, attraverso l’apertura di appositi bandi, ha consentito a molte aziende agricole o soggetti operanti in agricoltura di potenziare le proprie attività e di sviluppare l’agricoltura in senso moderno. Uno degli interventi di grande importanza per la componente agricola ed ambientale è legato alle misure agroambientali ed è finalizzato all’applicazione delle tecniche di produzione integrata, alla riduzione delle emissioni di gas serra ed al mantenimento della biodiversità

Per produzione integrata si intende quel sistema di produzione agro-alimentare che utilizza tutti i metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volte a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare le risorse a disposizione, nel rispetto dei principi ecologici economici e tossicologici (Integrated Crop Management, ICM). Un aspetto particolare è la Difesa Integrata (Integrated Pest Management, IPM) che deve sviluppare prioritariamente tutte le soluzioni alternative alla difesa chimica che possono consentire di razionalizzare gli interventi salvaguardando la salute degli operatori e dei consumatori, allo stesso tempo limitando i rischi per l’ambiente in un contesto di agricoltura sostenibile. In questo ambito il DM del 22 gennaio 2014, in recepimento della Direttiva 2009/128/CE e del D.Lgs 150/2012, ha adottato il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN).

Le citate normative europee e nazionali e le azioni di attuazione a livello regionale trovano pertanto una stretta interconnessione e complementarietà.

La misura 10 e i vincoli del PAN

Il rispetto del PAN è un obbligo imprescindibile nel Programma di Sviluppo Rurale in quanto rientra nella condizionalità nell’ambito dei Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) 10 - Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e dei requisiti minimi relativi all'uso di fertilizzanti e pesticidi.
Più nello specifico, il PAN, nell’Azione 7 - Difesa integrata a basso apporto di prodotti fitosanitari (articoli 18, 19, 20 e 21 del D.Lgs. 150/2012), distingue tra difesa integrata obbligatoria e volontaria. Mentre la difesa obbligatoria prevede un livello “base” (“condizionalità”) e un attento supporto ai territori da parte dell’ente pubblico per fornire alle aziende gli strumenti adeguati alla corretta applicazione dei principi, la difesa integrata volontaria prevede norme tecniche specifiche per ciascuna coltura e indicazioni fitosanitarie vincolanti (disciplinari di produzione), comprendenti pratiche agronomiche e fitosanitarie e limitazioni nella scelta dei prodotti e nel numero dei trattamenti. Per la difesa integrata volontaria la normativa prevede il rispetto dei disciplinari regionali di difesa integrata secondo le modalità previste dal Sistema di Qualità Nazionale della Produzione Integrata (SQNPI) che, di fatto, corrispondono ai disciplinari regionali previsti altresì per l’applicazione dell’operazione “Produzione integrata” nell’ambito della misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” del PSR.

Per aderire all’operazione “Produzione integrata” (10.1.1), nel rispetto degli adempimenti previsti dal PAN, i beneficiari devono impegnarsi a:

  • sottoporre a regolazione strumentale le macchine irroratrici di prodotti fitosanitari, a completamento del controllo funzionale previsto dal PAN (Art. A.3);
  • avvalersi, per il rispetto degli impegni relativi ai disciplinari di produzione integrata, dell'assistenza di tecnici in possesso di idonei requisiti secondo quanto previsto dal PAN (il cosiddetto ruolo del consulente)
  • rispettare le norme tecniche regionali di produzione integrata, redatte in conformità alle linee guida nazionali;
  • registrare le fertilizzazioni e i trattamenti fitosanitari, le giacenze iniziali e i successivi acquisti di fertilizzanti e fitofarmaci;
  • conservare la documentazione di acquisto di fertilizzanti e fitofarmaci.

E’ importante evidenziare inoltre come l’applicazione di tecniche agronomiche previste dalle norme tecniche di produzione integrata siano di fondamentale importanza nelle attività di prevenzione legate alla protezione delle piante. Le tecniche adottabili con elevato impatto sulla difesa sono ad esempio:

  • scelta di varietà con tolleranza o resistenza a certe patologie (per es. brusone su riso, ticchiolatura su melo, fusariosi su grano…)
  • concimazione equilibrata in particolare per l’azoto
  • densità di semina o di impianto ridotte
  • innesto erbaceo su alcune colture orticole
  • ampia rotazione colturale

In alcuni casi, queste scelte (per es. riduzione delle concimazioni azotate, minore densità di semina o di impianto, un’ampia rotazione colturale) si scontrano con la logica della massimizzazione della resa ma è altresì vero che riuscire a ridurre il ricorso ai prodotti fitosanitari, oltre all’indubbio vantaggio ambientale e di rischio salute per gli operatori, potrebbe non penalizzare il reddito della coltura stante i minori costi dei trattamenti.

Non solo difesa integrata

L’interconnessione tra PAN e PSR non si limita certamente alla misura 10 ma coinvolge, a pieno titolo, anche la misura 11 “Agricoltura biologica”. Analogamente uno degli obiettivi che si intende raggiungere con la progressiva applicazione del PAN (art. A7.4) è l’incremento della SAU nazionale condotta con il metodo biologico, con riferimento alle principali produzioni agricole.
Il perseguimento di obiettivi del PAN, quali la formazione, l’informazione e sensibilizzazione, il controllo funzionale delle macchine irroratrici, la difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari e la ricerca, trova strette connessioni anche con le misure 1, 16 e 20 del PSR.

La misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di formazione” ha come obiettivo la qualificazione degli operatori, che rappresentano il “potenziale umano” del settore, l’adeguamento e il miglioramento delle reti di conoscenze professionali, tecniche e manageriali. Incentiva l’organizzazione di corsi, seminari, convegni, l’acquisizione di informazioni finalizzate alla formazione e divulgazione.

La misura 16 “Cooperazione” incentiva forme di cooperazione tra almeno due soggetti (operatori del settore agricolo, forestale e del mondo rurale, o altri) che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi della politica di sviluppo rurale. In particolare all’interno dell’azione 16.1.1 è compresa la focus area 4B “Migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi”.

La misura 20 “Assistenza tecnica” è lo strumento attraverso il quale vengono garantite le necessarie attività di supporto, gestione, sorveglianza, valutazione, monitoraggio e comunicazione.

Gli obblighi delle Regioni

E’ importante sottolineare che il PAN attribuisce compiti fondamentali a tutti i soggetti legati al mondo agricolo e non solo. In particolare, per citare un esempio riferito all’applicazione della Difesa integrata e biologica, oltre al consueto ruolo di coordinamento, è fatto obbligo alle Regioni di:

  • attivare/potenziare servizi d’informazione e comunicazione,
  • predisporre e diffondere materiale informativo sulle tecniche per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e sugli obblighi definiti dal Piano,
  • assicurare una rete di monitoraggio sullo sviluppo delle principali avversità,
  • attivare, ove possibile, sistemi di previsione e avvertimento (bollettini),
  • promuovere l’assistenza tecnica e la consulenza agli utilizzatori professionali sulla difesa fitosanitaria integrata, anche attraverso l’eventuale attivazione di apposite strutture territoriali di coordinamento.

Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari devono conoscere, disporre direttamente o avere accesso a:

  • dati meteorologici dettagliati per il territorio di interesse, acquisibili anche attraverso collegamento in rete;
  • dati fenologici e fitosanitari forniti da una rete di monitoraggio e, ove disponibili, dai sistemi di previsione e avvertimento;
  • bollettini territoriali di difesa integrata per le principali colture;
  • materiale informativo e/o manuali per l’applicazione della difesa integrata, predisposti e divulgati anche per via informatica dalle autorità competenti.

Tutto ciò comporta l’attivazione e la gestione ordinaria di una serie di azioni coordinate tra i diversi soggetti operanti nel mondo agricolo, che, come abbiamo visto, possono rientrare e devono essere funzionali anche agli obiettivi previsti del PSR.

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I riflessi sulle aziende agricole

Il PAN – Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari si prefigge di indirizzare le attività agricole verso un processo di cambiamento delle modalità di impiego di questi prodotti, non solo favorendo una maggiore compatibilità ambientale e sanitaria, ma anche prevenendone la necessità grazie a pratiche agronomiche utili per migliorare la salute delle piante e contro gli organismi dannosi nelle aree agricole ed extra-agricole. La struttura del PAN consiste in diverse azioni, tra le quali ricordiamo quelle che rivestono maggiore importanza per l’agricoltura.

Formazione

Gli operatori principalmente coinvolti nell’attuazione del PAN sono: gli utilizzatori professionali, i consulenti e i distributori di prodotti fitosanitari. Il PAN riporta le definizioni relative, mentre a livello regionale la DGR n. 44-645 del 24.11.2014 ha dato attuazione alle indicazioni stabilite a livello nazionale.

Utilizzatore professionale: utilizza i prodotti fitosanitari nel corso di un’attività professionale. La categoria comprende gli operatori e i tecnici, gli imprenditori e i lavoratori autonomi, sia nel settore agricolo che in altri settori; deve essere in possesso del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari rilasciato dalla Regione.

Consulente: offre consulenza nell’ambito della difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari. Tale figura, al momento, in Piemonte è obbligatoria per le aziende che aderiscono all’operazione 10.1.1 del PSR e deve essere in possesso dello specifico certificato di abilitazione.

Distributore: colui che immette sul mercato (ingrosso e dettaglio) prodotti fitosanitari. Per svolgere l’attività è necessario essere in possesso, fra l’altro, del certificato di abilitazione alla vendita.

Per ottenere i certificati, salvo dettagliate esenzioni, è necessario seguire corsi organizzati da Enti di formazione ed autorizzati dalla Regione e superare un esame finale. Per gli utilizzatori professionali e per i consulenti la richiesta del certificato va presentata al Settore Territoriale di competenza della Regione, mentre per i distributori la richiesta deve essere presentata alla ASL di competenza. In tutti e tre i casi il certificato ha validità 5 anni dalla data di emissione, è personale ed è valido sull’intero territorio nazionale. Per il rinnovo di tutti i certificati, durante i 5 anni di validità, è necessario acquisire 12 crediti formativi frequentando corsi organizzati dagli Enti di formazione ed autorizzati dalla Regione. Alla scadenza del certificato la richiesta di rinnovo viene presentata alla Regione (utilizzatori e consulenti) o alla ASL di competenza (distributori). Con la medesima modalità si rinnovano i vecchi certificati rilasciati ai sensi del DPR 290/2001.

Difesa integrata e biologico

Il PAN, a partire dal 1 gennaio 2014, dispone l’applicazione obbligatoria delle tecniche di difesa integrata per tutte le aziende agricole piemontesi e un regime di produzione integrata volontaria che si basa su una libera e consapevole adesione da parte dell’imprenditore agricolo.

Nella difesa integrata base l’agricoltore può impiegare l’intero portafoglio di prodotti fitosanitari regolarmente autorizzati dal Ministero della Salute. In ogni caso, l’agricoltore deve scegliere, quando è possibile, il prodotto fitosanitario meno pericoloso per l’uomo e per l’ambiente. Inoltre l’azienda deve avere accesso a una serie di informazioni tecniche necessarie per impiegare i prodotti fitosanitari in modo razionale come: dati di monitoraggio, bollettini, modelli previsionali relativi alle principali avversità.

Nella difesa integrata volontaria l’agricoltore deve applicare obblighi, consigli, buone pratiche contenute nei disciplinari di produzione integrata. In tale regime la disponibilità di prodotti fitosanitari è circoscritta e limitata a quelle molecole che, sulla base di complesse procedure UE di valutazione del rischio (rif. normativi Reg. 1107/2009, Reg. di esecuzione n. 2015/408.., ecc), hanno dimostrato di garantire un basso rischio sanitario, ambientale ed ecotossicologico, mantenendo comunque un elevato grado di efficacia contro le avversità.

Il Piemonte già da molti anni ha attivato un’attenta politica in merito all’adozione da parte delle aziende dei criteri relativi alla difesa integrata e a basso apporto di prodotti fitosanitari. Nel tempo si è strutturata su tutto il territorio agricolo un’attiva rete di rilevazione agrometeorologica indispensabile a sostenere le strategie di difesa permettendo di individuare i momenti più opportuni per gli interventi. La rete agrometeorologica, insieme a quella di rilevazione dei dati di monitoraggio attuata dai tecnici che agiscono nell’ambito delle misure agroambientali del PSR, è alla base della redazione dei Bollettini fitosanitari destinati alle aziende aderenti alla Difesa integrata obbligatoria e volontaria.

Per rispondere adeguatamente a quanto previsto dal PAN per la Difesa integrata obbligatoria, la Regione Piemonte sta pianificando l’ampliamento della rete dei monitoraggi volti alla rilevazione delle fasi fenologiche e delle avversità, mappando le aree non ancora comprese nonché realizzando una piattaforma informatica sulla quale è possibile far confluire tutti i dati (agrometeorologici diagnostici e previsionali e dei monitoraggi ambientali), elaborandoli sulla base di modelli matematici e permettendo la redazione di bollettini differenziati per il livello obbligatorio e per il livello volontario.

Il PAN auspica inoltre un incremento delle superfici condotte con il metodo dell’agricoltura biologica. Si ricorda che molte delle tecniche impiegate in agricoltura biologica, laddove hanno dimostrato una elevata efficacia, sono consigliate all’interno dei disciplinari di produzione integrata.

Controlli e macchine irroratrici

Per controllo funzionale si intende l’insieme di verifiche e controlli atti a valutare la corretta funzionalità dei componenti di una macchina irroratrice. La Direttiva 2009/128/CE ha fissato la data del 26 novembre 2016 come termine ultimo per il controllo funzionale sull’attrezzatura per la distribuzione dei prodotti fitosanitari ad uso professionale. La scadenza riguarda tutte le tipologie di irroratrici eccetto quelle elencate nel Decreto MIPAAF N° 4847 del 3 marzo 2015.

L’intervallo tra i controlli non deve superare i 5 anni fino al 31 dicembre 2020. Le attrezzature nuove, acquistate dopo il 26 novembre 2011, sono sottoposte al primo controllo funzionale entro 5 anni dalla data di acquisto.

La regolazione o taratura delle macchine irroratrici ha lo scopo di adattare l’attrezzatura alle specifiche realtà colturali aziendali. Il PAN prevede una regolazione obbligatoria aziendale, effettuata compilando annualmente una check-list dei controlli tecnici minimi, da allegare al registro dei trattamenti, e una regolazione volontaria, resa obbligatoria per gli aderenti all’operazione 10.1.1 (produzione integrata) o alla misura 11 (produzione biologica) del PSR 2014-2020, che deve essere effettuata presso Centri prova autorizzati.

Vista l’impossibilità da parte dei Centri di rispondere entro la data del 26 novembre 2016 alle svariate richieste pervenute dalle aziende agricole, l’Assessorato Agricoltura della Regione, sentito il parere del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha attivato la prenotazione del controllo funzionale ed eventuale regolazione, per le aziende che ne abbiano fatto richiesta in data antecedente il 26 novembre 2016. Per attivare tale meccanismo, è necessaria la compilazione e la sottoscrizione da parte dell’azienda agricola e del Centro abilitato di un modulo che dovrà essere custodito in originale presso l’azienda richiedente e rappresenterà il documento da esibire in caso di controllo da parte degli organismi preposti.

Ricerca e sperimentazione

Il Piano d’Azione Nazionale riporta un lungo elenco di tematiche di interesse in base alle quali sono stati attivati specifici progetti, molti dei quali riferiti ad emergenze fitosanitarie per le quali occorre validare sistemi di difesa efficaci e sostenibili. Con altre poche risorse disponibili sono stati finanziati alcuni progetti con lo scopo di individuare strategie di difesa ecocompatibili che consentano la valorizzazione delle produzioni regionali sotto l’aspetto della qualità, della sicurezza alimentare, della tutela della salute degli operatori e delle risorse ambientali.

Il sito web dedicato al PAN

Per attivare servizi d’informazione e comunicazione per la diffusione e l’applicazione della difesa integrata tra gli utilizzatori è stata attivata una sezione del sito web della Regione Piemonte, area Agricoltura, consultabile al seguente link: http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/settore_fitosanitario/pan.htm

Il sito è suddiviso in diverse sezioni, corrispondenti alle principali azioni del PAN:

  • Ambiente: riporta le misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche
  • Formazione: contiene tutte le informazioni relative al rilascio ed al rinnovo dei certificati di abilitazione per l’acquisto ed utilizzo di tutti i prodotti fitosanitari per uso professionale nonché per la vendita e l’attività di consulenza nell’ambito della difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari
  • Controlli attrezzature
  • Difesa integrata: è possibile consultare e scaricare i disciplinari di produzione, le deroghe rilasciate dal Settore per le aziende che aderiscono all’operazione 10.1.1 del PSR 2014-2020, schede delle avversità, manuale per la protezione delle colture in agricoltura biologica. (http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/settore_fitosanitario/produzioneIntegrata.htm )
  • Extragricolo ed aree urbane: sono presenti “Le Linee di indirizzo regionali per l’impiego di prodotti fitosanitari nelle aree frequentate da gruppi vulnerabili e dalla popolazione più in generale o nelle aree agricole ad essi adiacenti”
  • Vendita dei prodotti fitosanitari: sezione dedicata ai venditori/distributori di prodotti, vengono fornite indicazioni e documenti utili al pubblico per ottemperare a quanto previsto dal PAN.
  • All’interno di ciascuna sezione è riportata la normativa di riferimento.