Regione Piemonte - Agricoltura - PSR 2014-2020

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Misura 10 - Pagamenti agro-climatico-ambientali

Si tratta della misura più articolata dell’intero PSR, ramificata in numerose operazioni, e ha come obiettivo generale la sostenibilità ambientale. Promuove tecniche di produzione e di gestione compatibili con la tutela dell’ecosistema, delle risorse naturali e del paesaggio, utili a mitigare i cambiamenti del clima e a favorire l’adattamento ad essi.

Per la misura 10 nel suo complesso è prevista una dotazione finanziaria di oltre 263 milioni di euro, di cui 262,5 euro riservati alle nove operazioni della sottomisura 10.1 e circa 750.000 euro destinati alla sottomisura 10.2.

Poiché l’applicazione di determinate pratiche agronomiche può risultare più onerosa o meno remunerativa rispetto alle pratiche ordinarie, il premio è inteso come una compensazione dei costi aggiuntivi e/o del mancato reddito che ne deriva. I premi sono stati stabiliti tenuto conto degli aiuti che l’agricoltore riceve per il “greening” (I° pilastro della PAC) al fine di evitare una “sovracompensazione”.

Estratto del testo della Misura dal PSR 2014-2020 vigente

Sottomisura 10.1 - Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali

Operazione 10.1.1 - Produzione integrata

Richiede il rispetto dei seguenti impegni di base quinquennali:

  • applicare sull’intera SAU (superficie agricola utilizzata), avvalendosi di assistenza tecnica, i disciplinari di produzione integrata, in particolare per: gestione del suolo, scelta del materiale di moltiplicazione, avvicendamento delle colture, fertilizzazione, difesa fitosanitaria, diserbo e irrigazione;
  • effettuare la regolazione volontaria delle irroratrici di fitofarmaci, oltre al controllo funzionale;
  • registrare le giacenze, gli acquisti e gli impieghi di fertilizzanti e fitofarmaci.

In aggiunta, possono essere assunti i seguenti impegni facoltativi, con premi supplementari: metodo della confusione sessuale, inerbimento controllato per fruttiferi e vite, coltivazione di erbai autunno-vernini da sovescio, sommersione invernale delle risaie, manutenzione di nidi artificiali.
Per gli impegni di base, sono erogati premi annuali per ettaro di superficie, differenziati per coltura (tra i 75 e i 400 euro/ha). Sempre a seconda della coltura, premi di base più elevati (tra 90 e 585 euro/ha) sono previsti per gli agricoltori che introducono per la prima volta la produzione integrata. Per gli impegni facoltativi, i premi variano dai 55 ai 300 euro/ha.

Operazione 10.1.2 - Interventi a favore della biodiversità nelle risaie

Richiede l’attuazione dei seguenti impegni di base quinquennali:

  • realizzare, per ogni ettaro lungo uno o più lati della camera di risaia, un fosso a sezione trapezoidale largo almeno 60 cm, profondo almeno 40 cm e lungo almeno 100 m;
  • mantenere inerbito per l’intero ciclo colturale un argine di risaia. Possono essere assunti, sull’intera superficie o parte di essa, i seguenti impegni facoltativi: mantenere le stoppie in campo nel periodo invernale;
  • assicurare la sommersione invernale delle risaie per almeno 60 giorni;
  • coltivare un erbaio da sovescio autunnovernino di leguminose, anche consociate;
  • realizzare un fosso di sezione maggiore: 80 cm di larghezza e 100 cm di profondità.

I primi tre impegni devono essere attuati per almeno due anni su cinque e sono fra loro
incompatibili sulla stessa superficie.

Il premio annuale per gli impegni di base è di 125 euro/ha. Per gli impegni facoltativi i premi annuali variano da 40 a 250 euro/ha.

Operazione 10.1.3 - Tecniche di agricoltura conservativa

L’operazione è articolata in 3 azioni che, su superfici minime di 1 ettaro, prevedono i se-
guenti impegni quinquennali:

  1. tecniche di minima lavorazione: non effettuare arature o vangature, né lavorazioni al di sotto dei 15 cm di profondità;
  2. tecniche di semina su sodo: effettuare la semina diretta su sodo o la lavorazione in bande, applicabile se la distanza tra le file è di almeno 40 cm e consiste nel deporre il seme nel terreno lavorato lungo la fila di semina, a una profondità massima di 15 cm, in bande di larghezza massima di 20 cm e tali da non superare il 25% della superficie; mantenere in superficie i residui colturali della coltura principale; non effettuare ripuntature.
  3. Apporto di matrici organiche in sostituzione della concimazione minerale: distribuire materiali organici palabili di origine extraaziendale. Gli apporti annui devono essere di almeno 4 t/ha di sostanza secca per le colture arboree da frutto e di almeno 6 t/ha di sostanza secca per le colture erbacee di pieno campo (escluse le leguminose). Quantificare gli apporti azotati mediante un Piano di fertilizzazione annuale; in risaia, lasciar trascorrere almeno 20 giorni tra la distribuzione della matrice organica e la sommersione.

Per le tre azioni, inoltre, devono essere rispettati i seguenti impegni: comunicare l’avvio delle operazioni in campo e tenere aggiornate le registrazioni; non fare trascorrere più di 40 giorni tra la raccolta di una coltura e la semina della successiva; conservare la documentazione sull’eventuale ricorso a contoterzisti; non utilizzare fanghi di depurazione.

Sulla stessa superficie, l’Azione 1 è incompatibile con l’Azione 2; entrambe possono essere abbinate all’Azione 3 e richiedono che le macchine siano già nella disponibilità dei beneficiari (in proprio o per contoterzi). Non possono accedere all’Azione 3 i titolari di aziende zootecniche o di impianti per la digestione anaerobica. In almeno due anni del quinquennio può essere attuato l’impegno facoltativo “Coltivazione di erbai autunno-vernini da sovescio

I premi annuali sono i seguenti: 1) minima lavorazione: 180 euro/ha per anno; 2) semina su sodo: 280 euro/ha per anno; 3) apporto di matrici organiche: variabile in base alla coltura e agli ammendanti utilizzati, tra180 euro/ha e 300 euro/ha per anno. Per l’impegno aggiuntivo “Coltivazione di erbai autunno-vernini da sovescio”, il sostegno annuale è di 230 euro/ha

Operazione 10.1.4 - Sistemi colturali ecocompatibili

L’operazione è articolata in tre azioni con impegni quinquennali:

  1. conversione di seminativi in foraggere permanenti: coltivare per un quinquennio foraggere permanenti su terreni che nei 5 anni precedenti siano stati investiti a seminativi; eseguire gli sfalci ordinari, non effettuare trattamenti e conservare la documentazione di acquisto del seme;
  2. diversificazione colturale in aziende maidicole: a) garantire un livello di diversificazione colturale più elevato rispetto a quanto previsto dal “greening” b) applicare una rotazione nell’arco dei 5 anni che garantisca un’incidenza un’incidenza del mais non superiore al 60% della superficie dei seminativi. c) ai bordi di appezzamenti coltivati a seminativi, realizzare superfici inerbite in modo permanente di 5-10 m. di larghezza mediante graminacee poliennali anche consociate a leguminose. L’altezza e l’epoca degli sfalci dipende dalle specie seminate. E’ vietato l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti.

I premi annuali sono 1) conversione di seminativi: 450 euro/ha; 2) diversificazione colturale in aziende maidicole: 435 euro/ha attribuiti a colture alternative al mais per la quota eccedente il 25% dei seminativi richiesto dal greening, o per la quota eccedente l’incidenza registrata nel periodo di riferimento per le aziende non soggette al greening. 3) inerbimenti multifunzionali: 1.250 euro/ha o 210 euro/ha in caso le stesse superfici siano utilizzate come aree di interesse ecologico per il greening o soggette alla condizionalità BCAA1 (fascia tampone).

Le azioni 1) e 3) non sono cumulabili con nessun altro intervento

Operazione 10.1.5 - Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera

L’operazione, che richiede che le macchine necessarie siano già nella disponibilità dei beneficiari (in proprio o per contoterzi), è articolata in due azioni, alternative, con i seguenti impegni quinquennali:

  1. distribuzione degli effluenti con interramento immediato mediante un’attrezzatura in grado di incorporarli direttamente nello strato di terreno;
  2. distribuzione degli effluenti sottocotico o rasoterra in bande, mediante un’attrezzatura per l’interramento del materiale sottocotico su terreno inerbito, oppure dotata di serbatoio a pressione atmosferica.

Per entrambe le azioni, inoltre, deve essere rispettato l’impegno di non utilizzare fanghi di depurazione e di comunicare preventivamente l’avvio delle operazioni in campo, tenere aggiornate le registrazioni e conservare la documentazione sul ricorso a contoterzisti. Le particelle possono variare nel corso del quinquennio a condizione che la superficie complessiva non diminuisca.

I premi annuali sono i seguenti: 1) distribuzione degli effluenti con interramento: 300 euro/ha; 2) distribuzione degli effluenti sottocotico o rasoterra: 70 euro/ha.

Operazione 10.1.6 - Difesa del bestiame dalla predazione da canidi sui pascoli collinari e montani

Gli allevatori si impegnano per 5 anni ad adottare i seguenti sistemi di difesa per il bestiame
al pascolo in collina e montagna:

  • adesione all’operazione 10.1.9 “Gestione eco-sostenibile dei pascoli”;
  • trasporto, montaggio e spostamento ogni 10 giorni, tra settori di pascolo, di pali e reti elettrificate, alimentate da batterie ricaricate con pannelli fotovoltaici e dimensionate in dipendenza del numero di capi, per il ricovero notturno;
  • presenza di cani da guardiania appartenenti alle razze da difesa dal lupo (1 ogni 100 capi, con un minimo di 2 cani per mandria o gregge);
  • custodia continuativa con presenza dell’allevatore, della famiglia o di suo personale dipendente.

Il sostegno prevede un importo minimo annuale per azienda di 300 euro e 50 euro ad ettaro di pascolo gestito secondo gli impegni.

Operazione 10.1.7 - Gestione di elementi naturaliformi dell’agroecosistema

L’intervento è articolato in tre azioni:

  1. Gestione di formazioni vegetali e aree Umide realizzate quali investimenti non produttivi nell’operazione 4.4.1 del PSR 2014-2020 o della misura 216 del precedente PSR 2007-2013: siepi arboree arbustive, filari, piccole formazioni boschive, alberi isolati, zone umide, stagni, laghetti. Devono essere costituite da specie autoctone o storicamente presenti. La manutenzione comprende il controllo delle infestanti, l’irrigazione di soccorso, il reintegro delle fallanze, la potatura, la pulizia degli argini ecc. Sono vietate l’acquacoltura e la pesca. Gli elementi devono essere circondati da una fascia di rispetto inerbita. Sono consentiti gli interventi fitoiatrici ammessi in agricoltura biologica. La durata dell’impegno è di 10 anni.
  2. Coltivazioni a perdere per la fauna selvatica su terreni investiti a seminativi nei 5 anni precedenti, con l’esclusione delle aree in cui è praticata la caccia. Le coltivazioni a perdere devono avere un’estensione compresa tra 500 e 4.000 mq, larghezza minima di 10 m, densità pari a quella adottata a scopi produttivi, e devono comprendere almeno due specie tra quelle indicate nelle disposizioni applicative. È escluso l’uso di concimi di sintesi o di trattamenti fitosanitari. Le coltivazioni a perdere devono rimanere in campo fino al 30 settembre dell’anno successivo alla semina, per le colture autunno-vernine, o fino al 1° marzo per le colture a semina primaverile. La durata dell’impegno è di 5 anni, con possibilità di variare le particelle e le colture.
  3. Gestione di fasce inerbite ai margini dei campi, di larghezza compresa tra 5 e 10 m, seminate con miscuglio comprendente leguminose. È escluso l’utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti. A tutela della fauna selvatica in fase di riproduzione, sfalci e trinciature devono essere effettuati al di fuori del periodo 1° marzo - 31 luglio. L’impegno ha durata quinquennale.

I pagamenti annuali sono i seguenti:

  • gestione di formazioni vegetali e aree umide: 1.000 euro/ha.
  • coltivazioni a perdere per la fauna selvatica: 1.000 euro/ha.
  • gestione di fasce inerbite ai margini dei campi: 1.000 euro/ha. Il premio per ettaro si riduce a 80 euro/ha (azioni 1 e 3) e 250 euro/ha (azione 2) nel caso le stesse superfici siano utilizzate come aree di interesse ecologico per il greening o soggette alla condizionalità BCAA1 (fascia tampone).

Operazione 10.1.8 - Allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono

Sostegno all’allevamento in purezza delle seguenti razze:

  • bovini: Pezzata Rossa d’Oropa, Varzese (Tortonese), Valdostana Pezzata Nera, Barà-Pustertaler;
  • ovini: Sambucana, Garessina, Frabosana, Saltasassi, Tacola, delle Langhe, Savoiarda;
  • caprini: Sempione, Vallesana, Roccaverano, Grigia delle valli di Lanzo.

Il numero di UBA (unità di bestiame adulto) minimo ammissibile è 1 UBA per le razze bovine, 0,30 UBA per altre specie. Nel corso dei 5 anni di impegno il numero dei capi per ogni razza dovrà aumentare o almeno essere mantenuto invariato. Premio annuo di 400 euro per UBA.

Operazione 10.1.9 - Gestione eco-sostenibile dei pascoli

Garantire il corretto pascolamento e densità del bestiame, attraverso i seguenti impegni:

  • pascolamento turnato con spostamento della mandria fra superfici suddivise con recinzioni fisse o mobili in sezioni omogenee, in funzione dello stato vegetativo e di utilizzazione della cotica;
  • pascolamento con carico di bestiame di: 1-2 UBA/ha/anno in pianura, 0,5-1 UBA/ha/anno in collina, 0,2-0,5 UBA/ha/anno in montagna;
  • periodo di pascolamento di almeno 180 giorni/anno complessivi (pianura, collina, montagna) e di almeno 80gg se solo in montagna;
  • mantenimento della superficie a pascolo permanente; eliminazione meccanica di arbusti, tagli di pulizia delle infestanti; divieto di uso di fitofarmaci, diserbanti e disseccanti;
  • predisposizione di punti acqua e sale (o punti di abbeverata);
  • divieto di fertilizzazione minerale;
  • divieto di sfalci di affinamento ad eccezione dello sfalcio di pulitura a fine turno)
  • trasformazione di seminativi e prati in pascoli (in pianura).

La conduzione dei capi nei pascoli deve essere svolta dal titolare o da personale dell’azienda;

in caso di capi concessi in affido devono essere monticati almeno il 70% dei capi in proprietà. Il sostegno minimo ammissibile è di 300 euro per azienda. Premio annuo di 110 euro per ettaro (ha) in montagna, 120 euro/ha in collina e 450 euro/ha in pianura

Sottomisura 10.2.1 - Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche vegetali in agricoltura

Operazione 10.2.1: “Sostegno per  la  conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche vegetali in agricoltura”