Regione Piemonte - Agricoltura - Viticoltura ed enologia

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Indicazione di qualità “prodotto di montagna”

L’indicazione “Prodotto di montagna” è una indicazione facoltativa di qualità istituita a livello comunitario con il Regolamento (UE) N. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (articolo 31).
I requisiti necessari affinché gli operatori possano utilizzare tale indicazione, comprese le eventuali deroghe applicabili, sono stati specificati nel Regolamento delegato (UE) N. 665/2014.
Col Decreto 26 luglio 2017 il MIPAAF ha provveduto a specificare il recepimento delle deroghe previste dal Reg. 665/2014, ha definito gli adempimenti degli operatori e le modalità di attuazione delle attività di monitoraggio e controllo.

Cosa prevede la normativa

PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE

L'indicazione facoltativa di qualità "prodotti di montagna" può essere applicata ai prodotti:

  • ottenuti da animali allevati nelle zone di montagna e lì trasformati
  • derivanti da animali allevati, per almeno gli ultimi due terzi del loro ciclo di vita, in zone di montagna, se i prodotti sono trasformati in tali zone
  • derivanti da animali transumanti allevati, per almeno un quarto della loro vita, in pascoli di transumanza nelle zone di montagna.

La proporzione dei mangimi non prodotti in zone di montagna non deve superare:

  • il 75% nel caso dei suini
  • il 40% per i ruminanti
  • il 50% per gli altri animali da allevamento.

Questi ultimi due parametri non si applicano per gli animali transumanti quando sono allevati al di fuori delle zone di montagna.

PRODOTTI DI ORIGINE VEGETALE

L’indicazione “prodotto di montagna” può essere applicata ai prodotti vegetali se le piante sono state coltivate unicamente nella zona di montagna.

PRODOTTI DELL'APICOLTURA

L'indicazione può essere applicata ai prodotti dell'apicoltura se le api hanno raccolto il nettare e il polline esclusivamente nelle zone di montagna; lo zucchero utilizzato per l’alimentazione delle api non deve obbligatoriamente provenire da zone di montagna.

INGREDIENTI UTILIZZATI

I prodotti, quali erbe, spezie e zucchero, utilizzati come ingredienti nei prodotti di origine animale e vegetale possono anche provenire da aree al di fuori delle zone di montagna, purché non superino il 50% del peso totale degli ingredienti.

IMPIANTI DI TRASFORMAZIONE

In merito alle operazioni di macellazione di animali e sezionamento e disossamento delle carcasse e a quelle di spremitura dell'olio di oliva, gli impianti di trasformazione devono essere situati non oltre 30 km dal confine amministrativo della zona di montagna.
Per il latte e i prodotti lattiero caseari ottenuti al di fuori delle zone di montagna in impianti di trasformazione in funzione dal 3 gennaio 2013, viene stabilita una distanza non superiore ai 10 km dal confine amministrativo della zona di montagna.

ADEMPIMENTI DEGLI OPERATORI

Per quanto riguarda gli obblighi degli operatori, essi sono tenuti a:

  • adempiere alle prescrizioni previste in tema di rintracciabilità di cui al Reg. (CE) N. 178/2002, in modo da consentire la rintracciabilità dei prodotti, delle materie prime e dei mangimi utilizzati nel ciclo di produzione; la relativa documentazione giustificativa deve essere resa disponibile, su richiesta, agli Organi di controllo ufficiali;
  • compilare e trasmettere alla Regione sul cui territorio insiste la produzione, almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’utilizzo dell’indicazione “prodotto di montagna”, il modello in allegato al Decreto (o così come eventualmente modificato dalla Regione competente); nel caso di avvalimento delle deroghe circa le operazioni di trasformazione il modello deve essere inoltrato per conoscenza anche al Ministero.

MONITORAGGIO E CONTROLLI

Regioni e Province autonome trasmettono al Ministero, entro il 31 gennaio di ogni anno, gli elenchi dei produttori operanti sul proprio territorio e, semestralmente, gli eventuali aggiornamenti.
Le attività di controllo sono svolte dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), dalle Regioni e Province autonome e dagli altri Organi di controllo ufficiali.

SANZIONI

Le sanzioni amministrative previste sono quelle di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e smi, ove applicabili.

Documentazione


NOTE:
Il modello di comunicazione, debitamente compilato, deve essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata (PEC), sottoscritta con firma digitale ovvero scansionata con la firma autografa allegando la copia (fronte e retro) di un documento di identità in corso di validità, al seguente indirizzo PEC: valorizzazione.agroalimentare@cert.regione.piemonte.it

L’operatore che, per le operazioni di macellazione di animali e sezionamento e disossamento delle carcasse, di spremitura dell'olio di oliva e di trasformazione per la produzione di latte e prodotti lattiero-caseari, intende avvalersi delle deroghe previste dal Decreto, deve inoltrare il medesimo anche al MIPAAF al seguente indirizzo:

Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali
Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità Agroalimentare, ippiche e della pesca    
Direzione generale della promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica – PQAI IV                    
Via XX Settembre, 20 - 00187 ROMA (RM)

PEC: saq4@pec.politicheagricole.gov.it