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Legge Regionale 37/80 - Le enoteche regionali e le botteghe del vino

Le Enoteche Regionali e le Botteghe del vino, previste con la legge regionale n. 37 del 12 maggio 1980, sono state strutture pionieristiche, e in molti casi uniche, nell’opera di valorizzazione e promozione della vitivinicoltura piemontese.

Nel 2012 sono 14 le Enoteche regionali e 33 le Botteghe del Vino o Cantine Comunali, con circa 200 Comuni soci fondatori del sistema Enoteche Regionali - Botteghe del vino, a cui si aggiungono le partecipazioni di alcune Province e Camere di Commercio e alcuni Consorzi di Tutela.
La legge regionale ne promuove la costituzione, le riconosce e ne sostiene anche finanziariamente il funzionamento e le attività. Tali strutture sono costituite con atto pubblico con la partecipazione di enti pubblici e non hanno fini di lucro.

Le Enoteche Regionali hanno una dimensione rappresentativa ampia in termini territoriali, produttivi, istituzionali e comunque intercomunale; le Botteghe del Vino o Cantine Comunali si identificano con il comune dove hanno sede e che ne promuove la loro costituzione (quindi hanno una dimensione comunale). Le enoteche regionali e quasi tutte le botteghe del vino o cantine comunali hanno sede presso castelli e dimore storiche; molte di esse attivano musei etnografici enologici, ristoranti o punti di ristorazione dove si abbinano i vini con le specialità gastronomiche e i piatti del territorio e della tradizione.

Storia

Con l’entrata in vigore della L.R. 37/80, si registra la prima ondata di costituzioni e riconoscimenti (dal 1980 al 1983); i primi riconoscimenti hanno riguardato l’Enoteca Regionale del Barolo, l’Enoteca regionale di Grinzane Cavour, l’enoteca Regionale del Monferrato di Vignale,cui seguono nel 1981 l’Enoteca regionale della Serra di Roppolo, l’Enoteca regionale di Acqui Terme, l’Enoteca regionale del Barbaresco. Nel 1983 viene riconosciuta l’Enoteca regionale di Mango.
La fine degli anni ’80 e i primi anni ’90  sono anni di crisi del vino (ricordiamo lo scandalo del Metanolo nel 1987). A metà  degli anni Novanta si registra la ripresa e un boom dell’agroalimentare di qualità e riprende anche il fervore per la costituzione di nuove Enoteche regionali e Botteghe del vino.
Nel 1995, infatti, si costituisce l’Enoteca regionale del Roero a Canale. Nel 1997 quella di Canelli  (ricostituita ex novo dopo l’alluvione del 1994). Nel 1998 l’Enoteca Regionale di Gattinara.(esisteva in precedenza come Bottega del vino) In anni più recenti sono state costituite e riconosciute: l’Enoteca regionale dei vini della Provincia di Torino (2005); l’Enoteca regionale di Nizza Monferrato nel 2006 (esisteva in precedenza come Bottega del vino). l’Enoteca regionale Colline Alfieri dell’Astigiano di S. Damiano d’Asti nel 2008; l’Enoteca regionale di Ovada  e del Monferrato nel 2010.
Nei primi anni della L.R. 37/80 sono state inoltre costituite le Botteghe del Vino o Cantine Comunali di: Portacomaro, Moncucco Torinese, Costigliole d’Asti, La Morra, Dogliani, Quaranti, Castagnole Lanze, Neive, Serralunga d’Alba, Novello, Langa Astigiana Valle Bormida di San Giorgio Scarampi (poi Bubbio),. Negli anni ’90: Castellinaldo, Cisterna d’Asti, Calosso, Calamandrana, Castelletto Molina, Castiglione Tinella, Castiglione Falletto. Negli anni 2000: Bruno, Verduno, Ferrere, Diano d’Alba, Rodello, Rocca Grimalda, Moncalvo, Castelnuovo Bormida, Treiso, Moasca, Neviglie, Alice bel Colle, Capriata d’Orba, S. Martino Alfieri, S: Cristoforo, Frossasco.

Attività e dimensioni

Tali strutture hanno svolto, già in epoche pionieristiche, e continuano a svolgere una intensa attività di promozione e valorizzazione dei vini, dei relativi territori, sono anche una vetrina espositiva delle altre eccellenze agroalimentari della zona; organizzano e compartecipano a centinaia di manifestazioni e iniziative promozionali; inoltre svolgono una preziosa funzione di accoglienza – informazione dei turisti del vino e dell’enogastronomia (buona parte delle Enoteche regionali funzionano come Uffici Accoglienza e Informazione Turistica - IAT) ai sensi della legge regionale n. 75 del 1996.
La funzione di accoglienza , informazione  diventa ancor più preziosa, se si pensa che le Enoteche regionali e le botteghe del vino sono spesso l’unica realtà presente in quei territori rurali dove hanno sede;  e dunque, sono anche strumento di presidio e di animazione.
Anche per questo, negli ultimi 15 anni c’è stato un boom nei processi di costituzione sia di Enoteche che di Botteghe, da parte dei Comuni (soggetti promotori principali ed essenziali). A tal proposito, per i nuovi riconoscimenti si è chiesto il massimo di dimensioni rappresentative in termini soprattutto di territorio e di comuni; ad esempio, nell’ultima enoteca regionale riconosciuta, quella di Ovada, i soci fondatori sono tutti i comuni dell’area del Dolcetto di Ovada, la Provincia di Alessandria e il Consorzio di Tutela. Tutto ciò anche perché possano avere il massimo di capacità operative e di autofinanziamento. Del resto quasi tutte hanno grandi dimensioni: quella del Roero nella cui società fanno parte i 22 comuni del Roero; quella di Vignale,ne fanno parte 22 comuni del Monferrato Casalese; quella del Barolo, ne fanno parte  gli 11 Comuni dell’area produttiva del Barolo; quella della Serra di Roppolo 13 comuni, più la Provincia di Biella e altri soggetti  istituzionali anche della Valle d’Aosta; Quella di San Damiano d’Asti ne fanno parte i 7 comuni dell’Unione comuni Colline Alfieri. L’enoteca di Nizza ne fanno parte i 9 comuni della Comunità collinare vigne e vini. Quella di Gattinara 9 comuni, più la Provincia e la Camera Commercio di Vercelli. Quella di Torino, emblematicamente ne fanno parte i principali comuni viticoli Caluso, Chieri, Carema, Bricherasio, Chiomonte,la Provincia di Torino, la Camera Commercio e tutti i Consorzi di tutela delle DOC torinesi.

Altri grandi numeri e dati del sistema Enoteche e Botteghe sono i seguenti:

  • 4300 produttori  vitivinicoli, che pagano una quota come soci espositori (l’Enoteca o Bottega espone e vende il loro vino; ovviamente si parla di vendita della bottiglia o dell’astuccio di due tre bottiglie; per acquisti maggiori, si rimandano alle aziende).
  • 1 milione circa il numero delle bottiglie di vino annue vendute o consumate.
  • 1 milione circa il numero di visitatori annuo stimati (metà dei quali sono stranieri)
  • 12 milioni di euro circa il volume finanziario complessivo annuo attivato dal sistema