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Carni in tavola

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Conservazione
Cotture

Il consumo delle carni nell’alimentazione risale ad antiche tradizioni di coltivazione della terra e d’allevamenti di bestiame ad uso domestico.
Gli storici del passato riconoscono Mosè quale suggeritore di canoni per lo svolgimento dei banchetti sacri, incoraggiando il consumo di carni da parte delle popolazioni.

L’occorrenza di carne nell’alimentazione, ha reso l’allevamento del bestiame tra le attività maggiormente evolute, nel corso dei secoli.
Ai tempi delle Civiltà Greca e Latina, si raggiunse un rilevante evolversi di tali attività, sino al perfezionamento - ai giorni nostri - di tutte le varie fasi collegate al consumo delle carni: dall’allevamento alla tavola.

Oggi la scelta spazia tra le carni bovine e suine d’elevato consumo – sia fresche che trasformate – e le carni di capra, d’ovini ed equini, utilizzate in minori quantità. Alle carni avicole si possono assegnare numerose preferenze d’uso e consumo, per la facile digeribilità. Per quanto concerne la selvaggina – definita “piatto di lusso” – i consumi sono molto ridotti e gli allevamenti modesti.

La digeribilità delle carni è collegabile a numerosi fattori: dai tagli di provenienza, alla presenza di grasso e tessuto connettivo, alla consistenza delle fibre muscolari, sino ai metodi di cottura e masticazione. Tra le più digeribili quelle di coniglio, pollo e tacchino, definite “carni bianche”.

Il consumo di carne non comporta costi elevati e la scelta dei tagli è orientabile a spese relativamente contenute. I tagli di maggior pregio sono il filetto, la bistecca di lombo, prosciutto fresco e petto di pollame ed hanno un equivalente valore nutritivo d’altre carni, vendute a minor costo.

Apprezzare e distinguere il peso energetico delle carni è essenziale per una corretta alimentazione; particolarmente rilevante il contenuto di proteine ad alto tenore biologico, di vitamine e di sali minerali, quali sodio e potassio.
L’elevato contenuto di proteine nobili è indispensabile per l’alimentazione dei bambini, degli sportivi e degli anziani; il contenuto di vitamina D e del Gruppo B garantisce il mantenimento dell’efficienza del metabolismo corporeo; ed infine la presenza nelle carni di minerali biodisponibili, quali: potassio, zinco, ferro, manganese e selenio ne consentono l’utilizzo immediato per l’organismo.


Servizio a cura dell'Assessorato all'Agricoltura

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