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Allevamenti
Gli allevamenti di conigli, sono tra le attività economiche di dimensioni medie nei paesi dell’Unione Europea – di seguito UE - non dispongono d’organizzazioni rappresentative di rilievo, sia nazionali o continentali
L’Italia è il secondo produttore mondiale, oltre la Cina ed il 76% delle produzioni UE, sono attuate in Italia, Spagna e Francia, con diffusione d’allevamenti a stampo famigliare
In Italia – ad inizio anno 2000 - si contavano 10.000 addetti, per un giro d’affari di ca. 600 mil. € annui
Il Piemonte, si posiziona al terzo posto delle produzioni cunicole, oltre le Regioni Veneto ed Emilia Romagna: 11,2% della produzione nazionale
Attualmente, la cunicoltura rappresenta anche agro-industria, percorso di filiera con operatori diretti ed indotto con un centinaio d’addetti impiegati
Nel corso del 2005 l’EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare – ha emesso un autorevole parere, relativo a salute e benessere del coniglio allevato, nonché consigli relativi all’innalzamento degli standard gestionali e sanitari, a vantaggio d’animali ed allevatori
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Razze – Coniglio Grigio di Carmagnola
Tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte, è inserito il Coniglio Grigio di Carmagnola
E’ importante sottolineare, questa unica razza di coniglio piemontese, di cui vi è traccia, con diffusione a fine anni Cinquanta; in seguito scomparve, sino ad un lavoro di recupero genetico, voluto dal Dipartimento di Scienze Zootecniche, dell’Università di Torino e dall’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Terzuolo, dal titolo: “Biodiversità e tutela del germoplasma animale del Piemonte e della Valle D’Aosta”
Attualmente, la città di Carmagnola – nucleo storico per l’espansione della razza – ha un “Centro Comunale diffusione, espansione e valorizzazione del Coniglio Grigio di Carmagnola”; se contattato, può fornire – agli interessati – una coppia di animali da ripopolamento e localmente, sono riprodotti con successo
La denominazione di razza, evidenzia le caratteristiche della pelliccia: soffice, folta e grigia – più chiara su ventre, arti e parte terminale della coda – con macchiolina più chiara sulla nuca
Taglia media e corpo allungato, salute delicata e pelle sottilissima e non allevabile in gabbie comuni: indicato un recinto con pezzetto di prato e riparo, in caso d’eventi atmosferici; allevato senza umidità e correnti, escludere allevamenti intensivi, sovraffollati
La migliore alimentazione, impiegata in allevamento è a base d’erba e mangimi naturali; la macellazione è attuata su specie di peso, pari a 3.5 – 5.5 kg per gli esemplari maschi e 3.5 – 4 kg, per esemplari femmine
Le consistenze di conigli, al Censimento Agricoltura anno 2000, ammontano - per il Piemonte - a numero 1.022.907 unità; mentre, alla fonte Anagrafe delle Aziende Agricole, si contavano all’anno 2010: 203 allevamenti, con una riduzione di capi a 778.328
Sono attese le rilevazioni, al 6° Censimento Agricoltura 2011
Caratteri organolettici
Il Coniglio Grigio di Carmagnola, fornisce ottima resa: in particolare, per la struttura fine e massa muscolare migliore, d’altre razze
Le carni leggere e tenere, sapide e non stoppose
E’ da sempre, un piatto presente in ogni menù di ristoranti piemontesi: Coniglio al Roero Arneis piatto storico e simile alla lepre al civet, con carni marinate
Nelle odierne cucine, è presentato anche in agrodolce, al cioccolato, in salsa d’uovo
Ogni anno, nel mese d’ Ottobre, si svolge una mostra agricola e di coniglicoltura, nei pressi di Novara
Questo prodotto, ha inoltre, un Presidio Slow Food

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Consorzio
CON.AL.PI - Consorzio Allevatori di Conigli
Il Consorzio Con.Al.Pi raggruppa l’insieme d’allevatori di conigli in Piemonte, per assicurare le produzioni, garantendo l’intera filiera produttiva, con un marchio comune
Fornisce al consumatore, attendibilità e genuinità di prodotto: in calce ad ogni confezione, sono riportati nome ed indirizzo dei produttori
Il coniglio garantito Con.Al.Pi è originato, allevato e macellato in Piemonte, a seguito d’un rigoroso disciplinare di produzione; è un prodotto, sottoposto al controllo per tutta la filiera, nonché alimentato con nutrimenti vegetali
Le carni di coniglio, sono apprezzate in quanto ricche di proteine nobili ad elevato valore nutritivo; consigliate a bambini, anziani e sportivi: contengono un minore tasso di colesterolo e sodio, inoltre prive di zuccheri e contenenti potassio.
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Problematiche di Filiera
Le Associazioni di categoria – Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Federagri, Legacoop, Associazione Allevatori Piemonte ed altre realtà – evidenziano, in un documento comune, le difficoltà di filiera, riscontrate a partire dall’anno 2007, problemi di gestione e crisi molto radicata
Le produzioni, risultano invendute o svendute e non collocate positivamente sui mercati, eccessi d’offerta e perdita d’ordini, con aumenti spropositati per costi di produzione.
Le più accentuate criticità, sono da riscontrarsi in raggruppamento dell’offerta, dovuta ad allevamenti medio-piccoli sull’intero territorio della Regione, con forti affluenze in alcune Province, che determinano offerte molto segmentate ed un utilizzo da parte degli allevatori, di un singolo macellatore.
Tale valutazione non crea, situazioni di mercato positive.
Inoltre, la filiera non ha un sistema di tracciabilità, né obbligatorio o facoltativo
Peraltro, si evidenzia una mancanza di coordinamento nazionale, come altri comparti zootecnici
Esistono elevati costi di produzione, energetici e di cereali: nell’arco dei 18 mesi considerati, il costo del mangime è aumentato del 60%
Si evidenzia una carenza di programmazione a livello produttivo e di filiera, con mancanza di immediati collegamenti, tra macellazione e distribuzione
Da parte delle Associazioni, sono state formulate, proposte d’intervento
A seguire, il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Dipartimento Politiche Competitive del Mondo Rurale e della Qualità – ha stilato, nel corso del 2009 – un documento, dal titolo: “Piano di intervento per il settore cunicolo”, che evidenzia il contesto di riferimento, tra il panorama europeo ed ambito italiano: consumi, prezzi, punti di forza e debolezza del settore, organizzazioni di mercato, percorsi di qualità, modalità di gestione e risorse finanziarie
CON.AL.PI
Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Coniglio Piemonte
Sede legale - Camera di Commercio Cuneo - 12100 Cuneo - Via Emanuele Filiberto 3
Sede operativa - Coldiretti Cuneo - 12100 Cuneo - Piazza Foro Boario 18
Tel. 0171.447.252
web Coldiretti Cuneo
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Ricette
Una storica ricetta piemontese, è la galantina di coniglio, citata da Plinio nel 1874, nel libro di ricette "La carne di coniglio - sue proprietà nutritive - diverse maniere di cucinarla"
Il Con.Al.Pi – Consorzio di Tutela - propone le carni di coniglio in vendita, già confezionate, cotte a vapore, si possono affettare e condire con olio extravergine d’oliva.
L'arrosto di coniglio, è invece cotto al forno, precedentemente aromatizzato con sale e spezie.
GALANTINA DI CONIGLIO
Ingredienti 4 persone
800 gr. coniglio disossato
insalate varie
2 cucchiai aceto mele
6 cucchiai olio oliva
¾ litro brodo
sale q.b.
pepe q.b.
salvia q.b.
rosmarino q.b.
Strumenti: panno – cordino canapa - carta alluminio
Tagliare cosce coniglio disossato e battere; condire con sale, pepe, salvia e rosmarino tritati
Adagiare le cosce sulla spalla del coniglio, meno carnosa
Arrotolare, irrorare con olio/aceto, avvolgere nel panno e legare
Cuocere il tutto, in brodo bollente per 1 ora e ½; in seguito scolare, lavare e raffreddare
Avvolgere in carta di’alluminio e porre per almeno 3 ore in frigorifero
Tagliare a fette e lasciare a riposo, porre su foglie d’insalata con abbinamento di vinagrette e servire in tavola
Vino consigliato: Alta Langa DOC
ARROSTO DI CONIGLIO
Ingredienti 4 persone
1 Kg di coniglio
50 gr di tartufo
carote
cipolla
100 gr di lardo
bicchiere di vino bianco
300 gr di castagne
panna q.b.
brodo di carne q.b.
cannella / spezie q.b.
Strumenti: panno – cordino canapa
Farcire la carne di coniglio disossato con lardo, arrotolare e legare
Rosolare in casseruola cipolla e carote, sedano e spezie, aggiungere il coniglio, bicchiere vino bianco, lasciare evaporare ed incorporare il brodo
Coprire e cuocere per 50 minuti, a fuoco medio
Lessare le castagne con sale e cannella, quando cotte, porre nel mixer e frullare
Montare il composto, con aggiunta di panna e spezie
Affettare l'arrosto e decorare con salsa e lamelle di tartufo
Vino consigliato: Barbera D’Alba DOC
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