Le produzioni tipiche

Azalea
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 Le origini

     Anche se da un punto di vista strettamente botanico l’Azalea non costituisce un genere a sé stante, ma appartiene al genere Rhododendron (fu un errore, del resto più che scusabile, di Linneo) e non esiste nemmeno come specie, per consuetudine inveterata, e quindi per facilità di comprensione, si continua a trattarla come se lo fosse.

Azalea
Azalea

     Nella nomenclatura ufficiale il nome Azalea compare solamente per definire una serie del genere Rhododendron. Altresì è botanicamente errato parlare di Azalea japonica e Azalea indica. In realtà quel gruppo molto numeroso di ibridi che viene definito Azalea japonica, anche se in buona parte originato in Giappone, deve essere esattamente definito "Ibridi Kurume", dalla genealogia molto complessa, ha tra i progenitori più importanti il Rh. obtusum e il Rh. kaempferii.
     Il gruppo delle Azalea indica, non ha origini indiane, ma proviene soprattutto dal capostipite cinese Rh. simsi.
    Esiste poi un terzo gruppo a foglia caduca, volgarmente definito Azalea mollis, costituito da moltissimi ibridi, nella cui genealogia troviamo, tra le altre, le seguenti specie di Rhododendron: luteum, molle, occidentale, calendulaceum, flavum ecc. Il numero degli ibridi, o cultivar, dei tre gruppi è enorme, anche se in realtà le cultivar normalmente usate in coltivazione non sono molte, e ogni anno ne vengono immesse di nuove grazie al costante impegno degli ibridatori.
     Per facilitare il lavoro del comune coltivatore questa innumerevole congerie è suddivisa in gruppi, più o meno numerosi, che prendono il nome dalla località di origine o dall’ibridatore.
     In gran parte, le specie di Rhododendron definite Azalea provengono dall’Estremo Oriente, Cina, Giappone, Korea; poche specie spoglianti invece dal Nord America.
     Le prime Azalea giunsero in Europa a partire dalla fine del 1600 e furono dapprima trattate come piante da serra, data l’origine esotica. Comunque ebbero subito largo successo e furono sottoposte a ibridazione intensiva, ancor oggi praticata dai floricoltori, dato il loro altissimo valore decorativo, dapprima per interni, poi anche per parchi e giardini. Soprattutto in zone privilegiate come il Lago Maggiore, dove, per le condizioni pedoclimatiche, l’Azalea ha ritrovato il suo Habitat. E’ superfluo rammentare le superbe incomparabili fioriture primaverili che sono, ormai da oltre un secolo, uno dei caratteri peculiari del panorama lacustre. E oggi l’Azalea è uno dei punti chiave del nostro florovivaismo, sia per quanto riguarda parchi, giardini, terrazzi, sia per la fioritura anticipata in occasione di particolari festività.

I consigli per la cura

     Le azalee sono normalmente propagate per talea in quasi tutto l'anno; le giovani piantine, dopo un breve periodo in serra, sono messe a dimora in pieno campo, ove completano il loro sviluppo in due-tre anni, favorite nella zona del Lago Maggiore dalle condizioni climatiche e dal terreno tendenzialmente acido.
     Le azalee sono piante particolarmente rustiche e possono crescere in tutta Italia; se messe a dimora in terreno non idoneo occorrerà per un normale sviluppo correggere lo stesso impiegando torba o terriccio di bosco. Richiedono inoltre molta acqua, ma con la precauzione di evitare i ristagni, che provocano fenomeni di ingiallimento e marcescenza.
     Per coltivare in vaso o in giardino e far fiorire le azalee bisogna avere l'accortezza di seguire queste importanti indicazioni:

- rinvasare, dopo la fioritura, la pianta impiegando in un vaso di diametro maggiore un substrato composto di aghi di pino, torba terriccio di bosco in parti uguali;

- concimare da marzo a giugno impiegando concimi granulari ad alto contenuto di azoto e di potassio (2-1-2);

- bagnare le piante ogni giorno, soprattutto durante le giornate calde, avendo cura di evitare il ristagno d'acqua; limitare le innaffiature durante la stagione invernale.

     I floricoltori del Lago Maggiore coltivano principalmente «Azalea japonica» poiché quella «indica » (quasi esclusivamente di importazione) presenta il problema di una scarsa resistenza al freddo invernale, una volta sfiorita, se collocata in giardino o in terrazza.
     Le nostre «Japoniche» invece, pur avendo fiori più piccoli, hanno il grosso vantaggio di presentare un grande numero di boccioli che si aprono scalarmente, conferendo anche ad una pianta di ridotte dimensioni l'indiscutibile pregio di diventare una macchia di colore che dura nel tempo.
     Nell'ambito della varietà di tipo " japonica" a fiore semplice da forzatura e da giardino sono state selezionate e vengono coltivate la bianca "palestrina"; le rosa "kirin", "vuyk's rosyred", "blaauw's pink", "orion", "silvester"; le rosse "hino-crimson", "addy wery", "johanna", "festa della mamma", "s. Maria"; le viola "amoena", "bleu danube", "beethoven" e molte altre. Alcune, precoci, possono fiorire dopo essere state forzate a Natale; altre, semiprecoci e tardive, si troveranno in commercio da marzo a maggio quando sul mercato dei fiori l'Azalea fa da prima donna incontrastata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Servizio a cura dell'Assessorato all'Agricoltura
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