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Gli obblighi amministrativi per l’utilizzo agronomico degli effluenti zootecnici e delle acque reflue agroalimentari

Le aziende agricole che producono e/o utilizzano gli effluenti zootecnici sono tenute ad alcune procedure amministrative obbligatorie. In sostituzione della richiesta di autorizzazione allo spandimento in agricoltura, prevista dalle norme vigenti in Piemonte negli anni ‘90, si  richiede oggi la presentazione annuale alla pubblica amministrazione di una comunicazione di utilizzo agronomico degli effluenti per tutte le aziende che producono e/o utilizzano più di 1000 kg di azoto zootecnico se ricadenti in ZVN, più di 3000 kg se non ricadenti.

La comunicazione rappresenta una notevole semplificazione della procedura amministrativa: non essendo una richiesta di autorizzazione, non prevede un tempo di risposta da parte della Pubblica Amministrazione. È stata inoltre prestata particolare attenzione al contenimento del carico di obblighi burocratici per le aziende. Le procedure di gestione delle comunicazioni sono infatti integrate nell'Anagrafe Agricola Unica del Piemonte; ciò permette di valorizzare la grande mole di informazioni aziendali già disponibili presso la Pubblica Amministrazione, ad esempio fornite per l’accesso ai bandi di finanziamento in agricoltura, riducendo al minimo le necessità di integrazione da parte dell'azienda.

Con la comunicazione, le aziende che producono e/o utilizzano gli effluenti zootecnici forniscono alla Pubblica Amministrazione informazioni in merito a:

  • gli animali mediamente presenti in stalla, sulla base dei quali vengono stimati il tipo e volume di effluenti zootecnici prodotti e il relativo tenore di azoto;
  • i terreni che ricevono gli effluenti zootecnici o le acque reflue, nonché le eventuali cessioni e/o acquisizioni, sulla base dei quali viene stimato il carico di azoto zootecnico apportato annualmente;
  • le strutture di stoccaggio disponibili, sulla base delle quali viene stimata la capacità di stoccaggio aziendale.

Nel caso delle aziende agricole che producono e trasformano o delle piccole aziende agroalimentari, la comunicazione contiene informazioni in merito al volume di acque prodotte e ai terreni su cui si intende effettuare l’utilizzo agronomico.
Acquisite le informazioni aziendali, il sistema informatico verifica la congruenza della situazione aziendale con i vincoli all’apporto massimo di azoto zootecnico al campo e allo stoccaggio minimo disponibile.
Ad un sottoinsieme di aziende, caratterizzate da una maggior dimensione agro-ambientale (oltre 3000 kg di azoto zootecnico prodotto od utilizzato all’anno, se ricadenti in ZVN, allevamenti intensivi e allevamenti bovini con più di 500 UBA, se non ricadenti in ZVN), viene inoltre richiesta la presentazione di un piano di utilizzazione agronomica (PUA). Tale piano dettaglia dosi, epoche e modalità di utilizzo agronomico dei reflui zootecnici, di altri materiali organici nonché di eventuali concimi minerali integrativi forniti alle colture aziendali. Sulla base dei dati forniti, si verifica così il rispetto dei vincoli all’apporto massimo in campo e si raccolgono informazioni in merito alla nutrizione delle colture. In ZVN, le aziende tra i 3000 e i 6000 kg di azoto zootecnico prodotto od utilizzato all’anno possono scegliere di compilare un piano in forma semplificata (PUAS).

Entrambi i piani sono elaborati in modalità esclusivamente informatica, tramite un applicativo web che, nell’ottica della predetta semplificazione degli oneri a carico delle aziende, utilizza tutte le informazioni già disponibili in Anagrafe e in Comunicazione.

Tutte le aziende tenute alla presentazione del PUA/PUAS annotano le operazioni di fertilizzazione, sia organica che minerale, su un registro delle fertilizzazioni, da aggiornarsi entro 30 gg da ciascun intervento. Un modello di registro è stato predisposto dalla Regione Piemonte con la DGR 6 luglio 2009, n°16-11713. In ZVN, il medesimo registro va compilato anche da parte delle aziende agricole non tenute alla presentazione del PUA ma con SAU maggiore o uguale a 21 ha. In alternativa alla compilazione del registro delle fertilizzazioni, queste ultime aziende possono conservare la documentazione fiscale relativa all’acquisto/cessione dei concimi e dei reflui. Sulla base di tali registrazioni, sarà possibile verificare la congruenza del PUA/PUAS con le operazioni aziendali.


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