Schede pomologiche
Brutta e buona d'estate
(Brut e bon d'istà)
Origine, riferimenti bibliografici, sinonimi:
Cultivar antica, di origine sconosciuta (vedi B. e B. d'autunno). Diversi sinonimi sono riportati
dai pomologi: Brute Bonne d'été, Grise Bonne, Gute Graue (Lauche). Leroy segnala
come fu affermata la corrispondenza fra questa cultivar e il Pirum Falernum dei Romani.
Gli esemplari individuati presentano notevole somiglianza con un'altra cultivar descritta, la
"Martin sec d'estate".
Albero
- Vigoria: medio-elevata
- Portamento: espanso
- Modalità di fruttificazione: a grappoli, su lamburde e brindilli
- Produttività: elevata, ma alternante
- Epoca di fioritura: intermedia (1/4-6/4)
- Epoca di raccolta: 1a decade di agosto
- Epoca di maturazione: agosto
Caratteri dei frutti
- Pezzatura: media (148 g)
- Altezza: 64 mm
- Larghezza: 63 mm
- Forma: sferoidale
- Peduncolo: medio, sottile, rugginoso, diritto, inserito verticalmente
- Cavità peduncolare: poco pronunciata
- Cavità calicina: mediamente profonda, larga
- Buccia Colore di fondo: giallo-verde
- Sovraccolore: leggere sfumature rosse
- Rugginosità: leggera, irregolare
- Lenticelle: numerose, evidenti
- Polpa Colore: bianco
- Tessitura: poco granulosa
- Consistenza: tenera, fondente
- Succosità: media
- Sapore: profumo accentuato
- Zuccheri: elevati
- Acidità: scarsa
Diffusione
Attualmente ancora piuttosto diffusa in varie zone del Piemonte
Utilizzazione del prodotto e interesse
Adatta al consumo fresco per le sue buone caratteristiche organolettiche; limitata la serbevolezza.
È tra le poche varietà estive di pregio.
Zona di reperimento degli esemplari
Valle Gesso (CN). Un'altra "Brutta e buona d'estate", di simili caratteristiche, è stata individuata
in Valle di Lanzo (Gallo, 1991)