Regione Piemonte - Agricoltura - Avversità e calamità naturali

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Danni al comparto agricolo: produzioni, strutture e infrastrutture

Il Fondo di solidarietà nazionale ha l'obiettivo di promuovere interventi per far fronte ai danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole e alle infrastrutture colpite da calamità naturali o eventi eccezionali.

Per raggiungere detto obiettivo sono previste le seguenti tipologie di intervento:

  • incentivi alla stipula di contratti assicurativi contro i danni alle produzioni e alle strutture;
  • interventi compensativi per danni alle produzioni e alle strutture;
  • interventi di ripristino delle infrastrutture connesse alle attività agricole.

Danni alle produzioni

Le colture agrarie sono per loro stessa caratteristica, esposte a rischi atmosferici di vari tipi, i più comuni dei quali sono rappresentati dalle gelate primaverili e le grandinate estive. L'accertamento dei danni, in occasione di eventi eccezionali calamitosi, per questo comparto compete, ai sensi  della legge regionale n. 17 dell'8 luglio 1999  , alle province e/o alle comunità montane, limitatamente ai danni verificatisi a carico di colture ed eventi non inclusi nel Piano assicurativo nazionale o in caso di deroga per limitata o nulla offerta assicurativa.

Il decreto legislativo n. 102 del 29 marzo 2004, che fornisce le norme di applicazione del Fondo di solidarietà nazionale, introduce due generi di aiuti. Il primo è anche detto "ex-ante", in quanto viene dato sull'assicurazione che si stipula prima del possibile verificarsi di eventi avversi; il secondo, "ex-post", è costituito da contributi che permettono una ripresa dell'attività da parte dell'impresa agricola dopo che si è verificato il danno.

L'aiuto concesso sul costo del premio assicurativo esclude la possibilità di avere i contributi dopo l'eventuale evento dannoso. In effetti, il risarcimento assicurativo è un indennizzo che ripaga quasi interamente l'azienda del danno avuto e salvaguarda il reddito, mentre gli aiuti compensativi (o "ex-post") sono solo un sostegno dato all'impresa in un momento di difficoltà e non possono essere considerati un indennizzo della produzione perduta. In ogni caso vengono concessi solo se il danno alla produzione lorda vendibile (PLV) (esclusa quella zootecnica) supera un minimo del 30% ed esclusivamente per le produzioni non assicurabili secondo il Piano assicurativo nazionale.

Ogni anno il Piano assicurativo nazionale stabilisce le colture e i tipi di sinistro ammissibili ad assicurazione agevolata, il che vuol dire che esclude quelle medesime colture, per i tipi di avversità ammissibili, dagli aiuti compensativi. L'agricoltore può solo decidere di assicurarsi per questi eventi o responsabilmente assumersi in toto i rischi da essi derivanti.

Danni alle strutture rurali

L'accertamento dei danni, in occasione di eventi calamitosi eccezionali, per questo comparto compete, ai sensi della legge regionale n. 17 dell'8 luglio 1999  , alle province e/o alle comunità montane  .

Ai fini delle verifiche relative ai danni che una azienda può aver subito a seguito di avversità o calamità naturali, si ricorda che per strutture aziendali vanno intese tutte le strutture presenti in azienda (stalle, capannoni, ricoveri, viabilità poderale, ecc...). Sono escluse dagli accertamenti le strutture comprese nel Piano assicurativo nazionale, in quanto assicurabili con contributo dello Stato sul costo delle polizze.

Inoltre, poiché la Commissione europea ammette agli aiuti di Stato anche i mezzi di produzione agricola, possono esser concessi aiuti anche per le scorte presenti in azienda, cioè per gli animali (scorte vive) e per i macchinari, i mangimi, i concimi e quant'altro presente in azienda e connesso con le sue attività (scorte morte).

Danni alle infrastrutture rurali e di bonifica

L'accertamento dei danni, in occasione di eventi eccezionali calamitosi, ai sensi della legge regionale n. 17 dell'8 luglio 1999  , compete alle province e/o alle comunità montane   per il comparto (viabilità interpoderale, acquedotti rurali) e alla Regione per le infrastrutture irrigue e di bonifica.

Viabilità interpoderale e acquedotti rurali

Sono così definite le infrastrutture a servizio dell'attività agricola (dette anche strutture interaziendali, ovvero a servizio di più aziende agricole), e in particolare le strade classificate interpoderali a servizio dei campi e delle aziende. Sono considerati acquedotti rurali gli acquedotti privati aventi per destinazione aziende agricole o almeno la maggioranza degli utenti costituita da aziende agricole.

Irrigazione e canali irrigui

Fra le infrastrutture più importanti vi è la rete di canali irrigui che partendo dai principali corsi d'acqua si ramifica in una miriade di canali minori, portando nell'estate acqua alle colture agricole e raccogliendo nelle altre stagioni quella in eccesso. L'azione irrigua si svolge sul territorio con i consorzi di irrigazione/enti di bonifica e d'irrigazione, enti privati o di diritto pubblico locali dotati di un'autonomia propria, ai quali è affidata la gestione dei canali irrigui e dell'irrigazione.

L'irrigazione consente di incrementare e stabilizzare in maniera sensibile le rese delle colture, di contribuire al miglioramento merceologico dei prodotti agricoli, di permettere raccolti più numerosi (secondi raccolti) e di coltivare un maggiore numero di specie, anche di quelle caratterizzate da elevati fabbisogni idrici.
I danni che si verificano a carico di impianti irrigui non sono semplicemente conteggiabili al mero ripristino dell'opera, ma anche al calo di produzione di tutta l'area sottesa all'opera stessa nel caso di interruzione dell'irrigazione. Per questo motivo, solitamente, il ripristino della rete irrigua costituisce fattore di priorità rispetto ad altre infrastrutture danneggiate perché dalla pronta riparazione dei danni alla rete irrigua dipende la possibilità di salvaguardare i raccolti di ampi comprensori agricoli.

Infrastrutture di bonifica

Con il termine bonifica vengono indicate generalmente tutte quelle attività aventi lo scopo di rendere produttivi e salubri i terreni acquitrinosi, paludosi e privi di scolo delle acque superflue o, per contro, quelli bisognosi di irrigazione, al fine di ottenere un'agricoltura fiorente.

Un altro tipo di bonifica, caratteristico dei comprensori non pianeggianti e in cui prevalgono condizioni di dissesto idrogeologico, è quello delle bonifiche collinari e montane. In esse dominano opere di regimazione delle acque, con l'obiettivo prevalente della difesa del territorio contro l'erosione, e le infrastrutture forestali, ivi comprese quelle che raggiungono pascoli e boschi financo le mulattiere, carrarecce e sentieri che collegano frazioni e valli attraverso valichi. Dei benefici conseguibili da questi interventi risentono anche le pianure sottostanti.

L'azione della bonifica si svolge con la presenza su parte della pianura, dei consorzi di bonifica, enti di diritto pubblico dotati di autonomia propria, ai quali è affidata la gestione delle opere di bonifica e irrigazione e con la considerazione della bonifica come strumento permanente di difesa del territorio a servizio della collettività, teso non solo alla salvaguardia degli interessi agricoli, ma attento anche alle problematiche interconnesse relative al territorio e all'ambiente.

Nelle zone di collina e di montagna la salvaguardia del territorio e della bonifica montana è affidata alle comunità montane.

 

Competenze regionali

Alla Giunta regionale competono

  • la valutazione dei danni e  la delimitazione dei territori danneggiati,
  • la dichiarazione dell'eccezionalità dell'evento calamitoso,
  • la valutazione in termini economici del sostegno al comparto agrario per i danni subiti alle produzioni,
  • la valutazione del costo dei ripristini delle strutture e delle infrastrutture danneggiate.

Nella fase di "delimitazione" la Regione cura il coordinamento degli accertamenti sui danni e delle valutazioni tecniche degli enti territoriali (province e comunità montane), le relazioni con gli uffici dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente   (ARPA) per la predisposizione dei dati meteo valutati nella decisione della Commissione europea e allo stesso tempo tiene i rapporti con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali   (MiPAAF) per il decreto di riconoscimento.

La stessa Giunta, una volta ricevuti i fondi dal MiPAAF, provvede al riparto degli stessi tra gli enti competenti, per gli interventi finanziari previsti dal Fondo di solidarietà nazionale.

Alla Regione, inoltre, compete l'attivazione dell'ufficio preposto (Settore Avversità e calamità naturali) per

  • l'accertamento dei danni alle infrastrutture irrigue e di bonifica danneggiate da eventi calamitosi naturali eccezionali
  • il finanziamento, la programmazione e il coordinamento dei processi ricostruttivi,
  • il monitoraggio delle fasi di esecuzione delle opere di ripristino.