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Agricoltura Biologica

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01/12/2015 | Istituito l'elenco regionale degli operatori dell'agricoltura biologica aggiornato all'anno 2014.

Introduzione

L'agricoltura biologica è un metodo di coltivazione che ha come obiettivo il rispetto dell'ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità, della salute dell'operatore e del consumatore. In essa non vengono impiegati nè antiparassitari nè concimi di sintesi chimica e l'azienda agricola viene vista come un “agro-eco-sistema” nel quale l'attività agricola ad opera dell'uomo si inserisce in un contesto ambientale naturale cercando di conservarne il più possibile le caratteristiche.

Dal Reg. CEE 2092/91 al Reg. CE 834/07: come cambia la normativa europea sull’agricoltura biologica

Dal 1° gennaio 2009 è cambiata la normativa di riferimento per l’agricoltura biologica; il regolamento CE 834/07, che ha abrogato il Regolamento 2092/91, prevede infatti nuove norme in materia di produzione ed etichettatura dei prodotti biologici.
Il Reg. 834/07 costituisce la base del nuovo quadro normativo: stabilisce i principi e i criteri generali dell’agricoltura biologica, il funzionamento del sistema di controllo, le modalità di etichettatura e le regole per l’importazione da Paesi Terzi.

Il primo regolamento di attuazione, n. 889/08, dettaglia le norme tecniche ed i criteri di controllo per la produzione agricola, l’allevamento e la preparazione alimentare; in particolare vengono ripresi i contenuti degli allegati del “vecchio” Reg. CEE 2092/91.

Vengono di seguito sinteticamente riportate le novità apportate dalla nuova normativa:

Campo di applicazione

Il campo di applicazione è esteso ai prodotti dell'acquacoltura, ai lieviti ed alle alghe marine, che potranno avere riportati in etichetta i riferimenti al biologico se ottenuti in conformità a specifiche norme tecniche che la Commissione U.E. si è impegnata a definire.
Tra i "considerando" del Reg. 834/07 è evidenziata, inoltre, la necessità di stabilire un quadro normativo anche per il vino che, fino ad oggi, è stato penalizzato da un'importante carenza normativa. In assenza di requisiti specifici per la trasformazione, finora si è potuto riportare in etichetta esclusivamente la dicitura "vino ottenuto con uve da agricoltura biologica";  con la nuova normativa, invece, una volta che la Commissione avrà definito i requisiti per il processo di vinificazione, si potrà indicare la dicitura "vino biologico".
Dal campo di applicazione continua ad essere esclusa la ristorazione collettiva, ma è prevista la possibilità per gli Stati membri di adottare norme nazionali specifiche o, in mancanza di queste, norme private, in tema di etichettatura e controlli in materia.

Etichettatura

La nuova normativa prevede importanti cambiamenti anche per quanto riguarda le indicazioni in etichetta:

  • Si potrà scrivere "Prodotto Biologico" e non più "Prodotto da agricoltura biologica";
  • L'uso del logo europeo, prima facoltativo, diventa obbligatorio per tutti i prodotti bio confezionati, con un contenuto in ingredienti bio superiore al 95%, prodotti e coltivati all'interno della U.E.; il Reg. 967/08, di modifica del Reg. 834/07, ha rimandato però al 1° luglio 2010 l'obbligo di impiego del logo comunitario;
  • Per i prodotti con un contenuto di ingredienti bio inferiore al 95% non può essere utilizzata la dicitura "Prodotto biologico" ed è possibile riportare la dicitura "biologico" solo all'interno della lista degli ingredienti, con indicazione della loro incidenza percentuale;
  • È imposto l'obbligo di indicazione dell'origine UE o non UE delle materie prime che costituiscono un prodotto. 

Fino al 1° luglio 2010 gli operatori possono continuare ad utilizzare, ai fini dell'etichettatura, le disposizioni previste dal Reg. CEE 2092/91 in relazione:

  • al sistema di calcolo della percentuale di ingredienti biologici negli alimenti;
  • al numero di codice e/o al nome dell'Organismo di Controllo.

Divieto di utilizzo di OGM

La nuova normativa conferma l'assoluto divieto d'impiego di Organismi Geneticamente Modificati e loro derivati in tutte le fasi della filiera e del ciclo di produzione.
Si stabilisce però, contrariamente a quanto votato dal Parlamento Europeo, che per l'agricoltura biologica valgono le stesse soglie di contaminazione accidentale individuate per l'agricoltura convenzionale, ossia il 0,9%.

Sistema di controllo

È confermato ed ulteriormente esteso l'obbligo di controllo e certificazione per tutti gli "attori" della filiera; tra i soggetti che devono obbligatoriamente assoggettare la loro attività al sistema di controllo è stata introdotta la figura dei grossisti che svolgono attività di immagazzinaggio o che distribuiscono ed immettono in commercio prodotti bio. Rimane l'esenzione dal controllo per gli operatori al dettaglio che vendono prodotti confezionati ed etichettati direttamente al consumatore.
Agli Organismi di Controllo è richiesto obbligatoriamente l'accreditamento secondo la norma EN 45011, riferimento per la valutazione di competenza e terzietà degli enti di certificazione di prodotto/processo/servizio.
L'approccio del controllo si deve basare in particolare sull'analisi dei rischi, in conformità al sistema ufficiale di controllo vigente nell'UE per la generalità delle produzioni agroalimentari.
Le ispezioni ed i controlli analitici sono svolti sia per verificare le conformità del processo produttivo che per prevenire o dimostrare eventuali contaminazioni accidentali; le ispezioni devono essere quindi programmate sulla base di una analisi dei rischi, garantendo comunque una verifica completa annuale presso ogni operatore biologico, più eventuali verifiche straordinarie, prevalentemente non annunciate.
Il sistema di controllo dovrà tenere in dovuto conto specifici obblighi per la tracciabilità del prodotto biologico lungo tutte le fasi della filiera di produzione e commercializzazione  che ogni Stato membro dovrà definire in conformità all'art. 18 del Reg. CE 178/02; basta ricordare la necessità (correlata all'uso del logo UE) di tracciare l'origine UE o non UE di tutte le materie prime lungo la filiera.

Importazione da Paesi Terzi

Il regolamento di riferimento è il n. 1235/08,  applicativo degli artt. 32 e 33 del Reg. CE 834/07.
La nuova normativa prevede diverse novità: è introdotta una procedura per il riconoscimento degli Organismi o Autorità di Controllo operanti nei Paesi Terzi, a conclusione della quale la singola organizzazione è in grado di operare in condizioni di parità con gli altri enti europei. Anche questi ultimi, infatti, per poter operare al di fuori dei confini UE dovranno seguire un identico percorso di riconoscimento ed entrare nelle apposite liste, previste dal regolamento, di enti autorizzati ad operare nei diversi Paesi.
La valutazione degli organismi di Controllo potrà avvenire sulla base del solito giudizio di "equivalenza" oppure sulla base della piena "conformità alla norma europea. A tutti gli enti è richiesto l'accreditamento ai sensi della norma ISO 65, mentre l'equivalenza dei disciplinari tecnici è valutata assumendo come livello minimo le Linee guida dell'agricoltura biologica del Codex Alimentarius.
È presumibile ipotizzare una maggiore facilità negli scambi commerciali con i Paesi extra UE, effetto controbilanciato dall'obbligo di indicazione della provenienza delle materie prime in etichetta.