Regione Piemonte - Agricoltura - Contratto pascoli pubblici

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Apicoltura

Novità

21.08.17 | Approvazione e pubblicazione dei bandi e dell'avviso pubblico per la concessione dei contributi relativi al Programma regionale di attuazione per l'anno 2017-2018, previsto dal Regolamento (UE) n. 1308/2013

10.11.2016 | Programma regionale di attuazione per l'anno 2016-2017. Approvazione delle domande e riparto del contributo massimo concedibile.

12.09.2016 | Apertura bandi annualità 2016-2017 per le Misure A1, A3, A4, A6, B2, B4, C2.2 D3, F2 del programma regionale triennale 2016-2019 per la concessione dei contributi previsti dal Regolamento (UE) n. 1308/2013

06/09/2016 | Approvazione elenco di liquidazione di contributi nel settore apistico ai sensi del Reg. CE 1234/2007 - campagna 2015-2016

21/04/2016 | Approvazione graduatoria Azione B3 “Lotta alla Varroasi - acquisto arnie con fondo a rete”, campagna 2015-2016

19/10/2015 | Comunicato sull'obbligo da parte degli apicoltori di registrare/aggiornare in Anagrafe apistica nazionale la consistenza e la disolcazione degli apiari posseduti.

Situazione del settore apistico nazionale (anno 2015)

L’attività apistica in Italia è caratterizzata da un livello di professionalità estremamente variabile che spazia dalle grandi imprese specializzate, alle aziende agricole in cui l’apicoltura è una attività integrativa, fino a coloro che praticano l’apicoltura per finalità di allevamento zootecnico e/o di autoconsumo. Si tratta di una pratica ad impatto ambientale pressoché nullo e strettamente connessa alle produzioni agricole ed alla salvaguardia della flora spontanea che contribuisce ad una gestione sostenibile delle aree marginali e della biodiversità.

Questi ultimi anni sono stati contraddistinti, in Italia come nel resto dell’Europa, dall’accentuarsi del fenomeno di moria delle api. Tale fenomeno ha coinvolto in maniera diversificata quasi tutte le regioni italiane causando, comunque, danni ingenti agli apicoltori. Per tale motivo sono state avviate delle ricerche scientifiche volte ad individuare le cause e a definire le strategie efficaci di lotta. Tra queste, a livello nazionale,  si deve menzionare soprattutto l’iniziativa portata avanti dal CREA (Centro Ricerche in Agricoltura) che gestisce un programma di ricerca (APENET e BEENET), finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che prevede sette filoni di indagine specifici sul tema della moria delle api e che coinvolge numerose altre istituzioni nel campo della ricerca (Università, CNR, Istituiti zooprofilattici ecc.).

Parallelamente, con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 17 settembre 2008 (pubblicato sulla G.U. n. 221, del 20/09/2008), è stato sospeso l’uso dei neonicotinoidi, fortemente indiziati di contribuire al verificarsi di morie di api, come concianti del mais. Tale divieto, in vigore per la campagna di semina primaverile dell’anno 2009, è stato riconfermato con successivi decreti sino al 31 di gennaio 2013, che ha prorogato la sospensiva all’uso dei neonicotinoidi impiegati nella concia dei semi di mais.

Contemporaneamente, le Regioni più sensibili al fenomeno della moria delle api, hanno provveduto ad utilizzare parte dei sussidi provenienti dai programmi apistici finanziati ai sensi del Reg. (UE) 1308/2013 (ex Reg. CE 1234/97), per la ricostituzione del patrimonio apistico danneggiato, consentendo all’Italia di mantenere pressoché inalterato il numero complessivo degli alveari nonché il proprio potenziale produttivo.

Censimento apistico nazionale anno 2015

REGIONI n° ALVEARI
VALLE D'AOSTA 6.751
PIEMONTE 165.863
LOMBARDIA 118.560
LIGURIA 29.190
FRIULI V.G. 24.465
BOLZANO 34.715
TRENTO 26.227
VENETO 65.375
EMILIA ROMAGNA 110.616
MARCHE 34.273
TOSCANA 92.270
UMBRIA 34.455
LAZIO 38.557
ABRUZZO 37.386
MOLISE 9.987
CAMPANIA 48.690
BASILICATA 28.921
PUGLIA 23.227
CALABRIA 77.257
SICILIA 128.412
SARDEGNA 43.747
ITALIA 1.178.944

Situazione del settore apistico regionale (anno 2015)

Nel 2015 è partita l’Anagrafe apistica nazionale e attualmente in Piemonte esiste ed è operante l’anagrafe regionale ai sensi della Legge regionale n. 20/1998.

La Regione, sia come Assessorato Agricoltura che Assessorato alla Sanità, grazie anche al sistema di assistenza tecnica operante su tutto il territorio regionale e coordinato dalle associazioni apistiche, è intervenuta alle prime segnalazioni di morie di api ad inizio 2008. E’ stato attuato un sistema di rilevazione, tramite un disciplinare di campionamento, utilizzando il “Centro apistico regionale” operante presso la sede artigiana dell’Istituto zooprofilattico per l’effettuazione delle analisi di laboratorio.
I dati rilevati sono stati trasmessi ai Ministeri competenti (Agricoltura e Sanità), ed hanno portato ai decreti di sospensione dell’utilizzo dei neonicotinoidi usati come concianti del seme di mais, contestualmente sono iniziate una serie di verifiche e studi per rilevare eventuali altri fenomeni che possono essere intervenuti sul fenomeno delle morie di api (progetti “Apenet” e successivamente “BeeNet” con finanziamento del Ministero).
 
Nel corso dell’ultimo quinquennio si è inoltre riorganizzato il sistema di concessione degli aiuti pubblici al settore, introducendo il criterio della rappresentatività dell’associazionismo, con particolare attenzione ai produttori che dall’attività di allevamento ricavano un reddito (produttori con partita IVA). Si è favorita la costituzione e lo sviluppo di nuove imprese apistiche  anche attraverso corsi di formazione e di aggiornamento diretti ai nuovi imprenditori.

Ad oggi le associazioni più rappresentative a livello regionale sono:

  • ASPROMIELE con sede ad Alessandria
  • AGRIPIEMONTE MIELE con sede a Torino
  • COOPERATIVA PIEMONTE MIELE con sede a Fossano

Censimento apistico Piemonte - anno 2015

In termini di consistenza del settore apistico in Piemonte si è passati da circa 2.800 aziende che allevavano circa 100.000 alveari ad inizio dell’anno 2005, a circa 4.035 aziende che allevano circa 165.863 alveari nel 2014 (escludendo il calo verificatosi in concomitanza delle morie registrate nel corso della primavera del 2008). Il Piemonte è la prima regione italiana in termini di importanza del settore apistico sia in termini di consistenza che di capacità produttiva ciò anche in conseguenza della presenza di varie tipologie di mieli uniflorali. Le province in cui è più numerosa la presenza di apicoltori sono Cuneo, Novara, Torino. La provincia di Novara è quella in cui è maggiore il numero medio di alveari allevati per azienda (maggiore presenza di aziende di tipo professionale).

PROVINCIA N. AZIENDE N. ALVEARI
Alessandria 460 21.292
Asti 315 18.777
Biella 326 6.814
Cuneo 873 43.806
Novara 261 28.067
Torino 1.249 29.853
Verbania 295 8.711
Vercelli 256 8.543
Totale 4.035 165.863

 

PROVINCIA N. MEDIO ALVEARI/ AZIENDA
Alessandria 46
Asti 59
Biella 21
Cuneo 50
Novara 107
Torino 23
Verbania 29
Vercelli 36
Media regionale 46

 

Per informazioni:
Gianfranco Termini | 011/4324372 | gianfranco.termini@regione.piemonte.it