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Lotte obbligatorie - Xylella fastidiosa
Xylella fastidiosa (Wells e Raju)

Xylella fastidiosa (Wells e Raju) è un  batterio che vive nei vasi della linfa grezza (xilema) di numerose specie di piante (circa 300) provocando, a seconda dei casi, forti danni perché con la sua presenza interrompe l’approvvigionamento di acqua e sali minerali.

Il sintomo iniziale e preponderante è la “bruscatura”, cioè un seccume dell’apice o del margine della foglia alonato di giallo. La trasmissione avviene unicamente mediante insetti  (vettori) che si nutrono nello xilema all’interno del quale, nonostante la linfa venga trasportata dalle radici verso la parte aerea della pianta, il batterio riesce a diffondersi in senso inverso: dai teneri apici, prediletti dai vettori, in basso fino al colletto delle piante nei casi più gravi.

Fino a giugno 2015 il ceppo di di Xylella isolato in provincia di Lecce era il primo e unico individuato e confermato nel territorio dell’Unione europea. A fine luglio 2015, però, la Francia ha comunicato l’intercettazione di Xylella in alcune piante di poligala in un’area commerciale di Propriano (Corsica) e successivamente in Costa azzurra, con conseguenti misure di eradicazione.

Il ceppo di Xylella fastidiosa ritrovato in Salento è una variante della sottospecie pauca mentre quello francese appartiene alla sottospecie multiplex.

Proprio a causa del dinamismo di Xylella, per garantire un aggiornamento tempestivo, la Commissione europea ha stabilito di pubblicare sul proprio sito in un’apposita banca dati l’elenco delle piante ospiti sensibili a Xylella fastidiosa nel territorio dell'Unione.

Dal punto di vista normativo l’emergenza Xylella viene gestita dall’Unione europea con una decisione della Commissione, recentemente modificata da un’ulteriore decisione di esecuzione.
A livello nazionale, l’applicazione delle misure di emergenza è attuata con il decreto ministeriale 7 dicembre 2016, in applicazione del quale, a partire dal mese di agosto 2017, sono state adottate le disposizioni attuative regionali previste dal “Piano nazionale di emergenza per la gestione di Xylella fastidiosa”.

A causa della vastissima gamma di ospiti potenziali di Xylella, inoltre, molte nazioni hanno richiesto garanzie aggiuntive per la movimentazione di vegetali e prodotti vegetali dall’Italia; è pertanto stato emanato il decreto di definizione delle aree indenni da Xylella sul territorio della Repubblica italiana che prevede, per il mantenimento dello status di area indenne, un’indagine continua su tutto il territorio nazionale da attuare con attività di monitoraggio realizzate a livello regionale.

Il Piemonte, come le restanti regioni italiane e province autonome (ad esclusione, per la Puglia, della zona identificata ai sensi della normativa europea) nel decreto viene dichiarato “area indenne da Xylella”. Per il mantenimento di tale status risulta quindi importante l’attività di indagine realizzata dagli ispettori fitosanitari.

Le indagini sul territorio piemontese risultano inoltre importanti al fine di un’eventuale rapida intercettazione del batterio in quanto esiste un potenziale rischio di introduzione, anche se inferiore rispetto ad altre regioni italiane poiché il Piemonte è collocato più a nord.

Gli attuali fattori di rischio, che tengono conto delle recenti intercettazioni francesi, sono rappresentati da:

1) il vettore Philaenus spumarius è presente in  Piemonte, anche se rintracciabile quasi esclusivamente in zone non intensamente coltivate;
2) il ciliegio, che in Puglia è risultato tra le piante ospiti, è coltivato professionalmente in Piemonte anche se su superfici limitate (260 ettari - fonte Anagrafe agricola 2015);
3)  la superficie piemontese investita ad ulivo, pur restando molto limitata, è aumentata negli ultimi dieci anni di quattro volte (66 ettari - fonte Anagrafe agricola 2015);
4) diversi vivai di piante ornamentali e garden center piemontesi trattano piante in vaso di ulivo e oleandro, che sono tra le piante ospiti più importanti del ceppo leccese di Xylella.
5) la relativa vicinanza del territorio piemontese al focolaio francese, che risulta quindi essere la zona contaminata più prossima al territorio italiano.

Dal 2014 il Settore Fitosanitario regionale ha attivato in Piemonte la vigilanza specifica su questo organismo nocivo.

Per ulteriori informazioni sulla batteriosi e per segnalazione di casi sospetti  (attenzione: le segnalazioni devono essere corredate di georeferenziazione del luogo), rivolgersi a:
Settore Fitosanitario regionale - via Livorno 60 - 10144 Torino
piemonte.fitosanitario@regione.piemonte.it
Referente: Chiara Morone: tel. 011-432.3726, mail chiara.morone@regione.piemonte.it