Regione Piemonte - Agricoltura - Contratto pascoli pubblici

In questa pagina:



Apicoltura

Novità

04.12.17 | Approvazione e pubblicazione della graduatoria, delle domande e riparto del contributo massimo concedibile del Programma regionale di attuazione per l'anno 2017-2018 (Misure A1, A3, A4, B2, B4, D3, F2)

21.08.17 | Approvazione e pubblicazione dei bandi e dell'avviso pubblico per la concessione dei contributi relativi al Programma regionale di attuazione per l'anno 2017-2018, previsto dal Regolamento (UE) n. 1308/2013

19/10/2015 | Comunicato sull'obbligo da parte degli apicoltori di registrare/aggiornare in Anagrafe apistica nazionale la consistenza e la disolcazione degli apiari posseduti.

Situazione del settore apistico nazionale

L’attività apistica in Italia è caratterizzata da un livello di professionalità estremamente variabile che spazia dalle grandi imprese specializzate, alle aziende agricole in cui l’apicoltura è una attività integrativa, fino a coloro che praticano l’apicoltura per finalità di allevamento zootecnico e/o di autoconsumo. Si tratta di una pratica ad impatto ambientale pressoché nullo e strettamente connessa alle produzioni agricole ed alla salvaguardia della flora spontanea che contribuisce ad una gestione sostenibile delle aree marginali e della biodiversità.

Questi ultimi anni sono stati contraddistinti, in Italia come nel resto dell’Europa, dall’accentuarsi del fenomeno di moria delle api. Tale fenomeno ha coinvolto in maniera diversificata quasi tutte le regioni italiane causando, comunque, danni ingenti agli apicoltori. Per tale motivo sono state avviate delle ricerche scientifiche volte ad individuare le cause e a definire le strategie efficaci di lotta. Tra queste, a livello nazionale,  si deve menzionare soprattutto l’iniziativa portata avanti dal CREA (Centro Ricerche in Agricoltura) che gestisce un programma di ricerca (APENET e BEENET), finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che prevede sette filoni di indagine specifici sul tema della moria delle api e che coinvolge numerose altre istituzioni nel campo della ricerca (Università, CNR, Istituiti zooprofilattici ecc.).

Parallelamente, con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 17 settembre 2008 (pubblicato sulla G.U. n. 221, del 20/09/2008), è stato sospeso l’uso dei neonicotinoidi, fortemente indiziati di contribuire al verificarsi di morie di api, come concianti del mais. Tale divieto, in vigore per la campagna di semina primaverile dell’anno 2009, è stato riconfermato con successivi decreti sino al 31 di gennaio 2013, che ha prorogato la sospensiva all’uso dei neonicotinoidi impiegati nella concia dei semi di mais.

Contemporaneamente, le Regioni più sensibili al fenomeno della moria delle api, hanno provveduto ad utilizzare parte dei sussidi provenienti dai programmi apistici finanziati ai sensi del Reg. (UE) 1308/2013 (ex Reg. CE 1234/97), per la ricostituzione del patrimonio apistico danneggiato, consentendo all’Italia di mantenere pressoché inalterato il numero complessivo degli alveari nonché il proprio potenziale produttivo.

Censimento apistico nazionale anno 2016

REGIONI TOTALE APICOLTORI TOTALE APIARI TOTALE_ALVEARI_CENS 2016
PIEMONTE 5.237 16.447   186.344
VALLE D'AOSTA 525 1.395   6.602
LOMBARDIA 6.850 11.163  140.467
TRENTINO - ALTO ADIGE (BZ) 3.202 3.666 29.402
TRENTINO - ALTO ADIGE (TN) 1.832 3.221 26.074
VENETO 5.941 9.684 72.003
FRIULI VENEZIA GIULIA 1.422 3.056 24.884
LIGURIA 1.759 2.493 20.694
EMILIA ROMAGNA 3.404 10.008 99.395
TOSCANA 4.700 8.979 91.988
UMBRIA 1.921 2.869 37.328
MARCHE 2.290 3.656 31.479
LAZIO 2.303 3.143 27.622
ABRUZZO 1.394 2.506 33.648
MOLISE 429 753   8.514
CAMPANIA 850 2.279 43.869
PUGLIA 634 1.323 16.055
BASILICATA 414 644 11.561
CALABRIA 973 2.809 70.620
SICILIA 1.355 5.799 105.294
SARDEGNA 1.369 2.554 44.273
TOTALE 48.804 98.447 1.128.116

Situazione del settore apistico regionale

Nel 2015 è partita l’Anagrafe apistica nazionale e attualmente in Piemonte esiste ed è operante l’anagrafe regionale ai sensi della Legge regionale n. 20/1998.

La Regione, sia come Assessorato Agricoltura che Assessorato alla Sanità, grazie anche al sistema di assistenza tecnica operante su tutto il territorio regionale e coordinato dalle associazioni apistiche, è intervenuta alle prime segnalazioni di morie di api ad inizio 2008. E’ stato attuato un sistema di rilevazione, tramite un disciplinare di campionamento, utilizzando il “Centro apistico regionale” operante presso la sede artigiana dell’Istituto zooprofilattico per l’effettuazione delle analisi di laboratorio.
I dati rilevati sono stati trasmessi ai Ministeri competenti (Agricoltura e Sanità), ed hanno portato ai decreti di sospensione dell’utilizzo dei neonicotinoidi usati come concianti del seme di mais, contestualmente sono iniziate una serie di verifiche e studi per rilevare eventuali altri fenomeni che possono essere intervenuti sul fenomeno delle morie di api (progetti “Apenet” e successivamente “BeeNet” con finanziamento del Ministero).
 
Nel corso dell’ultimo quinquennio si è inoltre riorganizzato il sistema di concessione degli aiuti pubblici al settore, introducendo il criterio della rappresentatività dell’associazionismo, con particolare attenzione ai produttori che dall’attività di allevamento ricavano un reddito (produttori con partita IVA). Si è favorita la costituzione e lo sviluppo di nuove imprese apistiche  anche attraverso corsi di formazione e di aggiornamento diretti ai nuovi imprenditori.

Ad oggi le associazioni più rappresentative a livello regionale sono:

  • ASPROMIELE con sede ad Alessandria
  • AGRIPIEMONTE MIELE con sede a Torino
  • COOPERATIVA PIEMONTE MIELE con sede a Fossano

Censimento apistico regionale anno 2016

In termini di consistenza del settore apistico in Piemonte si è passati da circa 2.800 aziende che allevavano circa 100.000 alveari ad inizio dell’anno 2005, a circa 4.035 aziende che allevano circa 165.863 alveari nel 2014 (escludendo il calo verificatosi in concomitanza delle morie registrate nel corso della primavera del 2008). Il Piemonte è la prima regione italiana in termini di importanza del settore apistico sia in termini di consistenza che di capacità produttiva ciò anche in conseguenza della presenza di varie tipologie di mieli uniflorali. Le province in cui è più numerosa la presenza di apicoltori sono Cuneo, Novara, Torino. La provincia di Novara è quella in cui è maggiore il numero medio di alveari allevati per azienda (maggiore presenza di aziende di tipo professionale).

PROVINCIA N. AZIENDE N. APIARI
Alessandria 541 2.162
Asti 412 1758
Biella 344 944
Cuneo 1.314 4.374
Novara 321 1.247
Torino 1.769 4.267
Verbania 333 939
Vercelli 229 831
Totale 5.263 16.522

 

PROVINCIA N. MEDIO APIARI/ AZIENDA
Alessandria 3,99
Asti 4,26
Biella 2,74
Cuneo 3,32
Novara 3,88
Torino 2,41
Verbania 2,81
Vercelli 3,62
Media regionale 3,37

 

Per informazioni:
Gianfranco Termini | 011/4324372 | gianfranco.termini@regione.piemonte.it