Regione Piemonte - Agricoltura - Zootecnia - Latte

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DICHIARAZIONI DI RACCOLTA

MONITORAGGIO E INDICIZZAZIONE

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Latte

La produzione lattiera piemontese si è stabilizzata negli ultimi anni intorno ai 10 milioni di quintali/campagna (circa il 10% del latte italiano) a fronte della sensibile riduzione del numero degli allevamenti, meno di 2.000 unità, effetto di un continuo processo di concentrazione e ristrutturazione; una frazione importante delle aziende, circa il 30%, si colloca nelle aree di montagna, prevalentemente collegata a produzioni casearie tipiche. Il settore rappresenta oltre il 10% del valore della produzione agricola regionale, influenzando anche il mercato delle carni. Il principale fattore di criticità degli ultimi anni, accentuato dalla fine del regime delle quote, dalla progressiva riduzione dei meccanismi di protezione UE, da fattori economici e finanziari di carattere internazionale (andamento del mercato mondiale, con forte perturbazione dovuta e squilibri fra domanda ed offerta delle produzioni) è la estrema volatilità dei prezzi, sia sul versante dei ricavi che di quello dei costi di produzione.

Con il 31 marzo 2015 è stata confermata (Reg.UE 1308/13) la fine del regime delle quote, strumento di politica agricola di contingentamento delle produzioni che per trent’anni pur con molti punti deboli ed evidenti distorsioni (limitazioni allo sviluppo del sistema produttivo in alcune aree), ed al netto delle polemiche e dei problemi tutti italiani, ha contribuito a sostenere il prezzo del latte soprattutto in Italia, con valori mediamente superiori del 10-15% rispetto alla media UE, senza ostacolare un importante processo di ristrutturazione e concentrazione degli allevamenti.

La stessa normativa unionale, al fine di assicurare alla Commissione la disponibilità di dati ed elementi tempestivi sui volumi di latte consegnati, ha introdotto a partire dal 1° aprile 2015 disposizioni atte a garantire che il primo acquirente dichiari periodicamente allo Stato membro le informazioni circa i quantitativi raccolti ed il contenuto in grasso: la figura dell’acquirente, come già accadeva per il regime delle quote, assume un ruolo di primo piano, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della nuova disposizione comunitaria.

La volatilità del prezzo del latte ha evidenziato l’utilità di avere a disposizione un meccanismo oggettivo e tempestivo per l’adeguamento del valore del latte nel corso della campagna produttiva, sulla  base dell’andamento del mercato dei principali prodotti lattiero-caseari  e dei fattori di produzione, in alternativa alle “tradizionali” modalità (la fissazione di un prezzo ad inizio campagna non è in grado di rappresentare, per l’intero periodo di vigenza di ogni accordo interprofessionale, l’effettivo valore del latte conferito) e nel rispetto della normativa comunitaria in merito ai rapporti contrattuali nel settore lattiero. Il sistema di indicizzazione, individuato e sollecitato dal comparto agricolo piemontese e condiviso da alcune importanti imprese di raccolta e trasformazione del latte operanti sul territorio regionale, è stato introdotto nel 2011 consentendo di addivenire alla definizione di una determinazione economica (prezzo del latte) in maniera automatica ed in rapporto alle dinamiche di mercato in essere. A partire dalla metà del 2012, le condizioni di mercato nazionale ed internazionale del settore lattiero caseario, non hanno permesso il raggiungimento di uno schema di accordo su base regionale per il mantenimento del medesimo sistema.

Il ricorso a validi strumenti di analisi e di raccolta delle informazioni appare particolarmente importante per approfondire la conoscenza di un comparto in continua evoluzione, fortemente condizionato, ma di essenziale importanza per l’economia agricola ed agroalimentare regionale. In particolare, assume rilevanza prioritaria assicurare un continuo e costante monitoraggio qualitativo delle produzioni di latte, per una conoscenza della effettiva qualità del prodotto degli allevamenti, in modo da avere un quadro puntuale della situazione ed impostare idonee misure di programmazione e di intervento, oltre che una base indispensabile per tendere al miglioramento della qualità merceologica ed igienico-sanitaria del prodotto e di valorizzazione delle produzioni regionali.

Nell’area tematica sono comprese 4 distinte sezioni di dettaglio degli argomenti evidenziati, in considerazione della rilevanza che negli ultimi anni questi hanno assunto nel settore lattiero caseario.

 

Per informazioni
Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche
Dr. Pierluigi Bessolo
pierluigi.bessolo@regione.piemonte.it