Regione Piemonte - Agricoltura - Servizi di sviluppo agricolo

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Aiuti di Stato e attività di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola

2016

L’aiuto regionale viene erogato ai sensi del Regolamento (UE) n. 702 della Commissione del 25 giugno 2014 che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006 (G.U.UE serie L, n. 193 del 1 luglio 2014).

Con deliberazione n. 30-3691 del 25 luglio 2016 e successiva integrazione della spesa attuata con deliberazione n. 33-4279 del 28 novembre 2016 la Giunta Regionale ha approvato gli indirizzi per il finanziamento dei progetti nel campo della ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola attivando nel 2016 il finanziamento di progetti prioritariamente finalizzati a:

    • migliorare la qualità e la competitività delle produzioni agricole piemontesi;
    • migliorare la gestione economica e sostenibile dei processi produttivi agricoli;

con particolare riferimento all’ambito zootecnico e di difesa delle colture agrarie.

L’aiuto regionale viene erogato ai sensi del Regolamento (UE) n. 702 della Commissione del 25 giugno 2014 che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006 (G.U.UE serie L, n. 193 del 1 luglio 2014).

Bando per progetto: "Caratterizzazione enologica dei vini prodotti nei territori del Barbera d'Asti DOCG come strumento per una loro migliore valorizzazione" (scad. 06/02/2017)

Si intende finanziare un progetto di ricerca sulla DOCG Barbera d’Asti, che attualmente ha circa 5.000,00 ettari iscritti con tale idoneità e risulta essere il vino di maggior rilevanza in termini di quantità e di valore nell’ambito del vitigno Barbera che con oltre 13.000 ettari rappresenta la varietà più diffusa per il comparto vitivinicolo regionale
Il territorio del Barbera d’Asti risulta essere molto eterogeneo, e le classiche attività di zonazione in funzione delle caratteristiche pedologiche danno il loro determinante contributo più a livello aziendale che di territorio vasto. A livello di valorizzazione della denominazione si profila invece molto utile poter verificare, descrivere e consolidare il carattere dei vini che provengono dai diversi comparti territoriali che costituiscono il vasto territorio produttivo. Tali caratteri traggono origine, oltre che dalle condizioni pedologiche, dalle diverse condizioni climatiche e ambientali che condizionano la fisiologia delle viti e il livello di maturazione raggiungibile.
Viste le possibili ricadute sulle aziende vitivinicole piemontesi, si intende sostenere un’attività volta alla caratterizzazione enologica dei vini prodotti nei territori del Barbera d’Asti DOCG come strumento per una loro migliore valorizzazione. Il progetto dovrà quindi essere di interesse per le imprese presenti nell’area di indagine.
Il progetto annuale dovrà prevedere le seguenti azioni: individuazione di potenziali aree da cui ci si può attendere differenti tipologie di vini; previsione di un numero sufficiente di vigneti rappresentativi delle aree precedenti; caratterizzazione del profilo fenolico e acido delle uve;  individuazione delle tecniche di vinificazione, di immediata adozione aziendale, finalizzate a esaltare le caratteristiche delle uve considerate in precedenza; caratterizzazione analitica e sensoriale dei vini ottenuti; elaborazione dei risultati dell’attività; disseminazione dei risultati.

 

Bando per progetto “Attività e determinazioni analitiche nel campo della qualità e del monitoraggio del latte bovino” (scad. 19/11/2016)

Si intende finanziare un progetto di ricerca sulla qualità del latte bovino, al fine di assicurare un costante e controllato monitoraggio, garantire l’elaborazione e la divulgazione della informazioni utili agli operatori della filiera, coordinare e integrare le stesse con altre banche dati di settore, al fine di raggiungere gli obiettivi di interesse regionale: salvaguardare e stimolare in modo trasparente le produzioni dal punto di vista di qualità, salute animale, sicurezza alimentare, sostenibilità dei processi produttivi, miglioramento degli aspetti relativi al benessere, rafforzamento della sicurezza alimentare.

Il progetto dovrà essere di interesse per tutte le imprese attive nel settore lattiero-caseario bovino piemontese e dovrà introdurre elementi di innovazione relativi alla caratterizzazione di parametri qualitativi innovativi finalizzati a migliorare: la qualità merceologica, salutistica e nutraceutica del latte; la competitività della produzione regionale (indicatori per diverse destinazioni d’uso: latte alimentare e per la trasformazione, in correlazione con i diversi processi produttivi); la sostenibilità dei processi produttivi (benessere animale e sicurezza alimentare). Potranno essere altresì individuate e sperimentate metodiche di analisi veloci, automatizzate, affidadibili e a basso costo da utilizzare per la determinazione dei suddetti parametri innovativi, complementari o alternative ai metodi eventualmente già in uso.

Il bando è riservato a gruppi di ricerca costituiti da almeno 2 soggetti che lavorano di concerto. Le categorie di soggetti che devono far parte del gruppo di ricerca, a pena di inammissibilità della domanda di contributo, sono le seguenti: almeno un organismo di ricerca e di diffusione della conoscenza, ai sensi della normativa europea, almeno un organismo tecnico (istituti e scuole agrarie; organizzazioni e associazioni di produttori; consorzi che operano in agricoltura; società di servizi che operano in agricoltura). Il progetto è coordinato da un Soggetto capofila che è l’unico referente per la Regione e beneficiario del finanziamento regionale, individuato all’interno del gruppo di ricerca. Il Capofila deve essere obbligatoriamente un organismo di ricerca e di diffusione della conoscenza e non può essere un organismo tecnico.

 

2015

Attività di ricerca ed innovazione nell'ambito del monitoraggio della qualità del latte bovino piemontese (QUALILAT)

Obiettivo principale del progetto è promuovere il miglioramento della qualità del latte piemontese, individuando nuovi parametri di valutazione di specifico interesse in funzione della destinazione d’uso: attitudine casearia, attraverso la determinazione della K-caseina di tipo B, componente lipidica di pregio del latte (percentuale di acidi grassi insaturi) per valutare l'applicabilità di nuovi indici qualità all'intero settore produttivo. Inoltre la possibilità di individuare la presenza di un genotipo di Staphylococcus .aureus caratterizzato da alta patogenicità e contagiosità, permetterà una migliore gestione dell’allevamento sotto l’aspetto del benessere animale e della sicurezza alimentare.

Il progetto permetterà di raccogliere informazioni utili a rispondere ad una necessità espressa dalle aziende di trasformazione della filiera lattiero-casearia, che hanno assistito negli ultimi due anni ad una importante riduzione nella resa casearia.

L’applicazione di nuovi parametri per una valutazione della qualità del latte, potrà permettere di conoscere in modo più approfondito la materia prima che viene utilizzata  dalle aziende di raccolta e trasformazione del latte. Questi dati potranno essere impiegati quali strumenti per impostare una corretta e più efficace politica di pagamento del latte sulla base della sua qualità in relazione al suo utilizzo finale. Inoltre la possibilità di utilizzare, su latte di massa, una tecnica biomolecolare per verificare la presenza di S.aureus genotipo B a livello aziendale, permetterà di fornire uno strumento rapido per identificare tale microrganismo e scegliere in modo accurato le modalità di intervento per ridurre le eventuali perdite economiche dovute alla riduzione del latte prodotto.

La data prevista per la pubblicazione dei risultati previsti del progetto è il 31/12/2016.
I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura - Servizi di sviluppo e controlli per l’agricoltura
Paolo Aceto
011.4326161
paolo.aceto@regione.piemonte.it

Il digestato come sottoprodotto: un utilizzo agronomico consapevole (DIGESTAGRO)

L’uso dei digestati (sottoprodotti derivati dalla fermentazione anaerobica di matrici miste in impianti per la produzione di biogas)  nella fertilizzazione è stato recentemente ammesso nelle Linee guida della Produzione Integrata a livello nazionale e regionale.
Ciò consentirebbe una possibile soluzione al problema urgente della destinazione di materiali originati dal settore delle bioenergie e che altrimenti costituirebbero un costo causa la necessità di essere smaltiti come rifiuti.

Con Deliberazione della Giunta Regionale del 5 ottobre 2015, n. 23-2193, sono state individuate le caratteristiche utili alla classificazione, ai fini di una sua utilizzazione agronomica, del digestato come sottoprodotto ai sensi dell’articolo 184 bis, comma 1 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152. Tra le varie caratteristiche prese in esame vi sono anche parametri chimici del prodotto.
Accanto al digestato esistono numerose altre tipologie di matrici organiche il cui uso è consentito in agricoltura e sulle quali non sono molte le informazioni realtive alla loro caratterizzazione.
A fronte di un crescente possibile utilizzo agricolo di queste matrici dovuto ad una crescente presenza del numero di impianti a biogas presenti nel territorio piemontese, non esiste, in ambito agricolo, un monitoraggio standardizzato sulla qualità e sulle tipologie di sottoprodotto impiegabile e sono in genere scarse le conoscenze da parte degli agricoltori che li utilizzano con problematiche ripercussioni sulle modalità di utilizzo in campo.
Sarebbe inoltre opportuno che tali matrici venissero caratterizzate, oltre che per i parametri di legge previsti, anche per parametri qualitativi di dettaglio attraverso analisi più fini (per es. sulla qualità della sostanza organica che apportano) che possano consentire un utilizzo agricolo ottimale.

E’ infine auspicabile che i protocolli analitici per queste tipologie di materiale siano standardizzati in modo da evitare risultati disomogenei tra i vari laboratori.
I risultati che si attendono dal progetto sono:

  • Redazione, con la collaborazione di esperti, di un protocollo standardizzato per il campionamento e la caratterizzazione chimico-fisica del biodigestato o di matrici analoghe.
  • Monitoraggio dei risultati analitici delle principali tipologie di digestato presenti sul territorio piemontese.
  • Redazione, sulla base delle analisi effettuate sul tenore dei principali nutrienti che compongono tali digestati, di un piano di concimazione per il loro utilizzo agronomico.
  • Verifica ed implementazione di nuove analisi sui digestati presso il LAR

La data prevista per la pubblicazione dei risultati del progetto è il 31/12/2016.

I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Stefano Dolzan
011.4323872
stefano.dolzan@regione.piemonte.it

DROSOPHILA SUZUKII – Monitoraggio delle popolazioni e azioni di difesa nelle colture di fragola e piccoli frutti (DROSUZ)

Gli scopi delle attività che si intendono avviare nell’ambito della presente ricerca sono indirizzate a monitorare la presenza, la diffusione e l’evoluzione delle popolazioni di D. suzukii nel comprensorio di coltivazione dei piccoli frutti con l’ausilio di trappole alimentari posizionate all’interno di frutteti rappresentativi. Contestualmente saranno avviate prove di difesa attiva e passiva con l’intento di contrastarne lo sviluppo incontrollato e contenere i danni alle produzioni. Verrà valutata l’efficacia delle reti antinsetto nel contenimento degli ingressi all’interno dei siti di coltivazione e la loro influenza sul microclima all’interno dei tunnel.  Da un precedente progetto di ricerca sui limitatori naturali indigeni è emerso che vi sono alcuni imenotteri potenzialmente attivi nei confronti di drosofila. All’interno di ambienti confinati verranno rilasciati adulti di Trichopria drosophilae (Diapriidae) per valutarne l’adattabilità e l’efficacia nel contenimento delle infestazioni. L’attività di coordinamento dei tecnici di base e la programmazione di visite alle prove ha come obiettivo quello di assicurare l’immediato trasferimento delle informazioni alla base produttiva accelerando i processi di applicazione dei risultati scaturiti dalla sperimentazione.

Risultati attesi

Dalle prove che verranno avviate si attende la conferma dell’efficacia delle reti antinsetto nel contenere gli ingressi all’interno degli appezzamenti. Le indicazioni ottenute permetteranno di apportare le eventuali correzioni per proporre una corretta strategia di posizionamento e utilizzo della tecnica alle aziende. Il rilascio del parassitoide all’interno dei tunnel potrebbe inoltre agevolare il contenimento della pullulazione delle popolazioni limitando il danno alle produzioni.

La data prevista per la pubblicazione dei risultati previsti del progetto è il 31/12/2016.

I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Davide Venanzio
011.4323593
davide.venanzio@regione.piemonte.it

Indagine sui meccanismi di difesa da Flavescenza Dorata della vite (MEDVI)

La diffusione in Piemonte della Flavescenza dorata della vite (FD), organismo nocivo sottoposto a lotta obbligatoria ai sensi del D.M. 31/05/2000, ha avuto un grave impatto sulla viticoltura regionale ed ha suscitato nuove criticità anche a livello ambientale. La gravità e l’andamento epidemico della malattia rendono necessario infatti un continuo contrasto all’insetto vettore (Scaphoideus titanus Ball.) mediante l’esecuzione di due e talvolta più trattamenti insetticidi specifici sugli oltre 40.000 ettari del vigneto Piemonte.
La dinamica della diffusione della FD non pare lineare e legata soltanto alla più o meno efficace esecuzione di determinate pratiche di lotta nei vigneti, ma assume spesso i tratti di un fenomeno complesso.
Si comprende dunque come i trattamenti insetticidi obbligatori, pur efficaci contro lo scafoideo nel ristretto ambito del vigneto, non possano essere una soluzione sufficiente.

E’ necessario affrontare il problema partendo anche dalla pianta e della sua capacità di lottare contro il fitoplasma. Si ritiene quindi necessario esplorare ulteriori strade alla ricerca di eventuali genotipi resistenti o tolleranti a FD.

  • Identificare eventuali genotipi tolleranti a FD.
  • Identificare le accessioni utilizzabili per caratterizzare le basi dei meccanismi di tolleranza.
  • Identificare genotipi di Barbera eventualmente da utilizzare per moltiplicazione clonale.

Risultati concreti attesi

  • Identificare eventuali genotipi tolleranti a FD.
  • Identificare le accessioni utilizzabili per caratterizzare le basi dei meccanismi di tolleranza.
  • Identificare genotipi di Barbera eventualmente da utilizzare per moltiplicazione clonale.
  • Linee di gestione della malattia che sfruttino i meccanismi di tolleranza.

La data prevista per la pubblicazione dei risultati previsti del progetto è il 31/12/2016.

I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura - Settore Fitosanitario e Servizi tecnico-scientifici
Paola Gotta
011.4323716
paola.gotta@regione.piemonte.it

Gestione del suolo in frutticoltura sostenibile: soluzioni innovative per la riduzione/azzeramento del diserbo chimico e incremento della fertilità organica del suolo (FLORINFRU)

Lo scopo del progetto è quello di individuare strategie di difesa ecocompatibili che consentano la valorizzazione delle produzioni frutticole regionali sotto l’aspetto della qualità, della sicurezza alimentare, della tutela della salute degli operatori e delle risorse ambientali.
In quest’ottica la riduzione dell’impiego dei diserbanti chimici e geodisinfestanti rappresenta l’obiettivo principe del progetto per:

  • l’aumento della fertilità del suolo
  • la salvaguardia dell’ambiente
  • la tutela degli operatori

A tal fine si intende confrontare l’utilizzo del diserbo meccanico con l’impiego dei prodotti chimici per il controllo delle malerbe in frutteto.
Si lavorerà per definire strategie efficaci, sicure e nello stesso tempo proponibili sia tecnicamente che economicamente agli operatori agricoli per:

  • ottimizzare la capacità produttiva del settore;
  • contrastare le erbe infestanti e il fenomeno della “stanchezza del suolo” con nuove soluzioni valide ed ecosostenibili;
  • aggiornare le strategie di lotta tradizionalmente impiegate;
  • introdurre modifiche nelle linee tecniche ad oggi adottate in considerazione delle nuove registrazioni o il ritiro dal mercato di prodotti di sintesi che non hanno superato la revisione imposta dall’U.E.

Per raggiungere tali obiettivi verranno seguite due linee d’azione innovative:
1) sostituzione del diserbo con forme di controllo meccanico delle infestanti
2) verifica della possibilità di sostituire le fumigazioni con la tecnica del sovescio e apporto di

Risultati attesi
Nel complesso il Progetto mira a contribuire all’innovazione ed alla diffusione di tecniche di difesa integrata e, quando possibile, biologica. Più in particolare s’intendono sviluppare strategie che consentano di raggiungere i seguenti risultati:

  • Verificare la sostenibilità economica di una gestione meccanizzata delle infestanti del frutteto;
  • Verificare gli effetti positivi sulla fertilità del suolo di pratiche agronomiche sostitutive degli interventi chimici di diserbo e disinfezione del terreno;
  • Aumentare la sicurezza per gli operatori agricoli e per il consumatore finale;
  • Rendere più rapida l’acquisizione e l’applicazione a livello operativo delle moderne tecnologie;
  • Ridurre o azzerare l’impiego di prodotti chimici in frutticoltura.

La data prevista per la pubblicazione dei risultati previsti del progetto è il 31/12/2016.
I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura - Settore Fitosanitario e Servizi tecnico-scientifici
Viola Massobrio
011.4325217
viola.massobrio@regione.piemonte.it

Controllo biologico di popillia japonica a mezzo di nematodi e funghi entomopatogeni (COBIPO)

Il ritrovamento dell’organismo nocivo Popillia japonica (Coleoptera: Rutelidae) nell’area del Parco del Ticino (provincia di Novara), nel luglio 2014, comporta un rischio fitosanitario molto elevato (Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 e s.m.i. “ Misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi”).
L’insetto è estremamente polifago, negli Stati Uniti è infatti segnalato su circa 300 specie vegetali ed è considerato dannoso su oltre 100 piante tra cui:  alberi da frutto, vite, nocciolo, piccoli frutti, essenze forestali (tiglio, noce nero, acero, faggio, betulla, ontano), colture di pieno campo (mais, soia, erba medica), ortive (es. pomodoro, fagiolo, asparago, zucchino) e ornamentali (es. rosa, dalia).
Nell’estate 2015, a seguito del piano di monitoraggio e contenimento attuato dal Settore Fitosanitario, sono stati catturati circa 8 milioni di adulti. Da tale dato, ampiamente al di sopra di ogni previsione, è presumibile ritenere che nonostante l’eliminazione di una parte consistente della popolazione grazie all’utilizzo di 550 trappole per la cattura massale, nel 2016 l’incremento della popolazione sarà comunque elevato.
Già quest’anno la zona infestata è risultata in espansione, interessando località e comuni circostanti a quelli risultati infestati nel 2014. Oltre alla normale dispersione dell’insetto, sussiste un elevato rischio di diffusione legato al trasporto passivo degli adulti ad esempio con il traffico di autoveicoli.

Al fine di contenere quanto più possibile le popolazioni dell’insetto diventa pertanto indispensabile rafforzare gli interventi diretti sia contro le larve che  contro gli adulti, sperimentando tecniche di  lotta biologica e microbiologica che contemplino l’impiego di nematodi entomoparassiti e funghi entomopatogeni, nonché interventi meccanici, quali le fresature. Deve inoltre essere valutata l’efficacia di diverse sostanze attive ad azione insetticida o repellente nei confronti degli adulti, sia per la difesa delle colture sia per la protezione delle produzioni vivaistiche.
Dall’esecuzione del progetto si potranno ricavare indicazioni sui livelli di efficacia, praticabilità e costi delle diverse strategie sperimentate per il contenimento delle popolazioni dell’insetto.

La data prevista per la pubblicazione dei risultati previsti del progetto è il 31/12/2016.

I risultati saranno pubblicati nella "Banca dati della ricerca agricola della Regione Piemonte", dove saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese attive del comparto agricolo. Tali risultati resteranno a disposizione su Internet per un periodo di almeno cinque anni dalla data di conclusione del progetto.

Documentazione

Per informazioni
Direzione Agricoltura – Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici
Giovanni Bosio
011.4323721
giovanni.bosio@regione.piemonte.it