In collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino e le Province di Torino e Cuneo, la Regione Piemonte organizza due giornate tecniche di aggiornamento e divulgazione sul tema della gestione dei reflui zootecnici. Le giornate, destinate a tecnici, operatori agricoli e funzionari pubblici, affrontano gli aspetti che ad oggi hanno maggior rilievo per l'operatività delle aziende agricole, sia zootecniche che non.
La prima giornata si è tenuta a Carmagnola (TO) il 22 giugno (vedi foto).
La mattina è stata effettuata una visita del Centro sperimentale del Dipartimento di Agronomia dell'Università di Torino. Il Centro è un polo di ricerca scientifica applicata di rilevanza internazionale, dove si studiano da anni, anche su finanziamento della Regione Piemonte, gli effetti delle pratiche agricole sull’ambiente, testando in pieno campo le migliori soluzioni operative applicabili dalle aziende.
Durante la visita (vedi scheda 1) è stato possibile approfondire con i ricercatori alcuni temi di particolare interesse dal punto di vista agro-ambientale:
Il pomeriggio, presso la sala convegni di Cascina Vigna, si è tenuto un workshop dal titolo "Prospettive per la deroga alla Direttiva Nitrati e la revisione della normativa vigente". Il pubblico, molto numeroso, ha potuto seguire quattro interventi:
La seconda giornata si è tenuta a Verzuolo (CN) il 10 luglio (vedi foto). Tema dell’incontro era il riequilibrio territoriale delle eccedenze di azoto zootecnico, grazie ad iniziative di delocalizzazione dei reflui eccedentari verso colture arboree, in particolare quelle frutticole.
Presso l’auditorium dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente un breve workshop ha illustrato il quadro delle eccedenze di azoto zootecnico in Piemonte, localizzate in alcune specifiche aree del cuneese, evidenziando l’opportunità di favorirne la delocalizzazione verso aree a bassa vocazione zootecnica, dove il ricorso ad una fertilizzazione organica opportunamente calibrata (vedi scheda 6) può contribuire a frenare il depauperamento della sostanza organica dei suoli, nonché apportare elementi nutritivi a basso costo alle colture frutticole. Sono state indicate le strategie e le tecniche più efficaci per organizzare e gestire il processo di delocalizzazione (vedi scheda 7), ed è stato illustrato un caso concreto, relativo alla filiera di delocalizzazione coordinata da APS Piemonte: il materiale palabile prodotto da alcuni allevamenti suinicoli della pianura cuneese viene da un paio d’anni portato in Langa presso aziende viticole e corilicole che necessitano di sostanza organica. Tutti questi aspetti sono stati presentati con le seguenti relazioni:
Alle 11.30 i partecipanti hanno raggiunto un’azienda frutticola privata, presso la quale è stato possibile vedere in azione nell’interfila del frutteto alcune macchine (vedi scheda 8 e scheda 9) specificatamente messe a punto per la distribuzione di materiali di origine zootecnica, sia palabili che non palabili. Tali macchine sono dotate di regolatori automatici della dose di azoto da apportare, elaborata in base alla composizione del refluo (vedi scheda 10) e alla velocità di avanzamento, e permettono la distribuzione del materiale in una fascia tra i 50 e i 150 cm dal filare, dove maggiore è lo sviluppo dell’apparato radicale. Era presente in campo un carico di separato solido, prodotto a partire da liquame suino, fornito tramite cassone scarrabile; questo materiale è stato utilizzato per le prove in pescheto con due diverse macchine, una con distributore posteriore, l’altra anteriore.
Il pubblico ha potuto visionare il separatore mobile chimico-meccanico (vedi scheda 11) che APS gestisce per conto dei propri soci, effettuando la separazione solido-liquido del liquame in azienda e, se il socio lo richiede, ritirando la frazione solida ottenuta; la frazione liquida può essere utilizzata in fertirrigazione (vedi scheda 12). Per quanto riguarda i materiali non palabili, infine, era presente un interessante esempio di cantiere di trasporto e distribuzione del liquame tal quale, costituito da autocisterna e botte per la distribuzione rasoterra nell’interfila; con cantieri di questo tipo è possibile ridurre i costi di gestione della fertilizzazione organica (vedi scheda 13 e scheda 14).