|
Attraversando i percorsi delle strade del vino - alcuni
segnalati con appositi cartelli, altri in via di definizione - si
snodano le tracce delle principali aree vitivinicole che denotano
i settori destinati anche alla produzione dei vini DOC (Denominazione
Origine Controllata) e DOCG (Denominazione Origine Controllata Garantita).
La costituzione delle Botteghe del Vino e delle Cantine
Comunali è sostenuta dalla Regione Piemonte - Assessorato
Agricoltura - con l'ausilio degli Enti Locali, gruppi di Produttori
Viticoli Associati, cantine Cooperative ed il vino selezionato e
raccolto in queste strutture viene scelto nel rispetto delle stesse
regole adottate per i vini esposti nelle Enoteche Piemontesi. Queste
le motivazioni per cui si incrementa la cultura della creazione
di nuove sedi operative, che diverranno Botteghe del Vino e Cantine
Comunali, in un prossimo futuro.
Gli itinerari proposti ai visitatori mettono in luce
le bellezze naturali dei luoghi di produzione dei vini, le caratteristiche
dei menù tradizional-popolari , che accompagnano la mescita
delle regali bevande.
La cucina piemontese propone le paste fatte a mano,
il sapore delle carni, il gusto dei formaggi, dei frutti e dei dolci,
come il torrone e il bonet.
Nelle cantine - in piemontese "crote", animate
dai caratteristici archi definiti "infernotti" - si raccolgono
e conservano le bottiglie di vini, sia invecchiati, che novelli.
Il profumo ed il gusto della bevanda accompagnano il
vistitatore-turista nel percorso della conoscenza dei luoghi e delle
tradizioni
Legislativamente le prime tracce relative alla creazione delle Botteghe del Vino e Cantine Comunali
sono attribuite con legge
regionale n. 37/80. In particolare, agli articoli 3 e 6 si dettano
i criteri per il riconoscimento e l'incentivazione delle Botteghe
del Vino e della Cantine Comunali.
|