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Le origini del nome Raschera, sono tratte dal Lago Raschera, alla base del Monte Mongioie.
Diverso dalla Toma, solamente per la forma quadrata, ideata per rendere più agevole – nel passato – il trasporto, a dorso di mulo.
Le aree dell’Alpe Raschera sono ancor oggi utilizzate per il pascolo delle mandrie di bovini mentre, gli ovini pascolo aree più elevate e marginali.
La produzione del Raschera risale a molti Secoli fa ma, negli anni Settanta si rischiò l’estinzione delle produzioni di tale formaggio artigianale, facente parte della storia e delle tradizioni locali e si mobilitò un insieme di soggetti, per non disperdere un importante patrimonio.
Caratteristiche
DPR 16 dicembre 1982, recante: “Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio Raschera”.
Il formaggio Raschera ha le caratteristiche di un formaggio semi-grasso, pressato e prodotto con latti – vaccino – ovino e caprino – a volte decremato per affioramento.
Formaggio da tavola dal colore bianco avorio, con pasta consistente ed elastica; sapore leggero, un po’ piccante e sapido, se stagionato.
Si distinguono due produzioni: il Raschera e quello d’Alpeggio. Quest’ultimo è prodotto a 900 m slm, in nove comuni del Monregalese, sapore d’alpeggi e di montagna.
Produzione e stagionatura interessano l’intera provincia di Cuneo.
RASCHERA – Unicità e tipicità sono state assegnate nel 1996 con il marchio del formaggio Raschera, riconosciuto sull’intero territorio comunitario come Denominazione d’Orgine Protetta, con Reg. CE n. 1107 del 12 giugno 1996.
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| valori nutrizionali |
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Umidità: 40/50%
Proteine: 43/53%
Grasso: >32%
Ceneri: 3/6% ca.
NaCl: 3/4% ca.
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