Le intense precipitazioni primaverili del mese di maggio hanno causato l'ingrossamento di numerosi corsi d'acqua e la loro esondazione in più punti, determinando gravi danni a molti comparti produttivi. In particolare il settore agricolo, che accusa già perdite sulla produzione, appare ancor più compromesso e a rischio in quanto il sistema irriguo, gravemente danneggiato nelle opere di captazione in prossimità dei corsi d'acqua proprio in questo delicato momento della stagione di irrigazione in atto, necessita di interventi urgentissimi di ripristino per poter permettere di fruire del servizio.
L'evento principale si è verificato tra il 28 e il 30 maggio ed ha colpito in prevalenza il territorio alpino in un arco che va dalla valle della Stura di Demonte all'Eporediese, con danni seri anche nelle zone di pianura raggiunte dai torrenti ingrossati provenienti dalle stesse valli e, per la zona di Ivrea, il territorio interessato dal percorso della Dora Baltea. Si rilevano danni lungo le aste fluviali della Stura di Demonte, del Grana, del Maira, del Mellea, del Varaita e del Po nel Cuneese, e del Pellice, del Chisone, del Germanasca e in val di Susa nel Torinese: i torrenti hanno rotto gli argini esondando ed asportando in più punti terreni e coltivazioni con locali deviazioni e variazioni dei corsi d'acqua causando così notevoli danni, tra l'altro, anche alle opere irrigue.
La situazione, accertata dagli uffici della Direzione Agricoltura, relativa alle opere e ai manufatti di irrigazione, risulta particolarmente grave: infatti, i danni maggiormente riscontranti interessano un consistente numero di opere di presa e rischiano di compromettere la stagione irrigua in corso. La tipologia dei danni rilevata consiste in asportazioni di prese provvisorie e fisse, occlusioni e danneggiamento di paratoie d'ingresso ai canali, intasamento dei canali con materiale litoide, asportazione e franamento di sponde dei canali in terra, artificiali e canalette irrigue.
Al fine di fronteggiare l'ulteriore aggravamento dei danni alla produzione agricola si è ritenuto opportuno intervenire ponendo in essere tutti gli atti necessari alla ripresa dell'attività irrigua: gli uffici regionali si sono immediatamente attivati per procedere all'accertamento delle strutture irrigue che necessitavano di un intervento urgente ed indifferibile.
Già prima del 31 luglio 2008 (termine ultimo entro cui concludere i lavori di somma urgenza) molti lavori erano conclusi, cosicché l'attività irrigua è ripresa in tempo utile per non arrecare ulteriori danni ai produttori agricoli.
L'evento in agricoltura non si è concluso il 30 maggio, è bensì proseguito quasi senza tregua fino alla prima decade di giugno, con altre esondazioni (in particolare il torrente Grana) nella notte tra sabato 7 e domenica 8 giugno.
Gli uffici regionali, unitamente agli enti competenti (province e comunità montane) subito attivati dai primi giorni di giugno, sono tutt'ora impegnati per il rilevamento e la delimitazione degli altri danni, così come previsto dal Fondo di solidarietà nazionale (d.lgs. 29 marzo 2004, n.102 e smi)
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Oltre i danni alle opere irrigue, il cui ripristino ha avuto priorità assoluta, si rileva grave dissesto generale nelle strade di accesso agli alpeggi (piste agro-silvo-pastorali) causato dall'imponente ruscellamento delle acque meteoriche con conseguenti fenomeni franosi che hanno totalmente pregiudicato la percorribilità, proprio in occasione del periodo della monticazione del bestiame. Per quanto riguarda invece i danni alle produzioni e alle strutture delle aziende agricole, l'accertamento è in corso da parte degli enti competenti (province e comunità montane).
Direzione Agricoltura - Settore Avversità e calamità naturali
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